roberto cota

“SMUTANDATO DA UN COMPLOTTO” - ROBERTO COTA DOPO L’ASSOLUZIONE: “CON QUELL’INCHIESTA HANNO FREGATO I PIEMONTESI. CON LE ACCUSE SULLE MUTANDE VERDI E L'INCHIESTA SULLE FIRME FALSE MI HANNO CACCIATO DALLA REGIONE. MI HANNO IMPEDITO DI RIPRESENTARMI E CHIAMPARINO HA VINTO SENZA RIVALI. RENZI? SI E’ COMPORTATO DA VENDITORE DI PENTOLE”

Matteo Pandini per “Libero quotidiano”

ROBERTO COTAROBERTO COTA

 

La voce che emerge dal cellulare vibra di gioia: «Guardi, non vedo l' ora di rivedere mia figlia! Ora la sto andando a prendere». Roberto Cota, complimenti per l' assoluzione.

«Ho ricevuto tante telefonate, ora risponderò a tutti. Salvini mi ha chiamato subito. Il barista dove vado di solito a Torino mi ha abbracciato. E hanno fatto lo stesso al ristorante dove pranzo a Novara. E…». E Berlusconi? «Non l' ho sentito, ma so che è a New York. Inoltre ho il cellulare praticamente fuso…». Metà pomeriggio di ieri.

 

Da alcune ore Roberto Cota (oggi avvocato e semplice militante leghista, ieri capogruppo della Lega alla Camera, governatore del Piemonte e leader regionale del partito), s' è tolto un peso. Assolto dall' accusa di peculato. In altri termini, s' è sgonfiata la rimborsopoli della Regione Piemonte, che nel suo caso era sintetizzata brutalmente da un paio di mutande verdi acquistate negli Stati Uniti.

 

roberto cota roberto cota

L'allora governatore era stato accusato d'esserselo fatto pagare dai cittadini. Le smentite e le spiegazioni non erano servite a nulla: per tutti, è diventato l'uomo dai boxer color Padania. Tanto che perfino Matteo Renzi, in un comizio, l' ha attaccato canticchiando «Mi ricordo mutande verdi». Ieri, la rivincita.

 

Cota, facciamo un passo indietro. È finito l' incubo per le cosiddette mutande verdi. Le resta l' amarezza di aver perso la Regione per la faccenda delle firme false?

«È stato un complotto organizzato! Sono state annullate senza motivo le elezioni regionali! Alcune liste sono state ammesse dai tribunali, hanno preso voti veri e successivamente sono emerse irregolarità, peraltro meno gravi di quelle che sono successe a Sergio Chiamparino! Ma nel mio caso c' è stato un incredibile annullamento delle elezioni, dopo quattro anni e...».

Roberto Cota cornetto Roberto Cota cornetto

 

…e quando lei era ormai diventato, per tutti, l'uomo delle mutande verdi.

«Hanno fregato i piemontesi. Stavo facendo riforme importanti per la sanità, per contenere il deficit della Regione…. Mi hanno tolto la possibilità di concludere il lavoro e mi hanno impedito di ripresentarmi! Conciato com' ero, Chiamparino ha vinto praticamente senza rivali. I piemontesi sono stati fregati! Non siamo un Paese civile!».

 

Via dalla Regione, lei ha perso pure la Lega.

«Ero il segretario piemontese, ero un bel bersaglio. Ho fatto politica per 20 anni con la più assoluta abnegazione, è stata una cosa immonda quella che mi hanno fatto. Mi hanno ferito, ma ora mi sono tolto un macigno».

UMBERTO BOSSI E ROBERTO COTAUMBERTO BOSSI E ROBERTO COTA

 

Qual è stato l' attacco più doloroso?

«Quello dei giornali! Un attacco continuo. Hanno cominciato quelli di Repubblica e in troppi gli sono andati dietro. Titoloni tutti i giorni».

 

E Renzi?

«Ecco, guardi, il presidente del Consiglio che…».

 

Scusi, non lo chiama neppure per nome?

«No! Ecco, spero non parlerà più di mutande verdi, altrimenti adirò immediatamente le vie legali. Poi lui non ha titoli per parlare di spese… Non ha il profilo per fare il presidente del Consiglio!».

 

Cioè?

«Si è comportato da venditore di pentole!».

Mercedes Bresso e Roberto Cota Mercedes Bresso e Roberto Cota

 

Quante volte ha già riletto la sentenza?

«Gliela leggo anche adesso... Aspetti. Il tribunale di Torino… articolo 530 del codice penale… assolve perché il reato non sussiste. Non sussiste! Significa che una parte delle istituzioni funziona!».

 

Cancellate le mutande verdi?

«Non sono mai esistite. È una falsità che si sono inventati. Il reato non c' è!».

 

Chi le ha dato la notizia dell' assoluzione?

Roberto Cota con Giovanni Cadarera detto LupoRoberto Cota con Giovanni Cadarera detto Lupo

«I miei avvocati, che ringrazio. Domenico Aiello e Guido Carlo Alleva. Sono stati anni difficili e non immaginavo come potesse andare a finire, mi hanno chiamato mentre stavo passeggiando con un collega di studio e...».

 

E lei chi ha chiamato subito?

«Mia moglie! Guardi. È un peso in meno anche per la mia famiglia, che ha sopportato un calvario inimmaginabile. Mi hanno fatto una cosa infame, non per l' indagine ma per l' attacco mediatico a cui sono stato sottoposto».

 

Ha sentito la Bresso?

«Non ho rapporti con lei».

 

ROBERTO COTA TARCISO BERTONE MASSIMO DALEMAROBERTO COTA TARCISO BERTONE MASSIMO DALEMA

Cota, da domani cosa farà?

«Ora penso a vedere mia moglie e mia figlia. Poi continuerò a fare l' avvocato. Alcuni clienti mi hanno telefonato per farmi i complimenti e per chiedermi: "Adesso cosa farà?". Erano preoccupati ma li ho tranquillizzati: non lascio il mio lavoro».

 

Politica?

«Parlerò con Salvini per capire se e come posso essere utile. Ricordo anche che la vicenda delle "mutande verdi" viene usata ancora per fare campagna elettorale per il referendum. Una vicenda davvero immonda».

 

 Roberto Cota Roberto Cota

In questi anni di processo, che occhi incrociava per la strada?

«Ho subito attacchi dai politici ma dalla gente comune non ho percepito ostilità. È per questo che non ho mollato. E ora è venuta fuori la verità. Ora scusi, mia figlia mi aspetta».

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