I SALDI DI SOTTO-MARINO – 750 IMMOBILI IN VENDITA A PREZZI STRACCIATI, ANCHE PER METTERE A TACERE UNA NUOVA AFFITTOPOLI – IL COMUNE DI ROMA SI CONFERMA UN PESSIMO PADRONE DI CASA

Massimo Malpica e Patricia Tagliaferri per “il Giornale”

 

imma battaglia daniele frongia ignazio marino andrea maccaroneimma battaglia daniele frongia ignazio marino andrea maccarone

Alla fine i nomi degli inquilini dell'affittopoli in salsa Marino vengono a galla. Dopo il braccio di ferro tra Campidoglio e consiglieri di opposizione, il comune di Roma ha concesso l'elenco degli affittuari dei 751 immobili prossimi alla (s)vendita. Marino vuol intascare 300 milioni di euro da queste case, in gran parte situate nel centro storico della Città Eterna, affittate da anni a canoni ridicoli a gente che spesso (nell'83 per cento dei casi) non ha titolo per viverci, e con livelli di morosità imbarazzanti.
 

IGNAZIO MARINO E MATTEO RENZI IN CAMPIDOGLIO IGNAZIO MARINO E MATTEO RENZI IN CAMPIDOGLIO

Dall'elenco - consegnato obtorto collo e senza collegare assegnatari e indirizzi - non emergono nomi clamorosi, ma non mancano spazi lasciati in bianco, e la questione politica resta la gestione dissennata del patrimonio immobiliare. L'asset che la giunta Marino vuol vendere rende al Campidoglio appena 1,8 milioni di euro l'anno, ma quei 700 e passa immobili, se affittati a prezzi di mercato, frutterebbero quasi 27 milioni di euro, ossia quindici volte di più. Inoltre c'è da capire chi comprerà le case. I «soliti noti» potrebbero far capolino o schermati dai nomi degli inquilini «ufficiali» o al momento di acquistare all'asta gli appartamenti non riscattati.
 

marino pandamarino panda

Non mancano casi curiosi. Come l'appartamento di 74 metri quadri in via Chelini, nell'elegante quartiere dei Parioli, che un anno fa la giunta Marino assegnò in comodato gratuito al regista Giuseppe Ferrara, in seguito a uno sfratto e a una mobilitazione in suo favore di attori e registi. Oggi quella casa è in vendita e non è chiaro se il Comune intenda alienarne la nuda proprietà o mettere l'anziano cineasta - che stanti le ristrettezze economiche non dovrebbe essere in grado di comprarlo - di nuovo a rischio sfratto.

 

pro21 enrico job mo lina wertmullerpro21 enrico job mo lina wertmuller

Strano anche che tra gli immobili in vendita ci sia il grande atelier (230 metri quadri) di via Flaminia, vicino piazza del Popolo, che risulta ancora intestato a Enrico Job, artista e scenografo, marito di Lina Wertmüller, scomparso sette anni fa. Non è chiaro chi sia oggi l'intestatario, visto che il locale è assegnato «senza titolo», e nemmeno chi debba pagare i 158mila euro di morosità annotati dai tecnici capitolini.

buzzi e marino twittati da marcello fioribuzzi e marino twittati da marcello fiori

 

Morosità che sono all'ordine del giorno, ma anche qui capirci qualcosa è complicato visto che ben pochi degli occupanti sono regolari assegnatari delle case. «Senza titolo» è la sezione «Faccini» di Rifondazione Comunista, a Trastevere, che per 30 metri quadri dovrebbe pagare un canone quasi normale, 1.300 euro al mese, ma sembra invece aver accumulato arretrati per quasi 74mila euro. D'altra parte, nemmeno il vicariato di Roma e la comunità ebraica sarebbero in regola coi pagamenti.
 

MARCHINI MARCHINI

In attesa di ulteriori sorprese dalle carte, l'opposizione in Comune è sul piede di guerra. Ieri nell'aula Giulio Cesare dove si discuteva la delibera sulla dismissione del patrimonio si è quasi sfiorata la rissa quando il capogruppo della lista Marchini, Alessandro Onorato, ha sollevato una sagoma del sindaco col cartello «Svendo Roma». «Non firmiamo delibere “al buio”, Mafia Capitale ci ha insegnato qualcosa. Gli immobili vanno prima valorizzati e poi venduti», spiega Alfio Marchini.

 

la panda rossa di marinola panda rossa di marino

Il capogruppo di Fdi Fabrizio Ghera chiede un'indagine patrimoniale sugli inquilini «prima di concedere lo sconto del 30 per cento» sull'acquisto. Duro anche il consigliere di Fi Ignazio Cozzoli, che ricorda come il provvedimento sia atteso al varco da oltre 7mila emendamenti e ordini del giorno. Pure Marcello De Vito (M5S) annuncia «battaglia» su un provvedimento che definisce «illegittimo».

 

 

 

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)