buzzi carminati

IL ROSSO ED IL NERO BUZZI E CARMINATI FANNO AMICIZIA IN GALERA: IL PRIMO GARANTISCE COMMESSE QUANDO AL CAMPIDOGLIO CI SONO GIUNTE DI SINISTRA, “ER CECATO” CON QUELLE DI DESTRA – I SOLDI VERI ARRIVANO CON I MIGRANTI. BUZZI: “CON LORO SI GUADAGNA IL 5/10%. PIU’ CHE CON LA DROGA” – “AVVOCA’, QUANDO ESCO?”

 

Sara Menafra per il Messaggero

 

massimo carminati saluto romatomassimo carminati saluto romato

Sono amici, di quell'amicizia che si spinge oltre la politica ma trova il suo cemento quando gli affari vanno a gonfie vele e lo resteranno. Entrambi, Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, ieri mattina hanno aspettato la sentenza incollati agli schermi, attenti ad ogni movimento, sapendo che gli occhi di tutti sono incollati su di loro.

 

Buzzi, quando capisce che l'accusa di mafia si è dissolta stringe il pugno ed esulta e corre a prendere appunti. Carminati si alza e comincia a molleggirarsi. Le condanne sono pesanti, ma l'accusa che li tiene agganciati al carcere duro non esiste più. E appena i monitor si spengono, la prima telefonata il Nero la fa ad Ippolita Naso che lo difende insieme al padre Giosué: «Avevi ragione tu - le dice - ora fammi uscire dal 41 bis». Buzzi, si spinge oltre: «Mbe avvocà quando esco?» esclama col legale Alessandro Diddi. 

salvatore buzzi con il quarto stato alle spallesalvatore buzzi con il quarto stato alle spalle

 

L'AMICIZIA

Gemelli diversi, capi alla pari anche nel crimine, la «quarta internazionale più il Nero» ha detto il ras delle coop, strappando a Carminati un saluto a braccio alzato. La principale tra le due organizzazioni che emergono dal dispositivo della sentenza letta ieri mattina dal giudice Rosanna Ianniello alle 13 in punto è un'associazione a delinquere finalizzata ai reati contro la pubblica amministrazione, un «mondo di mezzo» che fa affari con tutti.

 

Carminati e Buzzi ne sono a capo «a pari merito» senza più l'idea che il Nero sia il leader assoluto di una nuova cupola che da un lato minaccia alcuni piccoli imprenditori e dall'altra si fa largo nell'amministrazione della città. 

 

carminaticarminati

Sulla storia di quel legame entrambi hanno detto molto, anche in aula, eppure è forse questo il punto sul quale meno hanno convinto la corte che li ha considerati comunque a capo di una consistente associazione a delinquere: «Massimo Carminati l'ho conosciuto in carcere dopo il mio arresto. Mi misero coi ragazzi neo fascisti anche se io ero dichiaratamente di sinistra - ha detto Buzzi in aula - Non ho mai avuto problemi con loro, è lì che ho conosciuto anche Carlo Pucci, Riccardo Mancini e Gianni Alemanno, anche se lui era missino e lo tenevano da un'altra parte».

 

RICCARDO MANCINI AD ENTE EUR RICCARDO MANCINI AD ENTE EUR

Si rivedono anni dopo, nel 2011, quando Carminati, tornato semilibero, contatta l'amico Mancini, a quel punto ad dell'ente Eur, e gli chiede aiuto per tornare a lavorare. A detta dei due presunti capi dell'organizzazione è da questa scelta di Mancini, che avrebbe imposto la presenza di Carminati in un appalto per la manutenzione delle aree di proprietà dell'Eur, che sarebbe partito il legame tra i due.

 

gianni alemannogianni alemanno

Quel che è certo è che, al di là delle battute, fino agli arresti del 2 dicembre 2014, il cooperante iscritto al Pd e il Nero, non si sono più lasciati: «Eravamo la quarta internazionale più Carminati», ha detto Buzzi in aula spingendo il Nero ad esultare con tanto di braccio alzato: «Sono onorato di conoscere Buzzi, è superiore a tutti gli imprenditori romani», risponde lui. 

 

I SOLDI DEI MIGRANTI

Certo è che da quando i due si mettono in società, gli incassi delle cooperative di Salvatore Buzzi hanno un deciso balzo in avanti. Riescono a sbloccare i problemi iniziali con la giunta di centrodestra - sia Franco Panzironi, sia Luca Gramazio del resto sono stati riconosciuti membri della nuova organizzazione. E si espandono in settori sempre nuovi.

 

buzzi e odeavaine buzzi e odeavaine

La miniera d'oro è il business dell'accoglienza dei migranti, giro d'affari in cui è fondamentale il ruolo dell'ex vicecapo di gabinetto del comune Luca Odevaine, considerato l'infiltrato del gruppo criminale ai piani alti del Viminale: «Sai quanto si guadagna? - dice Buzzi ad una collaboratrice nella primavera del 2013 - Dai 5 al 10%, il traffico di droga rende meno. Noi quest'anno abbiamo chiuso con quaranta milioni di fatturato ma tutti i soldi, gli utili li abbiamo fatti sugli zingari, sull'emergenza alloggiativa e sugli immigrati, tutti gli altri settori finiscono a zero». Ad oliare questo sistema sono in tanti, Franco Panzironi, dice sempre Buzzi in aula: «Chiedeva sempre soldi, quelli in nero li teneva per se, quelli in chiaro andavano alla fondazione Nuova Italia».

 

centri di accoglienza 8centri di accoglienza 8

Alla vigilia delle elezioni comunali, nel giugno 2013, l'organizzazione è preoccupata. Anche Buzzi l'ha ammesso in aula, ricostruendo, assieme agli avvocati Alessandro Diddi e Piergerardo Santoro, l'andamento di tutti i finanziamenti, in chiaro e non, dati alla politica. Duecentoventi tessere per «partecipare» al congresso del Partito democratico in vista delle elezioni, con votazioni divise per correnti. In totale, sui 379 mila euro dati alla politica, circa 200mila sarebbero andati al Pd, inclusi i 5mila euro dati nel 2014 per la kermesse della Leopolda e ben 15mila per una cena che Buzzi archivia come cena Renzi.

 

Un meccanismo in cui «tutto nel comune era in vendita». Un meccanismo in cui gli imprenditori «pagano sennò vanno in pensione». «Dopo la discovery - dirà ancora Buzzi - capisco quanto siamo stati fessi abbiamo pagato spesso invano, così è stato quando Odevaine mi suggerì di partecipare all'appalto per il Cara di Mineo: io non ci avrei mai pensato. Non mi ha detto che era già tutto deciso».

 

LE ELEZIONI DEL 2013

CAMPI ROMCAMPI ROM

Il giro di boa, in ogni caso, si svolge senza grandi problemi. A quel che gli atti dicono - e la sentenza non ha sconfessato - bastano pochi mesi alle cooperative di Buzzi e Carminati per rientrare in ottimi affari con l'amministrazione comunale. I finanziamenti a funzionari e consiglieri comunali vanno avanti a ritmo serrato. In cambio, Carminati e Buzzi. vogliono lavorare: «Aho la mucca per essere munta deve mangiare», dice Buzzi.

 

CAMPI ROMCAMPI ROM

E Carminati, subito dopo le elezioni, è ancora più esplicito: «Gli si dice adesso che caz.. ora che abbiamo fatto questa cosa, che progetti c'avete? Allora nel progetto, perché voi fate li progetti la politica adesso che progetti c'avete? Teneteci presenti per i progetti che c'avete, che te serve? Che cosa posso fare? Come posso guadagnare, che te serve il movimento terra? Che ti attacco i manifesti? Che ti pulisco il cu ..ecco, te lo faccio io perché se poi vengo a sapè che te lo fa un altro, capito? Allora è una cosa sgradevole» .

 

Un anno dopo il meccanismo è perfettamente a regime. E' ottobre 2014 quando il ras delle coop romane annuncia il suo pronostico, parlando di un consigliere comunale che sta aiutando le cooperative: «Con questa amministrazione comunale, altri tre anni e mezzo e con il mio amico ci mangiamo Roma». Gli arresti, mafia o no, quel meccanismo l'hanno interrotto. 

 

 

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