IL ROTTAMA-TEAM – RIUSCIRÀ RENZI A FARE UNA SEGRETERIA SENZA PAGARE DAZIO ALLE CORRENTI? GUTGELD O NANNICINI COME RESPONSABILE ECONOMICO - FASSINO IN POLE PER LA PRESIDENZA DEL PARTITO…

Carlo Bertini per "La Stampa"

Se si domanda in giro ai renziani, subito i volti arrossiscono e il timore di dirla sbagliata e di finire nel cono d'ombra cresce, quindi meglio risalire alla fonte primaria, cioé Matteo Renzi in persona. Il quale fin dalla Leopolda di un mese fa ha in testa un solo nome sicuro e indiscutibile per la sua segreteria, cioè il suo braccio destro Luca Lotti: giovane, biondo e scarmigliato deputato, fiorentino come lui, al quale il sindaco da sempre affida le pratiche più delicate, dalle candidature nelle liste ai rapporti col gruppo parlamentare. E proprio per questo Lotti sarà una sorta di «reggente» del Pd per suo conto, con un incarico di crocevia quale è il coordinatore della segreteria.

E se questa è la casella sicura, le altre dodici, metà donne, «tutti scelti senza giochini tra le correnti» garantisce Renzi, sono ancora incerte. Il personaggio non lesina mai sorprese. Quindi fino all'ultimo le cose potrebbero cambiare, anzi cambieranno, assicurano quelli del cerchio più stretto.

La seconda cosa certa è che Lotti sarà il solo fiorentino della compagine, per non trasmettere l'immagine di un leader chiuso a riccio con i suoi: e anche per questo il volto più noto del renzismo, Maria Elena Boschi, organizzatrice della Leopolda e spesso presente in vari talk show, non entrerà in segreteria, così come l'altra parlamentare molto vicina a Renzi, Simona Bonafé, che lo segue fin dal camper delle scorse primarie contro Bersani.

Ma da quando il segretario in pectore ha annunciato che, se vincerà lui, dalle dodici di lunedì la sua squadra sarà già operativa, il corpaccione del partito trema e le voci impazzano. Si dice che Piero Fassino sia in pole position per ricoprire il ruolo di presidente dell'Assemblea Federale del Pd che fu della Bindi. Vero o no che l'accordo tra i due sia a un punto già molto avanzato, di sicuro i contatti ci sono stati.

E magari la questione potrebbe esser definita venerdì, quando alle cinque del pomeriggio Renzi sarà con il sindaco di Torino in un luogo simbolo del Pd come il Lingotto. Per chiudere la sua campagna per le primarie prima dell'ultima tappa la sera alle nove a Milano. A ben vedere, però, tra le decine di quadri e dipendenti del partito, c'è massima allerta soprattutto su chi sarà il nuovo tesoriere, ora che il finanziamento pubblico viene meno e bisognerà fare i conti con una sorta di stato di crisi per far quadrare i conti.

Da tempo Renzi rimugina su quale possa essere la figura più adatta tra i suoi e uno dei nomi papabili, anche se non è il solo, è quello di Lorenzo Guerini: già sindaco di Lodi, ben addentro nel mondo degli enti locali, paziente trattativista, come dimostrato nel corpo a corpo con i bersaniani sulle regole del congresso. Chiunque sarà il tesoriere, si troverà alle prese con enormi grane, quali il contratto di solidarietà tra i dipendenti e una sede diversa da scegliere in fretta. Visto che il Nazareno non si confà troppo alla «narrazione renziana» e costa troppo.

All'organizzazione, ruolo chiave, potrebbe andare Stefano Bonaccini, ex bersaniano, segretario del Pd emiliano, in predicato per una candidatura a sindaco di Modena, alla quale potrebbe dover rinunciare. Per la casella di responsabile economico, girano i nomi di due economisti, il deputato Yoram Gutgeld e il bocconiano Tommaso Nannicini.
Tra le donne in segreteria, forse anche la governatrice del Friuli, Debora Serracchiani e una giovane insegnante palermitana, Mila Spicola.

Mentre per la comunicazione resta in pole Antonio Funiciello, uno dei volti nuovi e in ascesa del renzismo. Ma le voci si rincorrono e di nomi ne girano a iosa: da Angelo Rughetti per gli enti locali, al presidente della provincia di Pesaro Matteo Ricci: da Michele Emiliano al giovane sindaco di un paesino veneto Federico Vantini, che presentò Renzi dal palco in quel di Verona.

E si vedrà solo alla fine se Franceschini e Veltroni, dopo i drastici tagli dei loro candidati dalle liste pro-Renzi per le primarie, avranno un loro esponente in segreteria. Difficile però che vi sia qualche lettian-renziano, visti i rapporti non proprio sereni tra i due leader...

 

 

Matteo Renzi e Ciriaco De MitaMatteo Renzi Fassino Franceschini e Bianco piero fassino silvio berlusconi Simona Bonafe Debora Serracchiani MARIA ELENA BOSCHI MARIA ELENA BOSCHI

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