silvio berlusconi mara carfagna

ROTTURA A-MARA – L’IRA DI BERLUSCONI SULLA CARFAGNA: "FAR INTENDERE CHE CI SIA BISOGNO DI UN NUOVO E DIVERSO CONTENITORE PER I LIBERALI E I MODERATI SIGNIFICA ESSERE IN MALAFEDE" - MARA TIENE IL PUNTO: “FI HA CEDUTO AL SOVRANISMO, SI È APPIATTITA SULLA LEGA” -A SENTIRE I FEDELISSIMI DELLA CARFAGNA IL DIVORZIO È COSA FATTA: “ORMAI SIAMO AD UN PUNTO DI NON RITORNO” – LA NOTA DI BERLUSCONI: "PURA’ FALSITA’ LE PAROLE A ME ATTRIBUITE SU MARA CARFAGNA"

1 - L'ALT DI BERLUSCONI ALLA FRONDA ITALIA VIVA, TENSIONI SUGLI «ARRIVI»

P.D.C. per il “Corriere della sera”

 

BERLUSCONI CARFAGNA GELMINI

Da una parte ci sono Mara Carfagna e quelli - come Rotondi ed altri esponenti dell' area centrista - che ritengono Forza Italia troppo schiacciata a destra, succube dei «sovranisti della Lega», senza più ruolo, a rischio. Dall' altra c' è il vertice azzurro che accusa la stessa Carfagna di giocare una partita personale, di pretendere una leadership che «nel partito non le riconosciamo, anche perché lei non vuole avere nulla a che fare con noi», di tenersi aperti, nonostante le smentite dell' interessata, «tre forni»: metter su un gruppo con Rotondi vicino a Conte, fare un partito con Toti ma nel centrodestra, passare con Renzi.

 

Nel mezzo, in un clima pesante, a cercare di tenere unito il partito, non perdere pezzi e caricare le truppe in vista di elezioni che vede vicine, c' è Silvio Berlusconi. Che la scorsa settimana ha prima visto lo stato maggiore del partito, poi a cena la Carfagna. E che non riuscendo a sciogliere i nodi ieri è intervenuto con una lunga nota nella quale, senza fare i nomi, si sferzano i contestatori: «L' immagine di una Forza Italia appiattita o subordinata ad una generica "destra sovranista" è un radicale stravolgimento della realtà, irrispettoso della mia e della nostra storia, delle mie e delle nostre idee», e «far intendere che ci sia bisogno di un nuovo e diverso contenitore per i liberali e i moderati significa essere in malafede o ignorare la realtà».

BERLU E CARFAGNA

 

È una netta sconfessione di chi contesta la linea, chi lo sta deludendo, perché come ripete ai suoi «accusarmi di non essere amico del popolo ebraico è una coltellata che non mi aspettavo», così come è «sbagliato» continuare a ipotizzare un rapporto con Renzi. Non che Berlusconi non veda le difficoltà del suo partito: anche la sua compagna Francesca Pascale, per la quale «non esiste un suo successore», sta lavorando per mettere su un' associazione per i diritti al di fuori del partito, mentre l' ex premier accarezza l' idea dell' Altra Italia, che immagina con uomini come il sindaco di Venezia Brugnaro, professionisti, liste civiche . E non esiste l' idea di cambiare qualcosa ai vertici: alla Carfagna è stato offerto ancora di far parte della tolda di comando, ma inutilmente.

 

Mentre lei continua ad escludere un passaggio con Renzi - che peraltro non sarebbe gradito nemmeno a big come Maria Elena Boschi - e insiste sulla necessità di cambiare la linea di FI, pur ammettendo che la sua «riflessione» è in corso, Berlusconi insiste: «Se l' obiettivo è costruire una vasta area liberale, cattolica, riformatrice, alternativa alla sinistra» non serve «la frammentazione». Ma «da tutti più rispetto della realtà».

 

2 - BERLUSCONI A CARFAGNA: SEI IN MALAFEDE

silvio berlusconi

Emilio Pucci per “il Messaggero”

 

«Far intendere che ci sia bisogno di un nuovo e diverso contenitore per i liberali e i moderati significa essere in malafede o ignorare la realtà. E' irrispettoso per la mia storia parlare di un appiattimento ad una generica destra sovranista». E ancora: «No a una rappresentazione falsa dell'alleanza di centrodestra» e «alla frammentazione che ha sempre determinato avventure politiche di cortissimo respiro». L'ira di Silvio Berlusconi su Mara Carfagna ieri si è abbattuta con un lungo comunicato in cui il Cavaliere stigmatizza chi, a suo dire, ha messo in discussione «l'unico tra i leader politici italiani ad avere difeso e a difendere ogni giorno i principi liberali». Una presa di posizione netta con un messaggio, spiegano i fedelissimi dell'ex premier, ben preciso: «Basta con il controcanto. Chi vuole fare la stampella a questo governo è irresponsabile, fuori da Forza Italia non c'è futuro per nessuno».

 

silvio berlusconi

E' il terremoto finale. La rottura a questo punto rischia di essere definitiva. Eppure la guerra intestina in FI non aveva superato del tutto i livelli di guardia. In politica nessuna scelta è mai facile, ma nel caso di Mara Carfagna e di tutti quei moderati che in Forza Italia non si sentono più a casa staccarsi è ancora più difficile. Staccarsi da Berlusconi, riconosciuto anche dagli antisalviniani come l'artefice del successo del partito azzurro, è complicato anche dal punto di vista umano.

 

Da qui il travaglio di chi si appresta a lasciare una storia che in diversi casi è durata 25 anni. E' il tormento che vive la stessa vicepresidente della Camera. «Ma io non ho cambiato idea», ha spiegato ai diversi parlamentari che l'hanno cercata. La tesi è sempre la stessa: «Un conto e' l'alleanza con Salvini e Meloni, un altro è la sudditanza, FI ha ceduto al sovranismo, si è appiattita sulla Lega, ha perso i suoi valori che l'hanno legata al popolarismo europeo».

 

LE TAPPE

BERLUSCONI FORZA ITALIA

Nasce da questo assunto il progetto politico che dovrebbe vedere la luce nel giro di qualche giorno. La collocazione resta quella del centrodestra, ma il campo è quello del centro. «Lo stesso degli ultimi 25 anni, non c'è da inventarsi niente di nuovo. Solo dare rappresentanza ad un'area che non si sente più rappresentata», il refrain. La Carfagna con i suoi continua a esprimere il disagio per la direzione impressa dai vertici di FI e anche per le reazioni che sono arrivate dopo le sue rivendicazioni. E non si tratta di poltrone. Perché ha osservato al telefono con un dirigente di FI «una comunità non si tiene insieme con le minacce, ma prefigurando una prospettiva, un futuro».

 

Poi in serata l'affondo di Berlusconi. A sentire i fedelissimi della Carfagna il divorzio è cosa fatta: «Ormai siamo ad un punto di non ritorno». Non è stato fissato un timing né una riunione ma già oggi chi ritiene che FI stia andando a rimorchio della Lega busserà nuovamente alla porta della vicepresidente della Camera.

 

mara carfagna ospite a 'l'aria che tira' 14

«Se va via si assumerà le sue responsabilità, tradirà come hanno fatto in tanti», il ragionamento dei berluscones. La tesi - soprattutto di Ghedini è che la Carfagna stia lavorando per sostenere Conte. Eppure raccontano che nella cena ad Arcore con l'ex ministra il Cavaliere aveva ammesso l'errore sulla Commissione Segre. Ma nella nota l'ex premier parla di «paradossali ed insultanti insinuazioni». Per poi concludere: «Chiedo a tutti più rispetto della realtà, della verità storica, delle nostre battaglie di libertà, del nostro impegno costante e convinto per il futuro liberale dell'Italia».

mara carfagna ospite a 'l'aria che tira' 9

 

BERLUSCONI

Da www.adnkronos.com

"Mi riferiscono di alcune mie dichiarazioni e ricostruzioni, battute dalle agenzie di stampa ieri sera. Tutto ciò che è stato scritto è privo di ogni fondamento. Non ho mai pronunciato, nella maniera più assoluta, quelle parole contro Mara Carfagna e non ho mai parlato con nessuno dell’incontro avuto con Mara, né tantomeno ho pronunciato le parole che mi sono state attribuite". Cosi in una nota il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

 

 

 

mara carfagna ospite a 'l'aria che tira' 6carfagna boschi

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…