guardiano costa meloni cassazione

IL NUOVO ROUND DELLO SCONTRO TRA GOVERNO CONTRO TOGHE SI CONSUMA SULLA PELLE DEL GIUDICE ALFREDO GUARDIANO - È UNO DEI 21 MEMBRI DELL'UFFICIO ELETTORALE DELLA CASSAZIONE CHE HA DECISO DI CAMBIARE IL QUESITO DEL REFERENDUM. DA DESTRA È STATO "LAPIDATO" PERCHÉ PARTECIPERA' A UNA EVENTO PER IL "NO" AL REFERENDUM - GUARDIANO SI DIFENDE: "LA DECISIONE ADOTTATA ERA TECNICA, NON INCIDE SUL MERITO DEL REFERENDUM, NÉ A FAVORE DEL SÌ NÉ A FAVORE DEL NO, COSÌ COME NON INCIDE SULLA PROCEDURA E SUI TEMPI DEL REFERENDUM, TANT’È CHE IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA CONFERMATO LA DATA" - "IL DEPUTATO COSTA MI HA ACCUSATO DI ESSERE NON ESSERE IMPARZIALE? MI RISERVERÒ DI AGIRE IN SEDE CIVILE" - A DIFESA DI GUARDIANO ANCHE MATTARELLA: "RISPETTARE LA CASSAZIONE E LE SUE DECISIONI"

1 - È SCONTRO SUI GIUDICI DELLA CORTE FDI: VOTANO NO. LA REPLICA: ILLAZIONI

Estratto dell'articolo di Adriana Logroscino per il "Corriere della Sera"

 

ALFREDO GUARDIANO

Il più duro è Galeazzo Bignami, uomo di punta di FdI, spesso incaricato di alzare il tiro polemico: «Tra i giudici della Cassazione che hanno deciso di cambiare il quesito del referendum ci sono Alfredo Guardiano, che modererà un convegno a Napoli sulle ragioni del No, e Donatella Ferranti ex deputata Pd e presidente della commissione Giustizia fino al 2018. È la prova che per rendere indipendente e terza la magistratura bisogna votare sì».

 

Ma è diretto anche il forzista Enrico Costa che adombra lo stesso sospetto: «Non è naturale fare contestualmente propaganda attiva per il No, moderando un evento di cui già girano le locandine, e deliberare in Cassazione su istanza dei sostenitori del No. Questo sarebbe un giudice terzo e imparziale?».

 

ENRICO COSTA

E puntano il dito i penalisti che, con il presidente del comitato per il Sì Francesco Petrelli, definiscono «grave e preoccupante che nell’elenco dei giudici che hanno assunto questa decisione ci sia chi partecipa attivamente alle manifestazioni per il No». Si schiera in difesa di Guardiano l’opposizione: «Questa è una vergognosa lista di proscrizione». E fanno quadrato i magistrati. È il nuovo casus belli tra maggioranza e toghe . [...]

 

La decisione della Cassazione alla quale ha contribuito Guardiano è quella che, due giorni fa, ha ammesso il quesito proposto dal comitato dei «Volenterosi» che sostiene il No, sostituendo quello precedente del governo. E non ha provocato un rinvio della consultazione referendaria, considerato uno degli obiettivi dei proponenti.

 

Tuttavia Bignami per primo agita il suo sospetto. «La decisione della Cassazione conferma che la riforma della giustizia è una necessità», dice a proposito dell’impegno di Guardiano per il No. I parlamentari del Pd dichiarano in forze in difesa del giudice e contro gli avversari. «Le parole di Bignami — è l’allarme di Chiara Braga, capogruppo dem alla Camera — sono l’ennesima dimostrazione della strategia della maggioranza che vuole portare al voto gli italiani alimentando un clima di delegittimazione e scontro istituzionale». [...]

ALFREDO GUARDIANO

 

2 - ALFREDO GUARDIANO - «IO CONTRARIO ALLA RIFORMA, MA È STATA UNA SCELTA TECNICA CHE NON INCIDERÀ SUL VOTO»

Estratto dell'articolo di Dario Sautto per il "Corriere della Sera"

 

«Anche il ministro Carlo Nordio ha riconosciuto, proprio in un’intervista al Corriere, che questa decisione non incide che marginalmente sullo svolgimento del referendum. Perché il centro della decisione è riconoscere un diritto costituzionale. Per quanti sforzi faccia, francamente non vedo nessun nesso con la mia partecipazione a un convegno contro la riforma».

 

enrico costa

Alfredo Guardiano è uno dei ventuno giudici chiamati a pronunciarsi per l’Ufficio centrale del referendum sul ricorso presentato dai 15 «Volenterosi». Eppure, il magistrato napoletano è stato oggetto di attacchi da parte di parlamentari della maggioranza ed è stato definito «non imparziale» prima da Enrico Costa, poi da Maurizio Gasparri, in virtù della sua partecipazione a un convegno sul «No» organizzato a Napoli per il prossimo 18 febbraio.

 

Cosa vuole dire su questa vicenda?

«Ci tengo a dire che tutti partecipano alla campagna referendaria, sia per il Sì sia per il No, e abbiamo numerosi magistrati che lavorano in diversi uffici e che fanno campagna attivamente per il Sì, così come anche componenti del Consiglio superiore della magistratura schierati in favore della riforma. La partecipazione a manifestazioni per il Sì o per il No non è certo vietata, non è mio esclusivo appannaggio».

tommaso foti e galeazzo bignami

 

È stato attaccato perché parteciperà a un convegno a Napoli. Non intravede un conflitto con la decisione di venerdì?

«Non esiste alcun conflitto. Il provvedimento non ha nessuna influenza sul contenuto del referendum ed era una questione strettamente tecnica. Poi in quella manifestazione io svolgerò il ruolo di moderatore».

 

Voterà «No»?

«È un evento a favore del No e non mi nascondo dietro un dito: come la stragrande maggioranza dei magistrati sono per il No, ma in questo caso io modero interventi altrui. A questa manifestazione partecipano magistrati, avvocati, professori universitari, giuristi. [...] Non comprendo il collegamento con l’ordinanza adottata venerdì».

 

In che senso?

galeazzo bignami tommaso foti

«L’ordinanza è stata adottata da un collegio composto da 21 giudici, quindi un grandissimo numero di magistrati. L’ordinanza, inoltre, è scritta dal presidente Frasca, che era al tempo stesso relatore».

 

Ma la decisione comporta conseguenze?

«Di certo non possiamo dire quando e cosa devono fare il governo o il capo dello Stato, tutto ciò non è minimamente affrontato nell’ordinanza e non poteva esserlo: non compete a noi dire come si devono comportare.

 

SERGIO MATTARELLA - GALEAZZO BIGNAMI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

La decisione adottata venerdì era squisitamente tecnica, non incide assolutamente sul merito del referendum, né a favore del Sì né a favore del No, così come non incide sulla procedura e sui tempi del referendum, tant’è che il Consiglio dei ministri si è riunito e ha confermato la data».

 

Cosa pensa delle accuse di parzialità?

«Il governo ha accolto la nostra impostazione. Questo dimostra come siano manifestamente infondate le censure sulla mia parzialità, che si traducono in censure sulla parzialità dell’intero organo».

 

E cosa risponde al deputato Enrico Costa?

«Mi riserverò di agire in sede civile. Di non essere terzo e imparziale è un’accusa gravissima per un magistrato». [...]

meloni nordio

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