vianello berlinguer renzi

LA RIBOLLITA DI VIALE MAZZINI - I RENZIANI METTONO NEL MIRINO LA BERLINGUER E VIANELLO - ORFEO E LEONE VERSO LA CONFERMA - TORNA LA RENZINA BIRIGNAO BIGNARDI? - CON BENIGNI, CONTI E PIERACCIONI E PANARIELLO SARA’ TELE-FIRENZE!

ANDREA VIANELLO ANDREA VIANELLO

Laura Cesaretti per "il Giornale"

 

Tra viale Mazzini e Saxa Rubra, nei fortilizi della Rai, si respira la consueta, vertiginosa ansia da cambio della guardia: sta per iniziare la nuova, ennesima rumba di poltrone interne.

 

Chi salirà e chi scenderà nella Rai dell' era renziana, con un premier che ha una stima così bassa dell' informazione fornita dalla tv in generale, e dal cosiddetto servizio pubblico in particolare, da descrivere i vari talk show come «un pollaio senza anima che ha sostituito la fiction»?

 

Bianca Berlinguer Bianca Berlinguer

Uno che la Rai la conosce bene, da dentro, come l' ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini, spiega che «se il suo obiettivo era conquistare la Rai, Matteo Renzi poteva anche risparmiarsi tutta questa fatica: la Rai non si conquista, perché si arrende.

Subito, e ad ogni vincitore».

 

Ma nonostante la vocazione all'innamoramento per il potente di turno dei dirigenti e delle grandi firme Rai, tutti attendono col fiato sospeso di sapere quale sarà la loro sorte. La Rai, d' altronde, è una macchina schiacciasassi capace di triturare vip come noccioline: ne sa qualcosa Ferruccio de Bortoli, che ieri è finito tragicamente trombato da consigliere di amministrazione Rai dopo essersi fatto intortare dall' allegra banda del buco della minoranza Pd.

RENZI BIGNARDIRENZI BIGNARDI

 

Che in un piano astutissimo ordito da Massimo Mucchetti (ora senatore Pd, ma già vicedirettore del Corriere e assai vicino a De Bortoli) ha provato a farlo eleggere in quanto sfegatato nemico di Renzi, scoprendo di non avere nessun voto a parte quelli dei due antirenziani del Pd. Al povero de Bortoli non è rimasto che far sapere in giro che il tutto era avvenuto a sua insaputa e alle sue spalle.

 

VIANELLO BERLINGUER RENZIVIANELLO BERLINGUER RENZI

Tra i direttori dei Tg Rai, Mario Orfeo (Tg1) sembra il meglio piazzato per tenersi a galla pure nella Rai renziana, grazie ai buoni risultati del suo tg ma anche alle buone relazioni intessute con personaggi chiave del Giglio Magico, in testa Maria Elena Boschi.

 

In buona posizione anche Giancarlo Leone, direttore di Rai1 e gran navigatore dei perigliosi mari Rai. Chi, a sentire i renziani, è nel centro del mirino è il Tg3 di Bianca Berlinguer: «A volte sembra il tg della minoranza Pd: fa autorevolmente parlare, in contrapposizione al governo, uno come Roberto Speranza, come se fosse il capo di un partito di opposizione. Mentre è solo un deputato lucano», si sfoga un parlamentare vicino al premier.

BIGNARDIBIGNARDI

 

Del resto da palazzo Chigi si caldeggia la riforma che dovrebbe portare ad unificare in una sola «newsroom», con una direzione unica, le testate e testatine che dentro la Rai si fanno concorrenza, con scarsi risultati per l' informazione.

 

«L' unificazione va fatta, e in fretta – dice Michele Anzaldi, membro renziano della Vigilanza – è una riforma che farà risparmiare 70 milioni l' anno a viale Mazzini, ed è stata votata all' unanimità in commissione. Ora serve passare ai fatti».

 

Anche il direttore di Raitre Andrea Vianello (che col dg Gubitosi ha perso il suo principale sponsor), non se la passa bene.

 

VIANELLO RIOTTAVIANELLO RIOTTA

Reo, ad esempio, di aver gestito l' operazione Ballarò in maniera «autolesionista», dice un renziano: «Raitre ha perso Giovanni Floris perché non ha voluto dargli i soldi in più che chiedeva. Poi ha preso da Repubblica Massimo Giannini, dandogli gli stessi soldi.

 

E nel frattempo Floris, da una rete come La7, ha fatto gli stessi ascolti di Giannini dalla Rai. Un disastro». Del resto Giannini (ex colonna dalemiana di Repubblica) non è esattamente un beniamino di Renzi.

 

ot18 PIERACCIONI PANARIELLO CONTIot18 PIERACCIONI PANARIELLO CONTI

Che tra i conduttori tv più noti apprezza Gianni Riotta, Massimo Bernardini e ha rapporti molto amichevoli con Daria Bignardi: la giornalista ha interrotto le sue Invasioni Barbariche su La7, e secondo alcuni potrebbe essere un buon repechage per la Rai.

 

E sul fronte intrattenimento? Tra il serio e il faceto, a Montecitorio si fa una previsione: «Imperverseranno Carlo Conti, Giorgio Panariello, Roberto Benigni, Leonardo Pieraccioni». Un tratto comune: tutti fiorentini.

andrea vianelloandrea vianelloANDREA VIANELLO  ANDREA VIANELLO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?