fuortes sabella malago rettighieri

ASPETTANDO IL DREAM TEAM - DA SABELLA A FUORTES PASSANDO PER MALAGO’, ECCO LA SQUADRA PER LA CAPITALE - ORFINI ATTACCA MARINO: ''IL SUO RACCONTO AUTOASSOLUTORIO E’ RIDICOLO'' - E PRODI SMENTISCE DI AVER CHIAMATO L’EX SINDACO: NON LO SENTO DA ANNI

Mauro Favale per “la Repubblica”

 

alfonso sabella ignazio marinoalfonso sabella ignazio marino

Il calendario ha scelto per lui: il debutto di Francesco Paolo Tronca da commissario del Comune di Roma sarà oggi al cimitero del Verano. Come tradizione richiede, sarà lui, la nuova massima carica del Campidoglio, ad accogliere Papa Francesco per la messa di Ognissanti.

 

Un battesimo organizzato nel giro di 24 ore, tra Milano, dove si trovava fino a ieri il prefetto, e la capitale, dove gli uffici del cerimoniale del Comune hanno messo a punto l’accoglienza del nuovo inquilino di Palazzo Senatorio.

 

Un avvio soft, per lo meno rispetto agli impegni che attendono Tronca nella capitale. Perché archiviata la stagione di Ignazio Marino, i problemi e le scadenze restano. A cominciare dal Giubileo al quale dovrebbe dedicarsi soprattutto la squadra che verrà costruita ad hoc sotto la guida del prefetto Franco Gabrielli.

 

malago e renzi  cmalago e renzi c

Il “dream team” evocato da Matteo Renzi verrà organizzato nei prossimi giorni come una “struttura di missione” di Palazzo Chigi, così da gestire i 300 milioni che dovrebbero arrivare per la città. Per la sua composizione si pensa a figure come Carlo Fuortes, ex ad dell’Auditorium, e Giovanni Malagò, presidente del Coni. Forse anche una donna esperta di questioni internazionali.

 

Lo scouting va avanti, di pari passo con quello per dotare Tronca di una squadra di subcommissari, sorta di “assessori” che affiancheranno l’ex prefetto di Milano in Campidoglio. Anche qui, poche certezze. Della giunta Marino potrebbe restare il magistrato in aspettativa Alfonso Sabella, unico con i “titoli” per ricoprire il ruolo. Tra i nomi circolati, anche quello di Leonardo Gallitelli, ex comandante generale dei carabinieri, oggi all’Antidoping.

 

Come intrecciare il lavoro delle due squadre sarà la sfida dei prossimi giorni. Al momento le uniche certezze riguardano i dossier che il neo commissario si troverà ad affrontare. Le priorità della città son sempre le stesse: trasporti e rifiuti, indissolubilmente legati ai destini delle due municipalizzate, Atac e Ama.

 

MARCO RETTIGHIERIMARCO RETTIGHIERI

La prima, evitato il fallimento, si ritrova decapitata, con i vertici dimissionari. A tirare le fila di un’azienda da 12.000 dipendenti, con un debito che a fine 2015 dovrebbe attestarsi poco sotto i 100 milioni, potrebbe essere Marco Rettighieri. Da direttore operativo di Italferr (partecipata di Ferrovie dello Stato), il manager ha diretto i lavori di Expo. Ora, dalla prossima settimana, potrebbe diventare super commissario ai trasporti della capitale: «Per il Giubileo vanno bene i miracoli», ha detto ieri.

 

Avrà il compito di curare prima di tutto la manutenzione dei treni delle metropolitane (spesso vecchi e inadeguati) che verranno presi d’assalto da milioni di pellegrini a partire dall’8 dicembre, quando il Papa aprirà la Porta Santa.

 

giovanna marinelli carlo fuortesgiovanna marinelli carlo fuortes

Di poco migliore la situazione in Ama, dove il presidente Daniele Fortini dovrebbe rimanere in sella, impegnato rendere la raccolta più efficiente e a contenere i malumori degli spazzini di fronte all’ipotesi di una parziale privatizzazione del servizio suggerita da Marino e per ora congelata.

 

Poi c’è il capitolo delle 30 gare per il Giubileo, tutte aggiudicata ma, a parte 2, non ancora partite. Sarà una corsa contro il tempo, con la concreta possibilità che i cantieri continuino a lavorare anche dopo l’avvio dell’Anno Santo, tra carovane di pellegrini.

carlo fuortes e pier carlo padoancarlo fuortes e pier carlo padoan

 

Al netto dell’evento voluto dal Papa, però, c’è l’ordinaria amministrazione, fatta di manutenzione stradale (c’è una gara da 109 milioni di euro da bandire in fretta per garantire la ricopertura delle buche), bilancio da approvare e dossier urbanistici da portare avanti: dal maxi Ponte dei Congressi in zona Eur-Magliana al nuovo stadio della Roma.

 

È questa, insomma, l’eredità di Marino (compresi i suoi ultimi atti a partire dalla pedonalizzazione totale dei Fori Imperiali nei week end) che attende il prefetto Tronca. Difficile che i due si vedano per un passaggio di consegne che tra ex sindaco e commissario non è di prassi.

 

MARINO ORFINIMARINO ORFINI

Ieri il chirurgo dem, dopo le accuse e i veleni di due giorni fa, si è concesso una passeggiata per la città: da casa, poco distante dal Pantheon, al Campidoglio e ritorno. «Sono molto orgoglioso di quanto fatto in questi due anni e mezzo. Non ho progetti di morte imminente, questa è la mia città», sottolinea, spiegando di aver sentito per telefono alcuni leader Pd. Si pensa alla minoranza, da Gianni Cuperlo a Massimo D’Alema. Si fa il nome di Romano Prodi, ma lui smentisce: «Non sento Marino da anni».

 

ALFONSO SABELLAALFONSO SABELLA

In serata, dalla sua pagina Facebook, il chirurgo attacca nuovamente Renzi: «Ha un’idea sommaria e insufficiente della situazione di Roma. Dispiace che non consideri la lotta al malaffare degna di nota». Ma è Matteo Orfini, fino a poco fa suo unico sponsor, a liquidarlo definitivamente: «Il racconto autoassolutorio che ha offerto alla città è semplicemente ridicolo».

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)