berlusconi sallusti ronzulli

CON QUESTI LEADER MAL-DESTRI PUO’ SUCCEDERE DI TUTTO - SALLUSTI TEME CHE IL CENTRODESTRA ESPLODA PER IL GIOCO DELLE POLTRONE: “MI RIFIUTO DI PENSARE CHE QUESTO GOVERNO PARTIRÀ SOLO SE LICIA RONZULLI, FEDELISSIMA DI SILVIO BERLUSCONI, SARÀ O NO MINISTRA E SE SÌ CON CHE DELEGA. SE QUESTO FOSSE DAVVERO UN INSUPERABILE MOTIVO DI CRISI, BEH ALLORA FORSE NON VALE LA PENA NEPPURE DI INCOMINCIARE QUESTA AVVENTURA CHE BEN ALTRI OSTACOLI E DIFFICOLTÀ SI TROVERÀ AD AFFRONTARE LUNGO IL SUO PERCORSO…”

alessandro sallusti

Alessandro Sallusti per “Libero quotidiano”

 

Gli attriti e le tensioni da sempre accompagnano la formazione di un nuovo governo, qualsiasi sia il suo colore. Non mi stupiscono quindi le voci che danno ai ferri corti in queste ore i tre alleati, in particolare Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi con Salvini in una inusuale veste di mediatore-paciere.

 

Parafrasando una celebre frase di Andreotti, le poltrone logorano chi non le ha e quindi è normale che ognuno cerchi di evitare futuri logoramenti. Per altro gli italiani in queste settimane hanno ben altre preoccupazioni che non la sorte di questo o quell'aspirante ministro o ministra.

SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI

 

Parlando di tre persone, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, che godono della fiducia di voi lettori facciamo nostro il famoso detto di non mettere il dito tra moglie e marito ma non possiamo non metterli in guardia - penso a nome vostro dal fatto che la lite ci sta se breve e risolutiva, altrimenti qui si rischia una falsa partenza che noi cittadini elettori, e quindi tutto il Paese, non ci meritiamo.

 

La questione tutto sommato, e vista da fuori, non è poi così complicata. Primo: se Giorgia Meloni avrà la responsabilità del governo è giusto e logico che l'ultima parola sulla formazione da mettere in campo tocchi a lei, altrimenti non si capirebbe che cosa stia lì a fare oggi ma soprattutto domani.

ronzulli

 

Secondo: siccome i ministri devono essere accettati e nominati dal Presidente della Repubblica ovvio è che il perimetro dentro il quale Giorgia Meloni può muoversi è ampio ma non infinito. Terzo: i due soci di maggioranza hanno tutto il diritto di indicare in modo autonomo i loro uomini non senza però non tenere conto dei punti uno e due di cui sopra.

 

Insomma, e fuori di metafora, mi rifiuto di pensare che questo governo partirà e partirà bene solo se Licia Ronzulli, fedelissima di Silvio Berlusconi, sarà o no ministra e se sì con che delega. Lo ripeto a scanso di equivoci: non tocca a noi dare giudizi e tantomeno consigliare scelte ma se questo, in un modo o nell'altro, fosse davvero un insuperabile motivo di crisi, beh allora forse non vale la pena neppure di incominciare questa avventura che ben altri ostacoli e difficoltà si troverà ad affrontare lungo il suo percorso.

SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPISILVIO BERLUSCONI LICIA RONZULLI

 

Ultimi Dagoreport

sergio mattarella quirinale

DAGOREPORT - DIRE CHE SERGIO MATTARELLA SIA IRRITATO, È UN EUFEMISMO. E QUESTA VOLTA NON È IMBUFALITO PER I ‘’COLPI DI FEZ’’ DEL GOVERNO MELONI. A FAR SOBBALZARE LA PRESSIONE ARTERIOSA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SONO STATI I SUOI CONSIGLIERI QUIRINALIZI - QUANDO HA LETTO SUI GIORNALI IL SUO INTERVENTO A LATINA IN OCCASIONE DEL PRIMO MAGGIO, CON LA SEGUENTE FRASE: “TANTE FAMIGLIE NON REGGONO L'AUMENTO DEL COSTO DELLA VITA. SALARI INSUFFICIENTI SONO UNA GRANDE QUESTIONE PER L'ITALIA”, A SERGIONE È PARTITO L’EMBOLO, NON AVENDOLE MAI PRONUNCIATE – PER EVITARE L’ENNESIMO SCONTRO CON IL GOVERNO DUCIONI, MATTARELLA AVEVA SOSTITUITO AL VOLO ALCUNI PASSI. PECCATO CHE IL TESTO DELL’INTERVENTO DIFFUSO ALLA STAMPA NON FOSSE STATO CORRETTO DALLO STAFF DEL COLLE, COMPOSTO DA CONSIGLIERI TUTTI DI AREA DEM CHE NON RICORDANO PIU’ L’IRA DI MATTARELLA PER LA LINEA POLITICA DI ELLY SCHLEIN… - VIDEO

andrea orcel gaetano caltagirone carlo messina francesco milleri philippe 
donnet nagel generali

DAGOREPORT - BUM! ECCO LA RISPOSTA DI CALTAGIRONE ALLA MOSSA DI NAGEL CHE GLI HA DISINNESCATO LA CONQUISTA DI GENERALI - L’EX PALAZZINARO STA STUDIANDO UNA CONTROMOSSA LEGALE APPELLANDOSI AL CONFLITTO DI INTERESSI: È LEGITTIMO CHE SIA IL CDA DI GENERALI, APPENA RINNOVATO CON DIECI CONSIGLIERI (SU TREDICI) IN QUOTA MEDIOBANCA, A DECIDERE SULLA CESSIONE, PROPRIO A PIAZZETTA CUCCIA, DI BANCA GENERALI? - LA PROVA CHE IL SANGUE DI CALTARICCONE SI SIA TRASFORMATO IN BILE È NELL’EDITORIALE SUL “GIORNALE” DEL SUO EX DIPENDENTE AL “MESSAGGERO”, OSVALDO DE PAOLINI – ECCO PERCHÉ ORCEL HA VOTATO A FAVORE DI CALTARICCONE: DONNET L’HA INFINOCCHIATO SU BANCA GENERALI. QUANDO I FONDI AZIONISTI DI GENERALI SI SONO SCHIERATI A FAVORE DEL FRANCESE (DETESTANDO IL DECRETO CAPITALI DI CUI CALTA È STATO GRANDE ISPIRATORE CON FAZZOLARI), NON HA AVUTO PIU' BISOGNO DEL CEO DI UNICREDIT – LA BRUCIANTE SCONFITTA DI ASSOGESTIONI: E' SCESO IL GELO TRA I GRANDI FONDI DI INVESTIMENTO E INTESA SANPAOLO? (MAGARI NON SI SENTONO PIÙ TUTELATI DALLA “BANCA DI SISTEMA” CHE NON SI SCHIERERÀ MAI CONTRO IL GOVERNO MELONI)

giorgia meloni intervista corriere della sera

DAGOREPORT - GRAN PARTE DEL GIORNALISMO ITALICO SI PUÒ RIASSUMERE BENE CON L’IMMORTALE FRASE DELL’IMMAGINIFICO GIGI MARZULLO: “SI FACCIA UNA DOMANDA E SI DIA UNA RISPOSTA” -L’INTERVISTA SUL “CORRIERE DELLA SERA” DI OGGI A GIORGIA MELONI, FIRMATA DA PAOLA DI CARO, ENTRA IMPERIOSAMENTE NELLA TOP PARADE DELLE PIU' IMMAGINIFICHE MARZULLATE - PICCATISSIMA DI ESSERE STATA IGNORATA DAI MEDIA ALL’INDOMANI DELLE ESEQUIE PAPALINE, L’EGO ESPANSO DELL’UNDERDOG DELLA GARBATELLA, DIPLOMATA ALL’ISTITUTO PROFESSIONALE AMERIGO VESPUCCI, È ESPLOSO E HA RICHIESTO AL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO DUE PAGINE DI ‘’RIPARAZIONE’’ DOVE SE LA SUONA E SE LA CANTA - IL SUO EGO ESPANSO NON HA PIÙ PARETI QUANDO SI AUTOINCORONA “MEDIATRICE” TRA TRUMP E L'EUROPA: “QUESTO SÌ ME LO CONCEDO: QUALCHE MERITO PENSO DI POTER DIRE CHE LO AVRÒ AVUTO COMUNQUE...” (CIAO CORE!)

alessandro giuli bruno vespa andrea carandini

DAGOREPORT – CHI MEGLIO DI ANDREA CARANDINI E BRUNO VESPA, GLI INOSSIDABILI DELL’ARCHEOLOGIA E DEL GIORNALISMO, UNA ARCHEOLOGIA LORO STESSI, POTEVANO PRESENTARE UN LIBRO SULL’ANTICO SCRITTO DAL MINISTRO GIULI? – “BRU-NEO” PORTA CON SÉ L’IDEA DI AMOVIBILITÀ DELL’ANTICO MENTRE CARANDINI L’ANTICO L’HA DAVVERO STUDIATO E CERCA ANCORA DI METTERLO A FRUTTO – CON LA SUA PROSTRAZIONE “BACIAPANTOFOLA”, VESPA NELLA PUNTATA DI IERI DI “5 MINUTI” HA INANELLATO DOMANDE FICCANTI COME: “E’ DIFFICILE PER UN UOMO DI DESTRA FARE IL MINISTRO DELLA CULTURA? GIOCA FUORI CASA?”. SIC TRANSIT GLORIA MUNDI – VIDEO

banca generali lovaglio francesco gaetano caltagirone philippe donnet alberto nagel milleri

DAGOREPORT - DA QUESTA MATTINA CALTAGIRONE HA I SUDORI FREDDI: SE L’OPERAZIONE DI ALBERTO NAGEL ANDRÀ IN PORTO (SBARAZZARSI DEL CONCUPITO “TESORETTO” DI MEDIOBANCA ACQUISENDO BANCA GENERALI DAL LEONE DI TRIESTE), L’82ENNE IMPRENDITORE ROMANO AVRÀ BUTTATO UN PACCO DI MILIARDI PER RESTARE SEMPRE FUORI DAL “FORZIERE D’ITALIA’’ - UN FALLIMENTO CHE SAREBBE PIÙ CLAMOROSO DEI PRECEDENTI PERCHÉ ESPLICITAMENTE SOSTENUTO DAL GOVERNO MELONI – A DONNET NON RESTAVA ALTRA VIA DI SALVEZZA: DARE UNA MANO A NAGEL (IL CEO DI GENERALI SBARRÒ I TENTATIVI DI MEDIOBANCA DI ACQUISIRE LA BANCA CONTROLLATA DALLA COMPAGNIA ASSICURATIVA) - PER SVUOTARE MEDIOBANCA SOTTO OPS DI MPS DEL "TESORETTO" DI GENERALI, VA BYPASSATA LA ‘’PASSIVITY RULE’’ CONVOCANDO  UN’ASSEMBLEA STRAORDINARIA CHE RICHIEDE UNA MAGGIORANZA DEL 51% DEI PRESENTI....