trenitalia ferrovie giorgia meloni matteo salvini sabrina de filippis gianpiero strisciuglio

SALVINI SUL BINARIO MORTO – IL GIRO DI POLTRONE IN FERROVIE, GIA’ APPROVATO DAI PARTITI, È BLOCCATO PERCHÉ IL LEGHISTA HA INDICATO GIANPIERO STRISCIUGLIO, ATTUALMENTE ALLA GUIDA DI RFI, COME NUOVO AD DI TRENITALIA. MA LA NOMINA È STATA RISPEDITA INDIETRO DAL MEF PERCHÉ UNA NORMA EUROPEA LA IMPEDISCE (OCCORRONO DUE ANNI PRIMA  DI SPOSTARE UN MANAGER PUBBLICO DA UNA SOCIETA’ ALL’ALTRA DELLO STESSO SETTORE INFRASTRUTTURALE) – IN QUESTO PASTICCIO VUOLE INSERIRSI FDI, PER PIAZZARE IN TRENITALIA L’AD DI MERCITALIA LOGISTICS, SABRINA DE FILIPPIS, APPREZZATA DALLE SORELLE MELONI...

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

giorgia meloni e matteo salvini in senato foto lapresse

Va da sé che se Matteo Salvini ha deciso sistematicamente di presidiare ogni singolo spazio che può essere conteso agli alleati, il prossimo terreno di scontro sarà la tornata di nomine nelle aziende partecipate. Sfida che entrerà nel vivo in primavera, quando si rinnoveranno Fincantieri, Snam, Invitalia, Ansaldo Energia, Autostrade, solo per citare le più grandi.

 

I leghisti sono agguerriti e non lo nascondono sui tavoli dove le trattative stanno per entrare nel vivo, e dove ancora, a nome di Fratelli d'Italia, siede Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura ed ex cognato della premier Giorgia Meloni.

 

[…] Salvini sta già dando un assaggio su Ferrovie, su come intende muoversi sulle nomine. Anche a costo di forzare la legge e mandare in tilt il ministero dei Trasporti, da lui guidato.

 

GIANPIERO STRISCIUGLIO

Da settimane i funzionari non sanno come fare. Hanno spiegato in tutti i modi al ministro che il passaggio di Gianpiero Strisciuglio da Rfi – la società del Gruppo Ferrovie che controlla la disgraziata rete dei mille ritardi italiani – a Trenitalia, che invece si occupa del trasporto passeggeri, non si può fare.

 

A norma di diritto europeo, secondo un decreto legislativo che ha recepito la normativa Ue, chi ha avuto responsabilità di vertice nell'infrastruttura deve far passare almeno due anni prima di ricoprire alti incarichi di gestione di aziende che lavorano su quella infrastruttura.

 

SABRINA DE FILIPPIS

È esattamente il caso di Strisciuglio, nominato a capo di RfI nel maggio 2023 e adesso, per volontà di Salvini, indicato come amministratore delegato di Trenitalia al posto di Luigi Corradi. Una girandola di nomine che era stata bollinata dai leader politici e che doveva essere ratificata da un cda convocato dall'ad Stefano Donnarumma.

 

Poi però è accaduto che qualcuno non si è preso la responsabilità di andare contro la legge, il deputato del Pd Andrea Casu ha annusato il blitz della Lega e lo ha denunciato in Parlamento, chiedendo al governo un chiarimento. In realtà, l'opposizione ha fatto semplicemente emergere un tentativo di forzare le nomine che stava già imbarazzando non poco gli uffici del ministero dell'Economia, che controlla il Gruppo Fs.

 

LUIGI CORRADI AD TRENITALIA

Quando Donnarumma ha inviato le nomine al Mef per il via libera, se l'è viste rimandare indietro con questa spiegazione: serve un parere dell'Art, l'Autorità di regolazione dei trasporti.  C'è stato uno scambio di mail ma il parere non è mai arrivato e la decisione è stata rimessa al cda. […]

 

 Ma Salvini non sente ragioni e ha chiesto di trovare una soluzione. Il leghista ha capito che ad approfittare di questo stallo potrebbe essere Fratelli d'Italia. […] Lollobrigida preferirebbe spostare a Trenitalia l'attuale ad di Mercitalia Logistics, Sabrina De Filippis, anche lei nominata a maggio.

 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI BY EDOARDO BARALDI

Ma ogni casella va maneggiata con estrema cura. Proprio per evitare che Salvini si incattivisca sulle poltrone delle controllate che andranno negoziate in primavera. È una lotta fatta di attese maliziose, da parte dei meloniani, convinti che su Trenitalia una soluzione non sia così facile, nonostante gli uomini di Salvini stiano provando a verificare se la legge possa non valere per Strisciuglio, facendo leva sul fatto che non ha completato il mandato in RfI. […]

GIANPIERO STRISCIUGLIO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?