giorgia meloni matteo salvini far west

“LA SARDEGNA? QUANDO CAMBI UN CANDIDATO IN CORSA È PIÙ COMPLICATO…” - SALVINI, FINITO ALL’ANGOLO, INCOLPA MELONI DELLA SCELTA PERDENTE DI TRUZZU E PER RISOLVERE LA GRANA ZAIA CHIEDERÀ A MELONI DI VOTARE IL TERZO MANDATO DEI GOVERNATORI IN TEMPI “BREVISSIMI” - IL CAPITONE TEME IL FLOP EUROPEE E LA SPACCATURA DEL CARROCCIO (SENZA IL TERZO MANDATO, ZAIA ADERIRA’ ALLA LIGA VENETA) – I VELENI NELLA MAGGIORANZA CON LA DUCETTA CHE HA PAURA DELLA SCONFITTA DEL FEDELISSIMO MARSILIO IN ABRUZZO E ACCUSA LA LEGA DI AVER AZZOPPATO TRUZZU COL VOTO DISGIUNTO. UNA CAZZATA, COME DAGO DIXIT, PERCHÉ… DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagoreport-festa-appena-cominciata-gia-finita-no-ma-386375.htm

 

Antonio Fraschilla per repubblica.it- Estratti

 

Abbassare i toni, non fare interviste per cavalcare il risultato della Sardegna in chiave anti Meloni. Ma chiedere alla premier, quando si saranno spenti i riflettori sul voto sardo, il “conto” di quanto accaduto: per avere una maggiore collegialità nelle scelte, il via libera al terzo mandato dei governatori con Luca Zaia ricandidato in Veneto e l’accelerazione sull’autonomia. Questa è la linea data da Matteo Salvini ai suoi.

giorgia meloni matteo salvini paolo truzzu

 

Il leader leghista si sente all’angolo, non vuole fare falli di reazione ma sa che si gioca tutto nei prossimi mesi. Tra i dati delle urne nell’isola che vedono la Lega scavalcata da Forza Italia e il rischio di tensioni interne al partito con un pezzo di Carroccio che potrebbe mettere nel mirino la sua leadership (puntando sul malcontento del governatore Zaia), Salvini è in difficoltà: ma questa volta invoca prudenza, tanto che sono pochi i leghisti vicini a lui che commentano il voto sardo in queste ore. Prende tempo e riflette sulle contromosse: due cose che non ama fare, lui impulsivo per natura. Ma i tempi non sono buoni per lui, dentro e fuori la Lega. E questa volta non può sbagliare mosse.

 

Il ministro del Ponte ieri mattina a margine di un evento a Pescara (in Abruzzo si vota tra dieci giorni) dà la linea: «Quando cambi un candidato in corsa è più complicato», dice, salvo aggiungere subito dopo: «Ma non sarò mai quello che quando le cose vanno bene è merito mio e quando le cose vanno male è colpa degli altri». Prudenza, moderazione.

 

matteo salvini e giorgia meloni sardegna

E intanto prepara la reazione.

A partire dal chiudere subito accordi con i movimenti territoriali moderati e presentare liste uniche nelle regioni al voto e in vista delle Europee: per evitare l’errore in Sardegna di un accordo con il partito di azione senza lista unica.

 

Un mancato passaggio che non ha consentito di sommare il voto delle due liste, facendo quindi emergere un otto per cento che avrebbe tenuto alto il morale, anziché un misero 3,7 della Lega in solitaria superata e non di poco non solo da Forza Italia ma pure da Noi moderati di Maurizio Lupi.

 

giorgia meloni matteo salvini meme by edoardo baraldi

Anche l’accordo con l’Udc, in discussione per le Europee, sarebbe stato utile in Sardegna: il partito di Lorenzo Cesa da solo è arrivato quasi al due per cento. «Sono sempre più convinto che per dare forza al messaggio della Lega, al Sud ma non solo, sia indispensabile trovare convergenze con i movimenti territoriali e i moderati», dice non a caso il presidente della commissione Difesa Nino Minardo dopo aver sentito il leader.

 

Salvini ha poi la grana Zaia e per questo chiederà con forza a Meloni di votare il terzo mandato dei governatori in tempi «brevissimi », dicono da via Bellerio. Lo stesso governatore veneto è convinto che la partita non sia chiusa: «Sul terzo mandato dei presidenti di Regione non è ancora detta l’ultima parola, la palla è al Parlamento — dice Zaia confortato da Salvini — da quel che ho capito, la norma sarà ripresentata e il dibattito è aperto non solo nella Lega ma anche in altre forze politiche, da destra a sinistra. Vedremo». Per i salviniani è fondamentale rassicurare Zaia e ribadire la sua ricandidatura.

 

matteo salvini e giorgia meloni

(…) Per il resto Salvini ai suoi ha detto di evitare critiche forti a Meloni e a Fratelli d’Italia e di abbassare i toni in attesa di tempi migliori e delle contromosse che sta studiando. Il leader leghista ha pronta «la lista della spesa» da presentare a Meloni e di sicuro se non sarà ascoltato, a partire dal terzo mandato al voto in Parlamento tra due settimane e dall’autonomia differenziata, con segnali concreti di apertura da parte dei meloniani, tornerà a fare quello che sa far meglio: portare il caos nel centrodestra e far saltare i nervi alla premier. Ne va della sua sopravvivenza politica da leader e per questo i toni morbidi di queste ore sono solo tattica. Nulla di più.

 

 

VELENI IN MAGGIORANZA

Lorenzo De Cicco per la Repubblica - Estratti

 

(…) Meloni è crucciata. Altro che beghe locali. In ballo c’è il consenso nel Paese, che era sicura di avere in pugno e che invece, dopo il voto sardo, comincia a incrinarsi. Per derubricare la Sardegna a intoppo isolato, tocca evitare un clamoroso bis. Ecco perché la prossima settimana la premier si precipiterà in Abruzzo, dove si vota tra meno di due settimane: è previsto un comizio il 5 marzo, a L’Aquila. Forse un altro a Pescara.

MELONI TAJANI SALVINI AL COMIZIO PER TRUZZU

 

L’Abruzzo non è una regione qualsiasi, per i Fratelli. A governarla, da 5 anni, è Marco Marsilio. Non solo colonnello di FdI, ma un politico cresciuto nella cerchia di Colle Oppio, la stessa in cui si è forgiata Meloni. È legato a doppio filo con la premier e col partito romano: sua sorella Laura è stata assessora di Gianni Alemanno, ai tempi di An.

 

(…) Se agli alleati - soprattutto alla Lega, ma anche a FI - non dispiace troppo vedere FdI per la prima volta in difficoltà, Meloni anche ieri sera si mostrava spavalda. Alla cena della stampa estera, che ha appena traslocato a Palazzo Grazioli («Berlusconi direbbe che si è trasferita qui una banda di comunisti»), ha provato a dissimulare la stizza. Battute e gag studiate:

 

MELONI SALVINI

«A Mario Draghi avete portato sfiga», perché il suo governo cadde 48 ore dopo l’incontro coi corrispondenti stranieri. «Mi invitate nel giorno in cui perdo le elezioni in Sardegna e sto pure facendo la Quaresima: non posso neanche affogare i dispiaceri nell’alcol ». Ma scenette a parte, Meloni ha fatto capire di non sentirsi all’angolo. Ha rilanciato sul premierato: «Non è autoritarismo». Sulla tenuta del governo: «Resterò premier più degli altri». E ha mandato quello che pare un messaggio a chi la ostacola, anche a destra, vedi Salvini: «Sono buona ma mai sottovalutare un buono costretto a diventare cattivo ».

SALVINI MELONI

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)