SALVINI NEL BUNKER! IL CARROCCIO E’ DILANIATO TRA LE INCHIESTE (SUL PONTE SULLO STRETTO E SULLE OLIMPIADI MILANO-CORTINA), LA CONCORRENZA DI VANNACCI E I NORDISTI DI ZAIA CHE VOGLIONO LA TESTA DEL SEGRETARIO: IL CAPITONE PROVA A RESISTERE VARANDO UNA MINI-SEGRETERIA CON ZAIA E FEDRIGA VICE PER EVITARE STRAPPI CON I GOVERNATORI DEL NORD. NELLA MINI-SEGRETERIA ALLARGATA CI SARÀ ANCHE IL VICESEGRETARIO RESPONSABILE DEL SUD CLAUDIO DURIGON - L’OPZIONE DELLE DUE LEGHE, SUL MODELLO CDU/CSU, STA PERDENDO QUOTA. CI SONO PROBLEMI ORGANIZZATIVI E STRUTTURALI. COME SI GESTISCONO LE RICHIESTE DI AUTONOMIA DIFFERENZIATA CON LE ISTANZE MERIDIONALISTE? UN BEL REBUS CON IL RISCHIO DI SOVRAPPORRE I PIANI E I RUOLI...
LEGA, VERSO UNA MINI-SEGRETERIA CON ZAIA E FEDRIGA: COSÌ SALVINI PROVA A EVITARE LO STRAPPO COL NORD
Giacomo Salvini per ilfattoquotidiano.it - Estratti
luca zaia matteo salvini massimiliano fedriga attilio fontana
Una mini-segreteria che faccia da raccordo coi territori. Con dentro anche i big del Nord Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. Che, a meno di colpi di scena e di ulteriori scontri interni, diventeranno vicesegretari nel ritiro estivo del 4-5 luglio a Treviso.
La decisione – con il partito scosso sul doppio fronte inchieste Ponte e Olimpiadi Milano-Cortina da una parte e concorrenza Vannacci dall’altra – dovrebbe essere annunciata direttamente dal leader della Lega Matteo Salvini nelle prossime ore, bypassando il consiglio federale (…)
Una mediazione per evitare ulteriori strappi con i governatori del Nord (a cui si aggiunge il lombardo Attilio Fontana) e per iniziare a includere anche Zaia e Fedriga.
ZAIA - GIORGETTI - FONTANA - CALDEROLI - SALVINI - FEDRIGA
Nella mini-segreteria allargata ci sarà anche il vicesegretario responsabile del Sud Claudio Durigon che guida una truppa di 30 deputati e senatori che si sono infuriati dopo le parole dei nordisti all’ultimo consiglio federale. In bilico, invece, il ruolo di Silvia Sardone (…)
LA GUERRA DEI MONDI
Stefano Iannaccone per https://www.editorialedomani.it/politica/italia/lega-salvini-federale-scontro-zaia-leadership-hdl2s6ya - Estratti
Il clima nella Lega è ancora quello da guerra dei mondi. Uno stallo che non è sinonimo di distensione. Ognuno aspetta la mossa dell’altro, alimentando ipotesi. Compresa la “scissione”, che tuttavia viene esorcizzata dai big. Preferiscono “prendersi” la Lega, non lasciarla. Matteo Salvini resta asserragliato nel fortino, intenzionato a resistere fino all’ultimo momento utile.
Così, senza una mediazione pronta, il consiglio federale deve inevitabilmente essere rimandato. La convocazione prevista per mercoledì, infatti, non è ancora arrivata. La motivazione ufficiale al rinvio sono «gli impegni istituzionali» dei ministri e dei dirigenti. La decisione viene letta politicamente come un modo per prendere tempo da parte di Salvini.
Il segretario del partito deve definire una proposta che al momento non sembra pronta. Nessuno è disposto a ingoiare l’ennesimo maquillage. Dall’altra parte, l’ala nordista, capeggiata da Luca Zaia, è sempre più intenzionata a cambiare la leadership. Un’operazione complessa, visto che oggi il partito si chiama ufficialmente “Lega per Salvini premier”. Proprio l’ex presidente della regione Veneto aveva lasciato trapelare la notizia di una sua assenza al consiglio federale, limitandosi al collegamento da remoto. Una presa di distanza fisica.
MATTEO SALVINI - LUCA ZAIA - FOTO LAPRESSE
«Bisogna rinnovare l’offerta politica», è una delle formule più ricorrenti, che mette d’accordo i leghisti della Nord con quelli del Centro-sud, sempre più allo sbando. Tradotto: Salvini deve prendere atto che il suo ciclo da leader è terminato. Ma tra il dire e il fare c’è la volontà del vicepremier, che ha ribadito – anche in privato – di voler andare avanti, convinto della bontà del suo operato.
Per questo il segretario in carica non vuole fare troppe concessioni, indebolendo i propri poteri. Anche l’opzione delle due Leghe, sul modello Cdu/Csu, sta perdendo quota. Ci sono problemi organizzativi e strutturali. Come si gestiscono le richieste di autonomia differenziata con le istanze meridionaliste? Un bel rebus con il rischio di sovrapporre i piani e i ruoli.
RENZO BOSSI E ATTILIO FONTANA A GEMONIO DOPO LA MORTE DI UMBERTO BOSSI
L’unica soluzione è quella di Zaia front runner alle prossime elezioni politiche. Ma con una soluzione di transizione: al voto si dovrebbe arrivare con un segretario “traghettatore”, o anche con modalità stile “triumvirato”, per rimettere insieme il partito. Insomma, sul post si può ragionare. E se i governatori del Nord sono preoccupati, molti timori montano altrove. I parlamentari del Centro e del Mezzogiorno sanno di essere possibili preda dell’assalto politico di Roberto Vannacci.
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