"SE LA POLITICA COSTRUISCE DELLE LEGGI SULLA SICUREZZA, E POI I GIUDICI DECIDONO IL CONTRARIO, È COMPLICATO" – SALVINI SE NE FREGA DELL’APPELLO DI MATTARELLA E CONTINUA A MENARE DURO SULLE TOGHE COMMENTANDO LA DECISIONE DEI GIUDICI DI UN RISARCIMENTO DI 76MILA EURO ALLA SEA WATCH COMANDATA DA CAROLA RACKETE - POI TORNA ALLA SUA OSSESSIONE, IL VIMINALE: “SE TORNASSI MINISTRO DELL'INTERNO RACKETE NON AVREBBE VITA FACILE”. IL LEADER LEGHISTA PRECISA POI CHE PIANTEDOSI, L’ATTUALE TITOLARE DEL VIMINALE, E’ “IN GAMBISSIMA”…
MEME - CAROLA RACKETE COME LA ISOARDI IN BRACCIO A SALVINI
(ANSA) - "Votare per cambiare o no la giustizia incide con la nostra vita quotidiana": il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini lo ha detto intervenendo a Telelombardia.
Salvini ne ha parlato commentando la decisione dei giudici di un risarcimento di 76mila euro alla Sea Watch comandata da Carola Rackete.
"Se tornerò ministro dell'Interno con me Rackete non avrebbe vita facile" ha detto subito aggiungendo la sua stima per Matteo Piantedosi, ministro dell'Interno "in gambissima". Ma "se la politica costruisce delle leggi sulla sicurezza, possono piacere o non piacere, e poi i giudici però decidono il contrario, è complicato" ha osservato.
"È chiaro che se la politica costruisce delle leggi, poi possono piacere o non piacere. Però ci hanno votato, dobbiamo fare delle leggi sulla sicurezza perché la gente si aspetta sulla sicurezza, l'immigrazione, da Salvini, dal governo certe cose e poi i giudici però decidono il contrario, allora è complicato" ha osservato
"Settantasei mila euro non fanno la differenza sul bilancio dello Stato vero però in principio non funziona" ha sottolineato Salvini che ha ricordato che all'epoca lui era ministro dell'Interno e "la signorina Rackete comandava una nave tedesca con equipaggio tedesco con 42 clandestini a bordo e io le dissi tu in Italia non vieni" e lei "entra nel porto di Lampedusa con la forza e sperona una motovedetta della guardia di finanza con 4 militari a bordo rischiando di ammazzarli e schiacciandoli contro il molo fa sbarcare i clandestini.
Risultato? I giudici non condannano lei. Pensa se una nave italiana avesse speronato una nave militare tedesca o americana o cinese che fine facevano quei marinai. Noi la dobbiamo pure risarcire perché le abbiamo bloccato la barca".
"Se un giorno tornerò a fare il ministro dell'Interno diciamo che le signore Rackete con me non avranno vita facile". Matteo Piantedosi "l'attuale ministro dell'Interno è persona in gambissima - ha concluso - Lavoravo con noi quando ero all'Interno. Certo che se tu fai una norma il giovedì e il giudice ti fa una sentenza il venerdì che dice l'esatto contrario è complicato".

