matteo salvini giorgia meloni migranti immigrati

SALVINI VUOLE TORNARE AL 2018, MA GIORGIA MELONI NON È GIUSEPPE CONTE – IL “CAPITONE” COMINCIA SUBITO A DETTARE L’AGENDA ALLA “DUCETTA”: PRIMA IL COLLOQUIO CON IL COMANDANTE DELLA GUARDIA COSTIERA, CARLONE, POI LA RIUNIONE CON GLI “ECONOMISTI” DELLA LEGA SU QUOTA 41, FLAT TAX E ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE – L’OBIETTIVO È RISALIRE NEI SONDAGGI, BATTENDO SUI SOLITI TEMI: IMMIGRAZIONE E TASSE – L’ASSIST DEL MINISTRO DELL’INTERNO, PIANTEDOSI (PIÙ VICINO AL COLLE CHE ALLA LEGA): “TRA LE PRIORITÀ IMMIGRAZIONE E BABY GANG”

1 - PIANTEDOSI, TRA PRIORITÀ TEMA IMMIGRAZIONE E BABY GANG

MATTEO PIANTEDOSI MATTEO SALVINI

(ANSA) - Convocazione del Comitato Nazionale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica per affrontare il tema migranti anche con le forze di Polizia.

 

E' quanto annuncia il neo ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al Giornale Radio Rai. Tra gli altri temi prioritari da affrontare, secondo Piantedosi, ci sono la violenza giovanile con le baby gang.

 

MATTEO SALVINI CON MAGLIETTA DI PUTIN AL PARLAMENTO EUROPEO

E sul rischio di tensioni sociali legate al difficile momento dice: "Non sono preoccupato perché conosco la capacità di resilienza del nostro Paese.

 

Sul fronte dell'emergenza immigrazione, il ministro aggiunge: "La salvezza delle persone e l'approccio umanitario. Ma certo è - spiega ancora Piantedosi - che tutto quello che può essere finalizzato a prevenire che ci sano questi viaggi che a volte si trasformano in viaggi della morte sarà alla nostra attenzione".

 

2 - FLAT TAX, QUOTA 41 E GUERRA ALLE ONG SALVINI PROVA A IMPORRE LA SUA AGENDA

Federico Capurso e Francesco Moscatelli per “la Stampa”

 

edoardo rixi matteo salvini Nicola CARLONE

La premier Giorgia Meloni è impegnata a scrivere il discorso con cui oggi si presenterà alla Camera per chiedere la fiducia, il vice premier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini si prende la scena.

 

Come se, in un lunedì stranamente frenetico e affastellato di appuntamenti, il segretario della Lega volesse in qualche modo dettare la sua agenda al governo. O almeno provarci.

 

La giornata comincia con un colloquio con l'ammiraglio Nicola Carlone, comandante generale della Guardia costiera: un modo per dire chiaro e tondo a Meloni che non intende lasciare la delega ai porti nelle mani del ministro del Sud e del Mare, Nello Musumeci (a cui dovrebbe andare un compito di mero coordinamento, senza poteri decisionali). Inizia così ad attrezzarsi ripercorrendo la strada tracciata ai tempi del Viminale: il fidatissimo Edoardo Rixi al suo fianco, da viceministro, che gestisca i dossier più delicati, e un capo di gabinetto esperto della macchina ministeriale come il magistrato Alfredo Storto, che aveva già svolto lo stesso ruolo ai tempi di Danilo Toninelli.

 

ALFREDO STORTO

Formula già rodata, che gli permetterà di affrontare con più libertà una nuova e lunga campagna elettorale.

 

Lui a guidare le Capitanerie di porto e Matteo Piantedosi all'Interno con cui giocare di sponda. Anche se una fonte interna al ministero delle Infrastrutture ricorda come Piantedosi, quando era capo di gabinetto di Salvini nel 2018, se da una parte seguiva «sempre con grande diligenza» la linea decisa dal ministro, dall'altra «dava l'impressione di non condividere fino in fondo gli eccessi che nascevano dalla soluzione dei "porti chiusi". Spesso lo vedevamo sbuffare». Questa volta, da ministro, le sue eventuali perplessità avrebbero un peso ben diverso.

 

Ma Salvini ha anche chiara la divisione degli oneri: «Non è pensabile che le navi delle Ong di qualunque Paese arrivino sempre e solo in Italia. Se c'è una nave norvegese si fa un colpo di telefono in Norvegia, se c'è una nave tedesca si fa un colpo di telefono a Berlino». E non è certo lui, da ministro dei Trasporti, a dover chiamare Berlino. Semmai, sarà responsabilità della presidente del Consiglio e, nel caso, della Farnesina.

matteo salvini

 

L'assalto di Salvini all'agenda di governo non si ferma alla questione migranti. Dopo aver incontrato l'ammiraglio Carlone, convoca gli "economisti" della Lega (il ministro del Tesoro Giancarlo Giorgetti, ma anche Alberto Bagnai, Massimo Bitonci, Claudio Borghi, Alberto Gusmeroli, Claudio Durigon, Federico Freni e Armando Siri) per provare a tradurre gli slogan della campagna elettorale del Carroccio in misure di governo.

 

Il risultato lo presenta lo stesso Salvini intervistato da Bruno Vespa, mettendo più di un'ipoteca sui capitoli di spesa della finanziaria: «Nella prossima legge di Bilancio almeno un inizio di avvio di quota 41, estensione della flat tax e rottamazione delle cartelle esattoriali dovranno esserci». Un incontro «preparatorio», spiega Borghi, «perché vogliamo arrivare al tavolo con gli alleati con i dati giusti per evitare che qualcuno alzi il ditino e dica che non si può fare questo o quello. Ecco perché stiamo raccogliendo tutti i numeri».

 

matteo salvini

Nel mirino c'è innanzitutto l'"odiata" riforma delle pensioni, sulla quale Salvini è già costretto a fare un passo indietro rispetto alla campagna elettorale, quando diceva «Quota 41 per tutti». Oggi è già diventato «quasi tutti». La Lega sta infatti studiando «diversi modelli - dice a Porta a porta -, simulando l'avvio di quota 41 con 61 o 62 anni di età minima senza penalizzazioni, come opzione».

 

D'altronde, senza una soglia minima di età fissata a 61 anni, la misura costerebbe 5 miliardi il primo anno, per arrivare complessivamente a oltre 70 miliardi in dieci anni.

 

E le risorse a disposizione, in questo momento, sono poche. «Superare la legge Fornero non si potrà del tutto - spiega un altro partecipante al vertice -, al massimo riusciremo ad ammorbidirne gli effetti. A partire dallo scalone del 1 gennaio».

matteo piantedosi

 

Giorgetti è rimasto in silenzio per gran parte della riunione. Mentre il leader della Lega, durante l'incontro, «si è mostrato molto più frenato - raccontano - rispetto all'accelerazione offerta in tv». Tanto è vero che è magicamente sparito l'argomento «scostamento di bilancio» per fronteggiare i rincari delle bollette. Dunque, a quale Salvini credere?

 

matteo piantedosi maria elisabetta alberti casellati giuramento governo meloni

Di fronte alle telecamere l'asticella si alza fino a toccare il Ponte sullo Stretto di Messina: «Far partire il cantiere è uno dei miei obiettivi per questi cinque anni. Adesso costa di più non farlo che farlo, come è stato sulla Tav. Sarebbe un'immagine eccezionale dell'Italia nel mondo e darebbe lavoro a 100 mila persone».

 

matteo salvini antonio tajani

Poi prova ad affrontare di petto le elezioni regionali del 2023, altro frutto della discordia con gli alleati: «Il centrodestra avrà un unico candidato alle regionali in Lombardia, nel Lazio, in Friuli, in Molise. Per me Fontana è stato un ottimo governatore e squadra che vince non si cambia».

 

E la sfidante Letizia Moratti? Magari a guidare «la Fondazione Milano-Cortina, per le Olimpiadi invernali del 2026: sarebbe una garanzia».

 

Anche questo problema, risolto: argomento chiuso. Almeno fino a quando non lo riaprirà la leader del centrodestra e presidente del Consiglio, Meloni.

 

 

Articoli correlati

SE BERLUSCONI PIANGE, SALVINI NON RIDE - E VERO CHE LA LEGA HA OTTENUTO MINISTERI DI PESO MA...

LA PRIMA GRANA PER LA MELONI - ANCORA NON SONO STATE DECISE LE DELEGHE SUI PORTI. E SALVINI

COSA POTRA MAI ANDARE STORTO? - MATTEO SALVINI HA SCELTO COME CAPO DI GABINETTO ALFREDO STORTO

 

 

 

 

 

 

 

matteo piantedosiMATTEO PIANTEDOSIMATTEO PIANTEDOSI

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO