santoro salvini

SANTORO CERCA UN KILLER PER SALVINI: ''OFFRO CONGRUA RICOMPENSA A UN SICARIO, IN GRADO DI METTERE IN PRATICA UNO DEI SETTE MODI INDICATI DA VAURO PER UCCIDERLO'' - LA MAGLIE: ''IO SCHERZO IN UN PROGRAMMA SATIRICO SUL METTERE SOTTO GRETA E MI METTONO ALLA GOGNA, SANTORO CHIEDE DI AMMAZZARE UN MINISTRO E METTONO 'MI PIACE'. FATE SCHIFO''

 

 

MA È NORMALE CHE SANTORO CERCHI UN KILLER PER SALVINI?

Tony Damascelli per ''il Giornale''

 

Mancano soltanto i manifesti affissi ai muri o ai pali lungo le strade: Ricercato, Vivo o Morto.

michele santoro foto di bacco (2)

Ovviamente corredati da fotografia segnaletica, di faccia e di profilo. Ma non è specificata la taglia. Matteo Salvini è l' uomo più pericoloso del Paese Italia, lo vogliono al patibolo, lo chiede Vauro, che va oltre le vignette simpatiche e scrive i sette comandamenti per far fuori quel brutto ceffo che incute paura e semina il terrore tra le brave persone. Ma lo scrive anche Santoro Michele, ancora in circolazione se qualcuno ne avesse smarrito le coordinate anche sul gps o waze.

 

Ebbene sì, Santoro Michele è uno che sa difendere i valori, soprattutto i propri, e, dinanzi alle reazione del ministro degli Interni che ha definito il Vauro di cui sopra «uno schifo», non ci ha visto più, lui che è un salernitano tutto di un pezzo, e ha messo giù il testo di grande raffinatezza, con il seguente titolo «Cercasi killer»:

 

«Ancora una volta Matteo Salvini aggredisce con espressioni ingiuriose, assolutamente in contrasto col ruolo che ricopre, per aizzare le legioni dei suoi fans tra i quali sul web si contano non pochi squadristi che non esiteranno a pronunciare minacce serie all' incolumità di uno dei più famosi e apprezzati autori di satira.

matteo salvini al maurizio costanzo show 20

 

Al fine di liberarci da un ministro dell' Interno squallidamente ignorante, che dovrebbe garantire la sicurezza di ogni cittadino, indipendentemente dalla sua razza e dalle idee politiche e religiose che professa, offro congrua ricompensa a un killer, in grado di mettere in pratica uno dei sette modi indicati da Vauro per ucciderlo. Con la preghiera di contattarmi con la massima urgenza».

 

Strano che lo scrivente non abbia aggiunto «astenersi perditempo».

 

michele santoro m

Tutto rientra nella logica forcaiola stavolta non della destra fascista, razzista, leghista, comunque «ista», mannò, è la sinistra impegnata che continua ad aggirarsi tra i canneti della comunicazione e che ha celebrato per anni, come idolo, martire e vittima del sistema, Battisti Cesare, un pentito che ha messo in clamoroso off side i peggiori difensori della cultura (ma che roba è?) goscista.

 

Di solito l' ordine dei giornalisti è afflitto da eritema quando a scrivere o pronunciare frasi come quelle dei Vauro and Santoro sono personaggi della parte politica opposta, allora scattano i provvedimenti, le sospensioni, la piazza si mobilita, si moltiplicano le fiaccolate, la macchina del fango viene nuovamente smascherata, è un blob di pensieri disparati e disperati.

vauro vignetta su salvini

Per il momento tutto tace, il Paese è piccolo, la gente mormora, l' ordine trascorre un tranquillo weekend, eventualmente si prepara ad intervenire su titoli ambigui, provocatori pubblicati dai soliti fogli, mentre i Santoro e la loro orchestra, almeno per il momento, se la cavano nel nome della libertà, della democrazia, della difesa dei valori costituzionali. E, intanto, Matteo Salvini continua ad aggirarsi a piede libero.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?