1. DOPO GLI SCOOP DEL “FATTO”, LO SCANDALO DELLA SANITÀ BENEVENTANA SI ALLARGA AGLI ALTRI GIORNALI E ANCHE “REPUBBLICA” TRAFIGGE L’IMPRESENTABILE DE GIROLAMO 2. COSÌ PARLA (“STRONZO”, “VAFFANCULO”) UNA MINISTRA DEL GOVERNO LETTA-ALFANO. PEGGIO ANCORA QUANDO SCRIVE L’SMS MINATORIO A MASTELLA: “SEI UN MERDA! TI QUERELO. MI STUPISCE CHE UN PADRE CHE HA AVUTO COSÌ TANTI PROBLEMI CON IL FIGLIO POSSA DIRE QUELLE COSE AD UNA DELL’ETÀ DEL FIGLIO. ESISTE DIO E CON TE NON SARÀ CLEMENTE!!!” 3. NON SOLO MARA CARFAGNA E SANTADECHE’, ANCHE NEL PD SI APRONO LE PRIME CREPE, IL DEPUTATO BENEVENTANO DEL BASSO ANNUNCIA: “VOTERÒ SÌ ALA MOZIONE DI SFIDUCIA” 4. IL GIALLO DEL MARITO LETTIANO FRANCESCO BOCCIA: È VERO CHE MANDA AVVERTIMENTI AL VETRIOLO CONTRO I COLLEGHI DI PARTITO CHE OSANO ATTACCARE LA MOGLIE? 5. MANAGER NON VICINI AL PDL FATTI FUORI SU ORDINE DI NUNZIA. VERSO LE DIMISSIONI…

Conchita Sannino per "La Repubblica"

«Mi disse chiaramente che sui nostri tre nominativi non c'era nessun gradimento politico. Eravamo la vecchia guardia». Due pagine, cariche di accuse. Un superteste racconta alla Procura come e perché il manager della sanità pubblica Michele Rossi, il dg inviato dall'allora deputata, ed oggi ministro, Nunzia De Girolamo al vertice della Asl di Benevento, sia diventato portatore di presunti «favoritismi» ad «imprese vicine al Partito della Libertà» e strumento di epurazione ed «esautoramento» di dirigenti. Ecco cosa raccontano le carte dell'affaire De Girolamo, il caso politico e giudiziario che rischia di esplodere, martedì, dinanzi al Riesame di Napoli.

Sia Rossi, sia l'attuale ministro De Girolamo, com'è noto, non sono indagati. Lui continua a fare il manager della Asl, lei rivendica di poter «parlare in libertà», cioè chiedere a dirigenti pubblici di far «capire chi comanda», definire «stronzi» e «tirchi» chi non si piega alle sue indicazioni.

Eppure questo spaccato di potere e provincia italiana, ai tempi della Terza Repubblica, offre pagine di incontestabile rilevanza pubblica. Oltre che ansie comprensibili ai protagonisti della storia. Al punto che la De Girolamo rischia ora di essere querelata per un sms inviato sei giorni fa a Clemente Mastella. «Sei un m...! Ti querelo», gli scrive lei.

E solo perché l'ex leader dell'Udeur aveva osservato la differenza di valutazioni che, per analoghe presunte ingerenze sulla Sanità, avevano portato nel gennaio 2008 agli arresti domiciliari di lady Mastella (con dimissioni dell'allora Guardasigilli e caduta del governo Prodi). Ora Mastella mostra il messaggio aRepubblica, lo legge d'un fiato. «Eccolo: "Sei un m...! Ti querelo. Mi stupisce che uno che è padre e che ha avuto così tanti problemi con il figlio possa dire quelle cose ad una dell'età del figlio. Esiste Dio e con te non sarà clemente!!!».

L'ex re di Ceppaloni spiega: «Ho dato a un notaio la documentazione, sto valutando la querela per ingiuria e minacce. Vorrei chiedere se questo è lo stile difeso dal premier Letta, e se il Capo dello Stato approva che i ministri della Repubblica mostrino atteggiamenti di arroganza e minaccia, peraltro verso parlamentari che esprimono opinioni non offensive, che sono frutto di autentiche prove e sofferenze personali».

A Benevento, non si parla d'altro. Perfino il Pd sapeva ma era silente. Ma da qualche giorno il votatissimo deputato dei democrat, Umberto Del Basso de Caro, noto penalista del Sannio, dice senza mezzi termini: «Se ci sarà la mozione di sfiducia, non ho dubbi, la voterò. Certo, con dispiacere perché il premier Letta è stato qui capolista in Campania 2, gli ho fatto la campagna elettorale. Ma questa vicenda presenta punti oscuri». È vero che le sono stati riferiti adirati commenti del suo collega pd Francesco Boccia, marito della De Girolamo? «Lasciamo stare».

Un greve intreccio italianospunta tra gli atti. Una sequenza di presunti abusi, pressioni, indebite intrusioni nella gestione di nomine e appalti. La storia comincia nell'autunno 2011, quando su indicazione di SuaSanità De Girolamo arriva al vertice della Asl, il manager Rossi. Continua con le intercettazioni a tradimento fatte dall'ex direttore amministrativo Felice Pisapia (ben 27 ore), dirigente epura-to, ora accusato di truffa e sottosposto ad obbligo di dimora a Salerno.

Ma in quelle registrazioni, alcune consegnate alla Procura, altre ancora top secret, c'è la voce di Nunzia a suggerire di inviare controlli contro un titolare di un bar dell'ospedale Fatebenefratelli che poi sarà casualmente chiuso da un accesso dei Nas, e sostituito dallo zio della De Girolamo. In altra registrazione il ministro, si scopre ora, riunita col suo cerchio magico, con manager come Rossi, e i fedelissimi Luigi Barone e Giacomo Papa, dice: «Ma chi è questa stronza?», riferito, stando alla ricostruzione, alla donna che ha osato fare una multa ad un imprenditore di mozzarelle, Giovanni Perfetto, amico della De Girolamo.

Intrecci che tornano ora nelle dichiarazioni di un superteste. Lui è Arnaldo Falato, tre lauree, attualmente in viaggio in Argentina. Interrogato un anno fa, il 14 gennaio 2013, dal pm Giovanni Tartaglia Polcini, Falato, dirigente responsabile del Servizio organizzazione aziendale e budgenting della Asl, dice: «Il dottor Rossi mi disse chiaramente che sui nostri tre nominativi (io, Giovanni De Masi, caposervizio Provveditorato e Felice Pisapia, capo del Servizio bilancio) non c'era nessun gradimento politico. Perché? Eravamo la vecchia guardia Udeur. Mi chiese addirittura di dargli una mano per esautorare Pisapia e De Masi. Io gli risposi che non era possibile, la rotazione degli incarichi doveva avere una motivazione ».

Ma per conto di chi agirebbe, Rossi? Ammesso che faccia fede la sua stessa voce, è proprio il manager a dire alla De Girolamo, nel 2012, in uno dei tanti incontri intercettati da Pisapia: «Nunzia io non resterei un secondo di più qui alla Asl, se non per te e con te, perché la nomina l'ho chiesta a te, tu me l'hai data ed è giusto che ci sia un riscontro (...)». Ma continuiamo ad ascoltare Falato. «Il manager mi disse anche che una volta andato via De Masi aveva intenzione di sospendere tutte le gare d'appalto(...) Feci presente a Rossi che di tutte le gare, quella relativa al 118 era urgente e doveva essere portata avanti anche per evitare di esporre la Asl a risarcimenti (...).

Ma lui mi rispose che si trattava proprio della gara che doveva bloccare assolutamente». E c'è dell'altro. Sempre Falato: «Per quanto a mia conoscenza vi sono atti amministrativi non in linea con l'attuale legislazione adottati dall'attuale direttore generale», tra cui «provvedimenti peggiorativi della posizione dei cosiddetti avversari politici ». Perché Rossi, a detta di Falato - che non risulta indagato per calunnia - parlava molto chiaro sulle "preferenze" della pubblica amministrazione. «Il direttore generale mi ha più volte espressamente rappresentato di voler favorire le imprese vicine al Partito della Libertà mentre simile sorte non doveva essere più assicurata ad altre imprese come ad esempio la Sanit o la Pulitecnica, ree di essere troppo vicine ad altro partito politico».

Sanit e Pulitecnica risultano effettivamente estromesse o danneggiate. Sarà un caso.
L'affaire di Sua Sanità resta carico di spine. Non solo per la De Girolamo, ma anche per il governatore Caldoro e per Rossi. Possibile che il manager resti al suo posto? Nuovamente interpellato, come il 18 dicembre quando Repubblica aprì il caso, il manager ribatte: «Qualunque cosa io dica viene strumentalizzata, non posso parlare, lei capirà».

 

MICHELA VITTORIA BRAMBILLA BEATRICE LORENZIN NUNZIA DE GIROLAMO FOTO LAPRESSE CONTRATTO ALLO ZIO DE NUNZIA DI GIROLAMOLA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI NUNZIA DI GIROLAMO 20140110_nunzia e maraTWEET DI NUNZIA DE GIROLAMONUNZIA DE GIROLAMOFRANCESCO BOCCIA E NUNZIA DE GIROLAMO DA CHI FRANCESCO BOCCIA E NUNZIA DE GIROLAMO DA CHI NUNZIA DE GIROLAMONUNZIA DE GIROLAMONUNZIA DE GIROLAMO CONTRO MASTELLA

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO