matteo salvini francesco lollobrigida vino

SCAZZO ETILICO NEL GOVERNO – IL MINISTRO DELL’AGRICOLTURA, FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, IN DIFESA DEI PRODUTTORI DI VINO ITALIANI, LANCIA UN SILURO CONTRO SALVINI: “È STATO UN ERRORE APPROVARE IL NUOVO CODICE DELLA STRADA NEL PERIODO PRECEDENTE A NATALE, MOMENTO DI MASSIMO CONSUMO DI VINO. SI È CREATO UN ALLARMISMO CHE HA RIDOTTO I CONSUMI” – E SULLA SUA SPARATA SULL’ACQUA CHE “FA MALE SE CONSUMATA IN ECCESSO”, L’EX COGNATO D’ITALIA NON ARRETRA: “PARADOSSI ESTREMI CHE VENGONO MALE INTERPRETATI. FANNO MALE LE RICERCHE CHE ORIENTANO IL CONSUMATORE IN MANIERA STRUMENTALE…”

 

Estratto dell’articolo di Lorenzo Ruggeri per www.gamberorosso.it

 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA AL VINITALY

Etichette allarmistiche, dazi, calo dei consumi: il vino è sotto tiro. Prendiamo un caffè con il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida nel suo ufficio per un confronto a tutto tondo.

 

Non nasconde la sua preoccupazione sul momento delicato: «È un miracolo che il vino italiano regga dal punto di vista degli asset strategici ed economici grazie ai nostri imprenditori e alla loro capacità di mantenere un livello qualitativo molto alto: una garanzia rispetto ad aggressioni di chi gioca solo la partita del prezzo». […]

 

Sul clima avverso al vino ha influito senza dubbio anche il nuovo Codice della strada, entrato in vigore lo scorso 14 dicembre che, pur non rivedendo i limiti dei parametri alcolici consentiti, ha indotto una paura senza precedenti, tanto da scatenare un’autentica psicosi dell’etilometro e una drastica riduzione di ordini nei ristoranti.

 

matteo salvini al volante

Sul Codice la politica ha sbagliato comunicazione? «L’errore è stato approvare il nuovo Codice nel periodo precedente a Natale, momento di massimo consumo, ma erano i tempi legislativi. Social e comunicazione hanno creato un allarmismo che ha spaventato e questo ha portato a una riduzione oggettiva dei consumi.

 

La gente era terrorizzata dal contenuto della norma, senza conoscerla, perché non ci sono stati cambi sui parametri alcolici, sono state modificate solo le sanzioni che sono un elemento di deterrenza. Possiamo discutere se lo 0,5 sia una soglia giusta, ma dobbiamo toglierci dalla testa che si possa bere e guidare mettendo a rischio la vita delle persone. In ogni caso, vedo un riposizionamento dopo la grande paura iniziale».

 

vinitaly 2025 - francesco lollobrigida luca zaia e damiano tommasi

Torniamo sulla distinzione tra consumo e abuso, che Lollobrigida ha stigmatizzato con un paragone poco calzante che ha fatto discutere: anche l’acqua fa male se consumata in eccesso. «Paradossi estremi che vengono male interpretati. Fanno male le ricerche che orientano il consumatore in maniera strumentale. Il compito è informare meglio, a partire delle etichette, oggi i qr-code ci dicono tutto, è utile dichiarare sia i rischi che i benefici connessi a un prodotto.

 

Più informazione corretta e non condizionante come il nutriscore. Per questo stiamo lavorando per un’etichetta informativa che faccia bene alla salute delle persone che consumano il vino, ma anche alla salute delle imprese. Casualmente, alcuni attacchi sembrano orientati verso modelli di produzione che non hanno capacità di difesa. E lo dico anche in riferimento al vino per quanto è frammentato».

 

[…]

 

francesco lollobrigida al villaggio agricoltura è

E i dazi americani? «Trump non agisce con la logica politica tradizionale, agisce da imprenditore: fa trattative difficili da analizzare con lo sguardo cui siamo abituati. I dazi portano spesso a situazioni poco prevedibili, credo che sui nostri vini di pregio possano piuttosto portare inflazione negli Stati Uniti: l’americano medio che vuole Barolo continuerà a comprarlo.

 

Ci sarà da vedere come verrà ripartito quel ricarico tra importatori, distributori, produttori e consumatori. Stiamo facendo studi comparativi, a oggi l’unico effetto è stata la corsa agli stock degli ultimi due mesi negli Usa per paura degli aumenti», sorride. Mentre parliamo si alza e prende una bottiglia di extravergine toscano Dop Gallo Nero.

 

la gaffe di francesco lollobrigida sull acqua meme 7

In Italia, dati alla mano, abbiamo un milione e mezzo di ettari di oliveto. Bene, quasi la metà sono abbandonati, con grave danno non solo per la scarsità di materia prima da avviare al frantoio, ma anche per la bellezza paesaggistica.

 

«Quando dico che l’olio extravergine di oliva deve costare 30 euro al litro non sto dicendo che voglio togliere l’olio alla famiglia, ma che – come nel vino – bisogna sapere che una bottiglia da 30 vale di più di una da tre. Se vuoi essere sicuro di comprare un olio extravergine, da monocultivar, lo devi pagare. A 5 euro l’extravergine italiano non esiste, stai acquistando un’altra cosa, che non ti ammazza, non ti fa male. Ma devi essere informato», chiosa.

 

[…]

 

Piena e convinta l’apertura sui vitigni resistenti, i Piwi, allo studio c’è una modifica del Testo Unico per l’inserimento nelle Doc. «Siamo dalla parte della scienza per arrivare a produrre qualità impattando sempre meno sull’ambiente: siamo favorevolissimi. Sostenibilità ambientale ed economica devono andare di pari passo per creare valore», evidenzia.

 

MATTEO SALVINI AL VOLANTE

E nessun dubbio anche sulle Tea, le tecniche di evoluzione assistita. «Si sbloccherà il tutto a breve, il compromesso europeo è vicino. L’Italia è stata all’avanguardia, le coltivazioni Tea distrutte in Veneto da eco-vandali non ci fa fare passi indietro sulla sperimentazione di tecnologie evolutive avanzate che a differenza degli ogm permettono di arrivare allo stesso risultato di piante più resistenti o più produttive con una linea vicina a quello che la natura farebbe in maniera autonoma, con grandissima probabilità, in un centinaio di anni.

 

Di fatto, è un’accelerazione, mentre gli ogm sono incroci che creano qualcosa che in natura non esiste. La resistenza ancora in gioco è sulla questione dei brevetti, dovremmo arrivare a una proprietà europea», aggiunge.

 

marcello gemmato giorgia meloni francesco lollobrigida al villaggio agricoltura foto lapresse

Sui dealcolati Lollobrigida ha cambiato idea, dopo un esordio molto scettico sul settore. «A livello di gusto sono ancora molto diversi, d’altronde l’alcol – come insegna il professor Moio – è uno stabilizzatore. Se lo levi, dopo 6 mesi inizia la decadenza e devi aggiungere conservanti. Però non si può negare che una fetta di mercato esiste, soprattutto all’estero. In Italia oggi solo lo 0,6-0,7% di chi beve vino è disposto a bere dealcoalto, ma quando la qualità migliorerà si affermeranno anche da noi, che siamo più conservatori.

 

 A livello mondiale uno spazio c’è. Con la regolamentazione italiana abbiamo evitato di mettere sullo stesso piano i vini senz’alcol con il prodotto classico e le sue indicazioni geografiche». E magari possono tornare utili in una narrazione culturale e geografica del vino già nelle scuole: educazione del gusto.

 

francesco lollobrigida al villaggio agricoltura è

«Le scuole sono centrali per far conoscere meglio che cosa c’è dietro un prodotto ed evitare di considerare il vino al pari di un distillato da 60 gradi o della droga. Deve passare il messaggio che è un alimento presente da 5mila anni nell’area del mediterraneo. Poi saranno loro a scegliere cosa bere».

 

La priorità, dice Lollobrigida, è lavorare su promozione e percezione. «Il vino caratterizza una sana dieta fatta di aspetti sia fisici che mentali, la convivialità è una delle facce del benessere. Il vero rischio non è il sistema tariffario ma la criminalizzazione del prodotto, nessuna tariffa nel mondo fa più danni. Non dobbiamo incentivare a bere di più, ma a bere meno, bere meglio, bere qualità. E pagarla il giusto».

la gaffe di francesco lollobrigida sull acqua meme 2la gaffe di francesco lollobrigida sull acqua meme 1

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO