“SONO UN PRIVILEGIATO, SE MI MALTRATTANO UN PO’ VA BENE LO STESSO...” - DOPO L’ESCLUSIONE DAL FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI SALERNO, ERRI DE LUCA RIAPPARE AL GHETTO DI ROMA, INTERVISTATO DA MAURIZIO MOLINARI - LO SCRITTORE RACCONTA DI AVER DISATTIVATO I COMMENTI SOTTO AI SUOI POST PER IL TROPPO ODIO SOCIAL: “MA NON DO TROPPA IMPORTANZA A QUESTA DISCARICA DI MALUMORI. CHI PARLA DI GENOCIDIO? NON E’ STATO IN QUEI POSTI” - E INCASSA LA SOLIDARIETA’ DEL MELONIANO MOLLICONE...
Estratto da Fabrizio Caccia per il “Corriere della Sera”
L’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, prima dell’inizio va a stringergli la mano: «Siamo con lei, Erri De Luca, per tutti gli attacchi che ha ricevuto. Apprezziamo molto il suo coraggio», gli dice. Lo scrittore si schermisce: «Io sono un privilegiato, se mi maltrattano un po’ va bene lo stesso...». É la sua prima uscita pubblica, ieri sera, dopo la clamorosa esclusione dal festival di letteratura di Salerno per le dichiarazioni fatte sul «sionismo» e contro l’uso del termine «genocidio» per Gaza.
[...] Maurizio Molinari, l’ex direttore di Stampa e Repubblica , chiamato a condurre l’intervista d’apertura del festival Ebraica gli dice: «É il tuo popolo, Erri». Ma lui scherza: «Non vedo in giro napoletani!».
A sorpresa è venuto anche il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, di Fratelli d’Italia: «Per dargli la mia solidarietà — spiega — perché è stato vittima di una censura brutale. E sono d’accordo con lui che a Gaza non sia in atto un genocidio: l’unico genocidio della Storia lo hanno subito gli ebrei».
[...] Il grande poeta e scrittore napoletano, 76 anni, schivo com’è, preferirebbe non dare troppo peso agli attacchi ricevuti in questi giorni dagli hater : «Da dietro uno schermetto uno spedisce i suoi post, e poi rimane dov’è. Cosa c’è meno social di questo? Ma l’odio nuoce gravemente a chi lo prova, non a chi lo riceve. La reazione è stata dura, violenta, ma non mi ha fatto male. Non do troppa importanza a questa discarica di malumori. Ho solo detto a quelli che curano i miei social di non far più mettere i commenti sotto i post: né a favore né contro. Le persone intorno a me, invece, hanno sofferto».
[...] Poi, sollecitato da Molinari, ribadisce alcuni suoi concetti: «Oggi si polarizzano le parole, diventano slogan e se non le adotti sei un traditore. Sionista è diventato erroneamente sinonimo di espansionismo e invece definisce il diritto di Israele ad esistere, chi dice che devono esserci due Stati è sionista.
E così come respingo la parola propagandistica “invasione” al posto di “flusso migratorio” respingo pure il termine “genocidio”. Io non ce l’ho con chi lo usa, ma per me significa che non sono stati in quei posti. Chi è antisionista invece è Hamas: certe dittature hanno bisogno di una sconfitta militare.
erri de luca
ERRI DE LUCA AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO
erri de luca a processo


