trump flynn

''SE IL COLLEGIO ELETTORALE VOTA BIDEN, LASCIO LA CASA BIANCA'' - PRIMA DI ALLORA, C'È IL BLACK FRIDAY DI TRUMP: SCONTI (DI PENA) A TUTTI. E C'È CHI PENSA POSSA AUTO-GRAZIARSI. È MOLTO DIFFICILE, AL MASSIMO SI DIMETTE E CI PENSA PENCE - DOPO FLYNN, ATTENDONO DI ESSERE ''PERDONATI'' COME IL TACCHINO PURE MANAFORT, IL MITICO ROGER STONE, PAPADOPOULOS E TUTTI QUELLI DEL RUSSIAGATE CHE NON È ANDATO DA NESSUNA PARTE

 

Giuseppe Sarcina per il "Corriere della Sera"

 

FLYNN TRUMP

Inganni, bugie, frodi. Tutto perdonato? Donald Trump sta cominciando a regolare i conti, dal suo punto di vista, con gli investigatori e i giudici che hanno prima indagato e poi condannato una nutrita schiera di fedelissimi. La Costituzione gli conferisce «il potere di posporre o di perdonare reati contro gli Stati Uniti». Ma la vera domanda ora è se Trump abbia intenzione di usare, per la prima volta nella storia, questa facoltà per garantire a se stesso l' immunità giudiziaria, una volta lasciata la Casa Bianca.

 

Ieri il presidente in carica ha detto, per la prima volta, che «se ne andrà, se il Collegio elettorale nominerà formalmente Biden» il prossimo 15 dicembre. Trump, però, non ha rivelato se sarà presente il giorno dell' inaugurazione, il 20 gennaio 2021.

 

paul manafort, roger stone e charlie black

In ogni caso stanno aspettando quel momento anche Letitia James, Attorney General, la Procuratrice dello Stato di New York, e Cyrus Vance, capo della Procura del Distretto di Manhattan. I due stanno indagando, in particolare, sulla Trump Organization, la holding di famiglia cui fanno capo hotel, immobili, campi da golf e altri business. Gli inquirenti newyorkesi sospettano che «The Donald» e i suoi contabili abbiano gonfiato il valore degli asset per ottenere benefici fiscali ingiustificati dallo Stato di New York e prestiti agevolati dalle banche.

 

Da oltre un anno la procuratrice James sta cercando di ottenere le dichiarazioni fiscali dell' ex costruttore e del suo gruppo. Ne è nato un lungo contenzioso nei tribunali, finito davanti alla Corte Suprema. Trump spera che la maggioranza conservatrice respinga la richiesta dei magistrati newyorkesi. Ma anche questo, probabilmente, non sarebbe sufficiente per sfuggire alle indagini. Il procuratore Vance ha in mano il verbale delle dichiarazioni rilasciate da Michael Cohen, l' ex avvocato personale, il «pitbull» di Trump. Nel 2018 Cohen fu condannato alla pena di tre anni di carcere. E a questo punto sembra ormai uscito dall' orbita del suo boss.

trump manafort

 

Per un certo momento si era pensato che Trump potesse graziarlo. Non lo ha fatto e, a questo punto, forse sarebbe anche inutile. Ecco allora che il presidente starebbe pensando a uno scudo legale, ad «auto perdonarsi». I giuristi si chiedono se sia possibile farlo; altri fanno notare che in ogni caso «la grazia fai da te» non basterebbe a proteggere Trump da reati statali e non federali, come prevede la Costituzione.

 

roger stone 2

Nel frattempo Trump sta saldando i debiti verso i fedelissimi che non lo hanno abbandonato, pur finendo nei guai con la giustizia. Ha cominciato mercoledì, «perdonando» il generale Michael Flynn, il suo primo consigliere per la sicurezza nazionale, condannato per aver mentito due volte all' Fbi sui contatti con l' ambasciatore russo a Washington Sergej Kislyak.

 

In lista di attesa ci sarebbe Roger Stone, consigliere e sodale di una vita, dichiarato colpevole per aver nascosto all' Fbi le sue manovre per screditare Hillary Clinton. Aveva preso 3 anni e 4 mesi di carcere, poi cancellati nel luglio scorso dall' intervento di Trump. E ancora: Paul Manafort, altra vecchia conoscenza di «The Donald» e dello stesso Stone. Nel 2106 fu per un breve periodo il capo della campagna elettorale trumpiana.

roger stone

Condannato a 7 anni e 6 mesi, da maggio è ai domiciliari.

 

L' elenco prosegue con personaggi di secondo piano, come gli ex consiglieri Rick Gates (socio di Manafort) o George Papadopoulos, advisor nel 2016, ma tuttora trumpiano convinto.Tanti altri stanno cercando di mettersi in scia.

Tra questi, scrive il New York Times potrebbe esserci anche Steve Bannon, lo stratega della prima ora. In agosto è stato incriminato per aver intascato contributi privati per finanziare la costruzione del muro al confine con il Messico.

simona mangiante george papadopoulosGeorge Papadopoulos e Simona Mangianteroger stone 8

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