SE LO CONOSCI, LO EVITI: TUTTI I PENTITI DEL RENZISMO - DA CHIAMPARINO A DELLA VALLE, DALLA ORLANDI AL TRABALLANTE EMILIANO: ''RENZI MI HA STUFATO, RECITA LA PARTE DEL LUPO CHE AVVERTE L' AGNELLO. MA IO NON SONO UN AGNELLO''

Paolo Bracalini per “il Giornale

RENZI CIVATIRENZI CIVATI

 

Prima o poi li frega tutti, più prima che poi. Stavano sereni prima di finire sulla rotta di collisione col caterpillar Renzi, scambiato per un amico di cui fidarsi. Errore fatale. L' ultimo pentito in ordine cronologico è il governatore piemontese Sergio Chiamparino. Fino a poco tempo fa erano una coppia affiatata, sbocciata alla Leopolda e piena di complimenti recriproci («Grazie a Matteo riprenderò la tessera del Pd», «Il "Chiampa" è stato un modello per tutti noi sindaci»), Renzi lo sponsorizzò persino per il Quirinale prima di tirargli la volata in Regione Piemonte.

CHIAMPARINO RENZICHIAMPARINO RENZI

 

Ora Chiamparino, offeso per i tweet di Renzi sugli sprechi delle regioni e i tagli della Legge di Stabilità, lamenta di non avere più contatti con Renzi, solo qualche raro sms di circostanza, come con le ex fidanzate. Una love story politica forse finita, col pentimento.

 

Altra probabile pentita è la (ex?) renziana Rossella Orlandi, la direttrice dell' Agenzia delle entrate, salita in persona sul palco della Leopolda 2014 esibendo una grande confidenza col premier, tra un «come Matteo vi ha appena detto» e fragorosi applausi. L' armonia tra i due si è già incrinata, da quando la Orlandi ha iniziato a esprimere dubbi su alcune mosse in materia fiscale del governo, criticate pubblicamente da Lady Fisco come, ultima, l' innalzamento della soglia per il contante («Così l' Agenzia delle entrate rischia di morire» ha tuonato lei).

rossella orlandirossella orlandi

 

É stata la goccia finale: Renzi ormai la considera troppo in cerca di visibilità, invadente, potenzialmente dannosa per l' immagine dell' esecutivo facendolo apparire «amico» degli evasori fiscali, ed è pronto a sostituirla appena alla prima occasione utile.

 

Altro renziano in odore di pentimento è il presidente pugliese Michele Emiliano. E pensare che era infatuato come pochi: «Non ho mai amato così un leader del Pd, non vedo l' ora di abbracciarlo quando arriverà qui a Bari per inaugurare la Fiera del levante» disse il governatore pugliese, col cuore in mano. Peccato che Renzi a inaugurare la sua Fiera non ci andò, preferendo il volo di Stato per la finale dello Us Open a New York. Non sarà certo per quello, ma forse anche, eppure anche per quella coppia i bei tempi sembrano andati.

MICHELE EMILIANO A BARI PER RENZIMICHELE EMILIANO A BARI PER RENZI

 

L' amore per il leader ha lasciato il posto alle recriminazioni. Dai commissari scelti da Palazzo Chigi per l' Ilva di Taranto («Saranno pure supermanager, ma cosa hanno a vedere con un settore strategico come l' acciaio?

 

L' Ilva con la gestione commissariale perde 50 milioni al mese»), alla questione meridionale («Al premier parlare di Sud non piace») alle prove di forza personali («Renzi è convinto che io voglia danneggiare la sua leadership.Questa storia mi ha un po' stancato. Recita la parte del lupo che avverte l' agnello. Ma io non sono un agnello...»), anche il renzismo di Emiliano sembra scolorato nel pentimento.

RENZI 
PRODI
RENZI PRODI

 

Altro superpentito è l' imprenditore Diego Della Valle, grande sponsor e padrino dell' ascesa di Renzi quando era solo un sindaco, suo compagno di tifo viola in tribuina vip a Firenze, finchè Renzi non diventa premier e inizia a flirtare con Marchionne, detestato da Della Valle.

 

RENZI E DELLA VALLE A FIRENZE FOTO ANSA RENZI E DELLA VALLE A FIRENZE FOTO ANSA

Che cambia drasticamente opinione su suo pupillo («Pensavo fosse una risorsa ma sta diventando un pericolo», «non ha mai lavorato quindi non può parlare di lavoro») fino a convincersi della necessità, per salvare l' Italia dal renzismo divenuto una sciagura dopo essere stato una promessa, di fondare l' associazione politica «Noi Italiani» («ma non è un partito» assicura Della Valle.

 

La soluzione prevista dal leader per i suoi ex può essere anche la promozione ( ut amoveatur ). Come per Giorgio Gori, suo ex spin doctor divenuto indigesto perchè troppo visibile e spedito a Bergamo, dov' è sindaco. Ripescato, come viceministro degli Esteri e poi raccomandato all' Eni è stato Lapo Pistelli, il primo dei fregati da Renzi, partito come suo portaborse. E poi Civati, e poi Prodi, e poi...

GORI E RENZI GORI E RENZI

 

 

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…