SE IN ITALIA L’INCONTRO RENZI-HOLLANDE È VISTO COME UN TRIONFO, IN FRANCIA SE NE FREGANO: SU LE MONDE, LE FIGARO, LIBERATIÒN NON SOLO NON HANNO LA NOTIZIA DELLA VISITA DI RENZI ALL’ELISEO IN APERTURA, MA IN NESSUN’ALTRA PARTE DELL’HOME PAGE

1. MAIL
Caro Dago,
ore 17,43 del 15 marzo 2014, vatti a cercare le prime pagine online di Figaro e Le Monde.
Dov'è Renzie? Semplicemente per i francesi né Renzi né l'Italia vanno presi in considerazione.
Ma in prima pagina di Repubblica online ecco la sparata: "Il patto Renzi-Hollande: "Insieme per un'altra Europa".
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah
De Benedetti spera ancora che Renzi lo salvi da crack.
Cyber

2. RENZI CHI?
Il Fattoquotidiano.it

Giurano di unire le loro forze per cambiare l'Europa. L'asse Roma-Parigi si rinnova con la speranza che questa sia la volta buona, visto che il tema delle eccellenti relazioni tra Italia e Francia che possono scardinare la linea filotedesca di Bruxelles era stato già sentito prima con Mario Monti e poi con Enrico Letta. Ora Matteo Renzi e François Hollande insistono: "Possiamo, dobbiamo, cambiare l'Europa insieme - dice il presidente del Consiglio italiano - è la prima sfida che dobbiamo affrontare nei prossimi mesi e nei prossimi anni".

"Insieme, abbiamo ora la stessa volontà di accelerare, in un momento in cui le istituzioni europee si rinnovano e si definiscono i grandi orientamenti dei prossimi cinque anni" ribadisce in una nota l'Eliseo dopo l'incontro tra i due. La visita di Renzi a Parigi è la prima tappa di un tour europeo che il capo del governo proseguirà lunedì 17 marzo a Berlino, dove sarà ricevuto dalla cancelliera Angela Merkel.

In realtà, se in Italia l'incontro è visto quasi come un nuovo trionfo del patto italo-francese, oltre confine sostanzialmente se ne fregano: basta fare un giro sui principali giornali online. Le Monde, Le Figaro, Liberatiòn e Le Parisien non solo non hanno la notizia della visita di Renzi all'Eliseo in apertura, ma in nessun'altra parte dell'home page.

Per la verità i toni più incisivi sono stati quelli di Renzi: "L'Europa ha bisogno di essere viva - dice il presidente del Consiglio italiano - rispettiamo tutti i limiti dei trattati europei ma il primo rispetto che dobbiamo ai padri fondatori è fare dell'Europa un luogo di cittadini e di popoli e non solo della tecnocrazia". Detto più chiaramente: "Pensiamo che nel rispetto dei vincoli dobbiamo riflettere insieme con la nuova Commissione su come l'Ue aiuterà i Paesi membri ad insistere su crescita e lotta alla disoccupazione giovanile".

Per contro Renzi assicura che "non ci sarà nessuno sforamento del tetto del 3%. Nes-su-no". Italia e Francia, dice il presidente del Consiglio, hanno un obiettivo comune "con la P maiuscola", spiega, e cioè "dire ai cittadini sfiduciati che non credono più nell'Europa che l'Europa è il luogo della più grande scommessa politica che si possa fare".

Dunque l'Europa, secondo il presidente del Consiglio, non è qualcosa da combattere, ma solo da cambiare: "Sono 20 anni che il nostro Paese ha un surplus primario, un avanzo primario importante. Ma viviamo una fase di difficoltà economica ed occupazionale. Per cambiare serve il rispetto di regole che non vengono da un nemico ma da noi stessi, l'Europa. E sia priorità l'attenzione a chi sta male".

L'atteggiamento dei giornali francesi è probabilmente dettato anche dal fatto che Renzi anche da Parigi parla più ai suoi connazionali che non ai vertici dell'Ue. Tanto che riesce a utilizzare il suo slogan della campagna delle primarie perfino all'Eliseo: "Non credo ci sia bisogno di convincere Hollande a cambiare verso. Credo che ci sia condivisione, senza bisogno che nessuno cambi idea, sul fatto che vincoli e limiti vanno rispettati ma compito della nuova Europa è ridurre lo spread non economico-finanziario, ma tra cittadini ed istituzioni europee".

Il capo di Stato francese conferma: "Ho sempre trovato nell'Italia, con Monti prima e Letta poi, un partner per andare in direzione dell'Europa della crescita. Ora Matteo arriva in un momento essenziale per l'Europa, alla vigilia del rinnovo del Parlamento. Francia e Italia hanno più bisogno di far sentire la propria voce". In questo occorre mostrare ai cittadini europei che "l'Europa è un'opportunità per la pace, per la democrazia", ma anche "per la crescita e l'occupazione", soprattutto dei giovani.

Per questo le elezioni europee prossime diventano un passaggio cruciale: "Siamo convinti che alle prossime europee i partiti populisti avranno possibilità di successo se non saremo consapevoli che l'Europa deve cambiare, lavorando insieme". Renzi sottolinea che dobbiamo lavorare "dentro le grandi famiglie europee per riportare i cittadini a credere nell'Europa. Dobbiamo essere capaci di cambiare approccio delle istituzioni e formare una classe dirigente che veda l'Ue non come nostro nemico - e in Italia c'è qualcuno che lo pensa".

Passaggio cruciale - il voto di maggio - anche per loro: Renzi dovrà verificare per la prima volta la performance del suo partito dopo la manovra di palazzo che ha estromesso Enrico Letta e ha incoronato un nuovo premier senza elezioni; Hollande è da mesi ai minimi storici di popolarità per un presidente della Repubblica francese e il caso Gayet ha ulteriormente affondato i suoi sondaggi. E infatti Renzi rilancia: "Con più Europa ci sarà più possibilità di ricchezza per il ceto medio che ha sofferto più di altri la crisi".

Renzi ha messo l'accento in particolare sull'emergenza lavoro. Dopo il vertice di Parigi che ha segnato l'inizio degli appuntamenti sulla disoccupazione giovanile, il "prossimo sarà a Roma" a luglio: "Noi siamo messi peggio sul fronte della disoccupazione giovanile, e il pacchetto di riforme dovrà vedere un passo significativo" ha detto il presidente del Consiglio italiano.

"Pensiamo - conclude - che nel rispetto dei vincoli dobbiamo riflettere insieme con la nuova Commissione su come l'Ue aiuterà i Paesi membri ad insistere su crescita e lotta alla disoccupazione giovanile".
Il presidente italiano conferma infine che l'obiettivo "è implementare il nostro partenariato, lavorare insieme fin dal prossimo Consiglio Europeo su clima ed energia. Avere un rapporto costante di consultazione per me è importante anche dal punto di vista personale". E Hollande glielo assicura: "Ho un'esperienza di soli due anni ma quello che ti posso dire su quello che si deve fare e non si deve fare te lo dirò".

 

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