IL SEGNO DELLA CROCETTA: PERNACCHIE PER TUTTI! - IL MODUS OPERANDI DEL NEO-GOVERNATORE SICILIANO? RISPONDERE ALLE PRESSIONI PER LE POLTRONE CON LE PERNACCHIE, E RIFIUTO DELLE TRADIZIONALI CENE DAI POTENTI - LE GOLIARDICHE AMICIZIE CON IL “MEDICO PERSONALE” MATTEO TUTINO E L'ALBERGATORE ANTONIO PRESTI - MA LE ASPIRAZIONI DI CROCETTA POTREBBERO NON FERMARSI QUI: ARRIVA UN'ALTRA GRANA PER IL PD?...

Felice Cavallaro per il "Corriere della Sera"

Echeggia una tonalità inedita nelle trattative politiche per varare il nuovo governo siciliano, con alcuni maggiorenti di Pd e Udc rimasti di sasso quando per le «caselle» degli assessori proponevano i nomi di Nino Dina e Nuccio Cusumano, Mirello Crisafulli, Manlio Mele e altri ricevendo in risposta da Rosario Crocetta una fragorosa pernacchia. Com'è successo per la prima volta una settimana fa da Lampedusa davanti alle sue divertite e preoccupate segretarie, come si ripete quando conclude soddisfatto con un «Aspiranti assessori avvertiti».

Se si trattasse di telefonate intercettate scatterebbe un problema di decodifica. Mentre il messaggio è chiaro agli interlocutori per i quali l'eletto comincia a diventare un «ingrato», uno dal «malo carattere», come apprende lui, pago di spargere mal di pancia, pronto a ripetere che la sua giunta sarà «di alto profilo perché l'Europa ci guarda», a insistere sull'identikit di «indipendenza, moralità, competenza», appunto indicando i due assessori certi, Lucia Borsellino già operativa alla Sanità e Franco Battiato, ieri sera in concerto a Palermo, sul palco con Crocetta per la festa di ringraziamento.

Ma, visto che non basta cantare «Povera patria», al governatore è venuta l'idea di sostituire a Palazzo d'Orleans le galline portate via da Raffaele Lombardo con un pappagallo da piazzare all'ingresso: «Un logopedista potrebbe insegnargli a ripetere ad ogni avventore "a manciugghia, a manciugghia", cioè il refrain del mangia-mangia, perché si capisca che qui la musica è cambiata».

Soave e gentile nei modi, basta uno scatto perché Crocetta arpioni con artigli appuntiti. A volte con metafore efficaci. Come fa ricordando la frase tratteggiata nella «stanza Pasolini» dell'Atelier sul mare, l'albergo di Tusa, a metà strada fra Messina e Palermo, trasformato nel suo quartier generale: «Mi sveglio, vedo le Eolie e sulla parete il famoso motto: "Io so, ma non ho le prove". Pasolini era un intellettuale fuori dal Palazzo, ma noi adesso ci siamo dentro e le prove cominciamo a vederle. Ne troveremo tante».

Potrà suonare una minaccia nella Palermo che cerca di blandire il nuovo arrivato da Gela via Bruxelles, ma il governatore che per assessori vuole Marino il prefetto e Marino il pm antimafia scansa e dribbla: «Quanti inviti a cena. Pericolosissimi inviti. Ho scoperto che non servono a prendere un boccone. No, trappole sono. Ora faccio sapere che mangio solo le barrette del mio dietologo».

Alle tentazioni della tavola spesso non resiste, ma un medico vicino ce l'ha davvero, come hanno scoperto i commessi della Regione che nella bolgia dell'insediamento hanno dovuto fendere a spintoni la folla per sistemare alle spalle del presidente un elegante signore indicato dallo staff come «il medico personale», il dottor Matteo Tutino, il chirurgo plastico che sorregge tante signore della grassa Palermo.

«Con Rosario siamo amici da sempre, come Antonio Presti», spiega Tutino divertito dagli equivoci, colonna di quel gruppo da «Amici miei» che sembra essere arrivato con leggerezza al potere. Con la stessa leggerezza di Presti il mecenate che a novembre chiude l'albergo ai turisti e lo lascia aperto a Crocetta e segretarie. Perché dove c'è Crocetta è certo che ci sono donne. Tutte giovani, come Nelli Scilabra e Federica Montalba a Palermo, come le fedelissime Francesca Scaglione e Loredana Longo, per non parlare della bergamasca Michela Stancheris, la determinata assistente che il presidente cita nelle trattative con pernacchia: «L'ho assunta a Bruxelles perché era l'unica non raccomandata».

E lei è felice di quanto la sua Bergamo sia entrata nel cuore del presidente che, incredibile a dirsi, sta costruendo una sorta di ambasciata della «Lista Crocetta» nella città con sindaco Pdl grazie ai ragazzi del Liceo artistico. Gli stessi ai quali bloccarono la mostra dell'Arcigay intitolata «Baci rubati».

Uno scandalo quei volti maschili troppo ravvicinati. Notizia colta al volo l'anno scorso da Crocetta che invitò tutta la scolaresca al Parlamento europeo. Euforici. Da allora, lo seguono a ogni passo. «Pronta una delegazione, presto a Palermo», annuncia la Stancheris. E lui: «Sai che c'è? Faccio una "Lista Crocetta" in Lombardia». Ma lo dice pensando alle nazionali. Altro mal di pancia per il Pd dove a incoraggiare invece Crocetta c'è Beppe Lumia, stratega di tanti passaggi, prima e dopo Lombardo, mai raggiunto da pernacchia.

 

CrocettaRosario CrocettaNINO DINA E CUFFAROcusumano maloreRAFFAELE LOMBARDOFRANCO BATTIATO

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…