NELLA SELVA DI PUTINIANI ALLE VONGOLE DI CUI È PIENO IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE, SI È DISTINTO PER “VISIONE”, COME AL SOLITO, MATTEO SALVINI. IL “CAPITONE”, A GENNAIO, DISSE A ZELENSKY: “AMICO MIO, STAI PERDENDO LA GUERRA, DEVI SCEGLIERE TRA SCONFITTA E DISFATTA”. POCHI MESI DOPO, I DRONI DI KIEV TERRORIZZANO MOSCA E ARRIVANO FINO IN SIBERIA – COME LUI LA SOLITA AMMUCCHIATA DI RAGAZZI PON-PON DEL PUTINISMO: DA TRAVAGLIO A PAGLIARULO, DA CARACCIOLO A MONTANARI E A QUEL CANE DA RIPORTO (IL SUO) DI ALESSANDRO ORSINI – LA RIMPATRIATA STRACULT DEL “FATTO” CON TRAVAGLIO, DI BATTISTA, PETER GOMEZ, LUCA SOMMI E ANDREA SCANZI (MEJO DELLA FOTO DEL “PATTO DEI CARCIOFI” CON SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI)…
Estratto dell’articolo di Roberto Gressi per il “Corriere della Sera”
ALESSANDRO ORSINI - TOMASO MONTANARI - VITO PETROCELLI - MARCO RIZZO
L’Ucraina, senza più il sostegno di Trump, ma anche senza il braccio legato dietro alla schiena da Biden, porta i droni della sua difesa fin dentro Mosca. Dopo oltre quattro anni resiste e contrattacca. Putin […] annaspa. […]Ma quanti, in Italia, non ci credevano e non ci credono ancora?
Matteo Salvini è quello della prima ora, con tanto di medaglietta appuntata al petto dalla portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova: «Se Hitler e Napoleone non sono riusciti a mettere in ginocchio la Russia, è improbabile che Macron, Starmer e Merz abbiano successo». […]
Gianfranco Pagliarulo ha spaccato l’Anpi: «È sbagliato parlare di Resistenza europea contro la Russia. Questa storia del nemico alle porte è assurda». Vito Petrocelli, all’epoca presidente della commissione Esteri del Senato, poi cacciato dai Cinque Stelle: «Auguri per il 25 aprile e per la festa della LiberaZione». Con la zeta maiuscola, il marchio usato dall’esercito russo per l’invasione.
Lucio Caracciolo, direttore di Limes: «Militarmente l’Ucraina ha perso la guerra, lo sanno benissimo gli ucraini». Marco Tarquinio e Cecilia Strada sono critici sulle armi e Giuseppe Conte vota no: «L’Europa ha fallito completamente la strategia, la Russia non è affatto isolata».
IL TWEET DI PETROCELLI CON LA Z DI PUTIN
Marco Travaglio: «Con il piano di pace di Trump, Zelensky può scegliere solo tra una sconfitta ora o una disfatta totale fra un anno».
Tomaso Montanari: «Questa guerra non può essere vinta dagli ucraini». Elena Basile: «Zelensky, se oggi si facessero le elezioni, sarebbe cacciato a pedate». Il generalissimo in vestaglia, Roberto Vannacci, fan di Putin: «È una follia, io voto a Bruxelles e l’ho sempre fatto con coerenza per smettere di dare armi e fondi all’Ucraina».
Alessandro Orsini: «La guerra, per Zelensky, è diventata fonte di vita, dopo che Putin, strappando all’Ucraina la parte migliore di sé stessa, l’ha ridotta a dipendere dalla beneficenza dei governi stranieri».
[…] Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, orgoglioso della sua partecipazione al Festival russo: «In Ucraina mi hanno indicato come indesiderato, io non mi fermerò. Chiederei la cittadinanza russa». Francesco Totti a Mosca: «Sono onorato di essere qui». Al Bano: «Vado in Russia, hanno bisogno di me».
Pietrangelo Buttafuoco, con la sua Biennale, la spunta in punto di diritto contro il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il governo tutto, il padiglione di Mosca c’è e fare di Venezia la capitale europea della lotta all’oppressore non è affare suo.
Vincenzo De Luca dribbla sul fatto che Valery Gergiev sia un noto fiancheggiatore di Putin e invita il direttore d’orchestra alla reggia di Caserta. Tanti imprenditori pensano che se ci sono falle nelle sanzioni è cosa buona e giusta approfittarne.
Massimo D’Alema: «L’espansione della Nato ha alimentato il nazionalismo che ha portato all’invasione dell’Ucraina».
[…] Matteo Salvini non si batte: «Basta soldi all’Ucraina, se servono a pagare mignotte e ville all’estero». «Sono convinto che la guerra Russia-Ucraina finirà presto, ma grazie a Trump, non all’Europa». «Ci sono zone storicamente russe, e appartengono legittimamente alla federazione russa». A Zelensky: «Amico mio, stai perdendo la guerra, devi scegliere tra sconfitta e disfatta».
A Macron: «A Milano si direbbe: Taches al tram . Vacci tu, se vuoi. Ti metti il caschetto, il giubbetto, prendi il fucile e vai in Ucraina».
MARCO TRAVAGLIO CON ALESSANDRO BARBERO
MARCO TRAVAGLIO - LUCA SOMMI - ANDREA SCANZI - ALESSANDRO ORSINI - PETER GOMEZ - ALESSANDRO DI BATTISTA
Basta?



