di maio salvini trump conte

“FARE IL SOVRANISMO SENZA SOVRANITÀ È COMPLICATO” - SERGIO ROMANO SPIEGA LA GEOPOLITICA A SALVINI E DI MAIO: “I NOSTRI MARGINI DI SOVRANITÀ SONO SOLO IN UNA PROSPETTIVA AMERICANA; GLI USA HANNO IN ITALIA LE LORO BASI MILITARI. L'AMMINISTRAZIONE USA È GIÀ PADRONE IN CASA. AGLI OCCHI DELLA CINA IN ITALIA NON C'È NESSUNO CON CUI PARLARE - L'ERRORE PRINCIPALE? SALVINI FA DELL' IMMIGRAZIONE IL PROBLEMA FONDAMENTALE"

Pietrangelo Buttafuoco per il “Fatto quotidiano”

 

SERGIO ROMANO

La vera politica è la geopolitica e in Italia c'è un solo osservatore informato sui fatti ma altresì distante rispetto alle fazioni in lotta tra di loro: l' ambasciatore Sergio Romano che è anche un raffinato analista, una personalità centrale - con i suoi libri - nel dibattito culturale.

 

L'Italia, per la sua posizione geografica, dovrebbe essere il vero timone nello scenario Mediterraneo e invece no.

Nel Mediterraneo non c' è un paese guida; la Francia vuole svolgere quel ruolo, la Spagna è ai margini, assorbita dai suoi problemi e l' Italia, invece, è stata protagonista nel passato, ultimamente solo col governo di Berlusconi - quando col "Patto di Bengasi" si porta dentro la Libia di Gheddafi - ma per vedere fallire poi ogni accordo per la dissennata operazione militare, francese, e che fu anche in parte americana.

LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI

 

E oggi?

Matteo Salvini fa della questione dell' immigrazione il problema fondamentale dell' Italia e la Lega non riesce a darla una soluzione perché a quanto pare l'Italia non può avere altra politica che il ravvivare solo, soltanto e sempre quel problema.

 

Forse perché c'è un problema di sovranità, una cosa è lo sconfinamento di una petroliera nel Golfo Persico, altra cosa è nel Mediterraneo, terra di nessuno.

Quello di fare il sovranismo senza sovranità è un esercizio piuttosto complicato.

 

berlusconi e il rais muammar gheddafi

Impolitico?

La dissenatezza dovrebbe essere trattata diversamente, l'uso di parole nobili - penso a impolitico - è quasi un nobilitarla.

 

L'attuale governo gialloverde ha avuto il via libera da quello Usa, quali sono i suoi margini di effettiva sovranità?

Solo in una prospettiva americana; gli Usa hanno in Italia le loro basi militari, se le devono usare non hanno altro che farlo e se uno dei partiti di governo - penso al M5S - coltiva i rapporti con l' Amministrazione Usa, svela il bisogno del grande protettore ma l' America, ripeto, è già padrone in casa.

 

Eppure il sovranismo, come categoria a-ideologica, domina il dibattito politico.

sergio romano

Se consideriamo le origini della stagione sovranista, sono solo le rivendicazioni contro Bruxelles, contro cui si giocava facile, ad avere raccolto un po' di consenso; come si è dimostrato attraverso Nigel Farage o con Boris Johnson in Inghilterra, e così con gli altri leader europei del populismo.

 

A proposito di Londra, il 31 ottobre, con la Brexit compiuta, l' Europa finisce?

L'Europa senza l'Inghilterra continuerà a esserci; il giorno dopo non ci sarà un muro a dividerci; lo stesso Regno Unito non potrà prescindere dal continente, anche se la sua storia è stata sempre una rivendicazione di estraneità rispetto al contesto - ha esercitato da sempre il diritto a restarsene fuori - e tutto ciò incontrava immancabilmente delle simpatie e dei consensi; gli si concedeva sempre troppo in ragione di un' anglofilia snob praticata un po' da tutti.

BORIS JOHNSON

 

Tutti in soggezione?

Una forma di rispetto; Londra beneficia di considerazione in ricordo dei fasti dell' Impero Britannico.

 

Sull'Ue incombe il no deal e Johnson non sembra cercare mediazioni.

Se gli inglesi se ne vanno senza accordi, Bruxelles non torna certo indietro; i cocci li raccoglieranno poi le diplomazie ma Michel Barnier, il capo negoziatore della Ue su Brexit è stato chiaro, ha allertato i 27 membri, per prepararli a tutti gli scenari; si aprirà un contenzioso.

 

Se Londra non paga i debiti, i 27 non possono certo dichiararle guerra…

I debiti si possono anche non pagare ma una decisione come questa può essere costosa in altri campi, a cominciare dal commercio fino ai trattati futuri; questi Johnson - che è come dire questi Trump - hanno un tasso altissimo d' imprevedibilità: nel frattempo che proclamano i propri successi personali si tengono pronti per chiudere un accordo nell'ultimo minuto utile e finire con l'accettare un compromesso.

conte xi jinping

 

L'isolamento è, dunque, il prezzo, ma l'Italia interloquisce con Cina, Russia e Usa.

Agli occhi della Cina in Italia non c' è nessuno con cui parlare, il ministro Enzo Moavero è intelligente e simpatico ma non può prendere impegni in nome del governo.

 

La parola Italia, agli occhi della Cina, è molto più importante della parola Ue.

Questo è vero, nella prospettiva della Via della Seta, i cinesi hanno un enorme bisogno di marcare il percorso, ma se con l' Italia dell' economia è facile - come già accade a Trieste, col porto - con l' Italia della politica è difficile.

 

La Russia, poi.

trump putin

Avere rinunciato ai vantaggi ottenuti con gli accordi di Pratica di Mare - Berlusconi che mette sullo stesso tavolo Washington e Mosca - è il nostro grande errore, abbiamo perso il nostro mercato.

 

Le sanzioni che Vladimir Putin s' aspetta siano cancellate dai sovranisti al governo.

Gli americani hanno questo diritto di imporcele le sanzioni perché noi glielo abbiamo dato; questo è il dato. Con Enrico Mattei, e con Giulio Andreotti, poi, abbiamo avuto sempre porte aperte in Urss; avevamo anche un buon numero di comunisti in patria, utili come sensali; molti di loro, partiti come studenti, trovavano moglie in Russia e le loro signore poi, diventavano interpreti delle aziende italiane .

 

HOTEL METROPOL MOSCA

I russofili di ieri sono i russofobi di oggi. È venuto meno lo charme ideologico del comunismo, puro miele per la borghesia occidentale?

Non è facile essere amici di Putin; giocare la partita da putinista, per una persona che lavora sulle idee, è partita già persa, tant' è che di difendere Putin capita solo ai leghisti che non perseguono il plauso in società.

 

Oppure pasticciando al Metropol.

Appunto erano russofili per snobismo sociale, quelli di ieri; la situazione, oggi, è diversa.

 

Tanto diversa che se tornassero oggi, a Mosca, Don Camillo e Peppone, il primo si sentirebbe a casa propria mentre il secondo si dichiarerebbe liberal di obbedienza clintoniana.

Tutto ciò merita una meditazione, ma - si rende conto? - Vladimir Putin è uno che nel giorno dell' Epifania ortodossa si tuffa nell' acqua gelata.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…