trump sessions

SESSIONS, BUGIE E VIDEOTAPE - TRUMP AVEVA PROMESSO RIMPASTI, E SONO SUBITO SERVITI: SILURATO IL SEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA, CHE SI ERA RICUSATO DAL RUSSIAGATE CREANDO NON POCHI PROBLEMI AL PRESIDENTE. LA PELOSI SUBITO ALL'ATTACCO: CHI HA PRESO L'INTERIM HA PIÙ VOLTE SMINUITO L'INCHIESTA DI MUELLER - IL VOTO HA SPACCATO ANCORA DI PIÙ IL PAESE TRA ELETTORI RURALI E URBANI

 

TRUMP RINGRAZIA SESSIONS, A WHITAKER INTERIM GIUSTIZIA

(ANSA) - "Ringraziamo il ministro della Giustizia Jeff Sessions, e gli auguriamo il meglio". Lo twitta il presidente americano Donald Trump, annunciando che Matthew Whitaker, capo dello staff di Sessions, sarà temporaneamente ministro della giustizia ad interim. "Un sostituto permanente sarà nominato successivamente".

 

PELOSI, SILURAMENTO SESSIONS TENTATIVO STOP RUSSIAGATE

jeff sessions donald trump

 (ANSA) - "E' impossibile leggere il licenziamento dell'attorney general Jeff Sessions come qualcosa di diverso da un altro spudorato tentativo di Donald Trump di minare e mettere fine all'inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller": lo twitta la leader dem alla Camera Nancy Pelosi, invitando Matthew Whitaker, che ha assunto l'interim, a ricusarsi "per le sue precedenti minacce di minare e indebolire l'indagine". La Pelosi invita anche il Congresso ad intervenire per proteggere l'inchiesta.

 

La Pelosi inoltre ritiene che, "sullo sfondo delle notizie che Trump potrebbe licenziare Rod Rosenstein, lo speaker della Camera Paul Ryan debba consentire un voto su una legge che protegga la capacità di Mueller di seguire i fatti".

 

 

LA CAMERA AI DEMOCRATICI VIA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera

 

«È una grande vittoria, anzi per essere onesto, una vittoria quasi completa». Donald Trump legge il voto del midterm in una lunga conferenza stampa in cui, però, nasconde la notizia di giornata: le dimissioni del ministro della Giustizia, Jeff Sessions. Dopo averlo accusato e anche insultato per averlo lasciato solo nell' inchiesta sul Russiagate, Trump ha chiesto e ottenuto la rinuncia di Sessions.

 

donald trump jeff sessions

Il presidente potrà ora scegliere un sostituto con meno problemi di ratifica al Senato, dove il partito repubblicano potrebbe aumentare la maggioranza di 3-4 seggi, arrivando a occuparne 54 su 100. I conservatori, invece, hanno perso malamente la Camera dei deputati. Qui i democratici potrebbero superare di slancio la soglia della maggioranza di 218, salendo fino a 235 parlamentari.

 

Trump, in versione pragmatica, ne prende atto, accogliendo la proposta della leader democratica Nancy Pelosi: collaboriamo nell' interesse del Paese. Con un avvertimento: se le Commissioni di inchiesta della Camera indagheranno, per esempio, sulla dichiarazione fiscale del presidente, non ci saranno accordi.

 

ROD ROSENSTEIN

In realtà questo esito politico discende direttamente dall' analisi del voto. Il «nazionalista» Trump è stato bocciato dallo stesso popolo che aveva invocato e che si è mobilitato in modo massiccio. Il 6 novembre 114 milioni di cittadini si sono presentati alle urne, contro i 138 milioni del 2016.

 

Alla Camera i democratici hanno vinto con un margine del 4%. Anche al Senato il segnale del voto popolare è limpido: 45,8 milioni di preferenze per i democratici (56,9%) e 33,3 milioni per i repubblicani (41,5%).

 

La mappa del midterm segnala cambiamenti importanti. I democratici ritornano in forze negli «Stati della rabbia»: Pennsylvania soprattutto, poi Michigan e Wisconsin, conquistati a sorpresa da Trump nel 2016. Ma cominciano a radicarsi in modo convincente anche in pieno territorio repubblicano, nel Sud, nel West. L' esempio più vistoso è il Texas.

 

ROBERT MUELLER

Qui il personaggio copertina del midterm, Beto O' Rourke, non è riuscito, per un punto percentuale, a battere il repubblicano Ted Cruz, ma i progressisti prevalgono in 13 distretti su 36. In particolare dominano nella fascia sul confine: da El Paso, la città di O' Rourke, fino a Laredo. Proprio dove la Casa Bianca ha inviato circa 5 mila soldati per fronteggiare la carovana dei migranti.

 

Il Paese ha accentuato le sue divisioni demografiche e geopolitiche. Le zone rurali e dell' America profonda ai repubblicani, le aree metropolitane ai democratici. L' esperienza, però, dimostra che gli equilibri sono molto fluidi.

 

beto o'rourke e la moglie amy sanders

Da qui al 2020 Trump può recuperare negli Stati industriali del Nord. Nello stesso tempo, non può dare per scontato l' appoggio della Florida dove Rick Scott e Ron De Santis hanno superato di strettissima misura i rivali in gara per il Senato e per il posto da governatore. Persino in Georgia si è mosso qualcosa, come dimostra il buon esito della democratica Stacey Abrams, sconfitta per circa due punti.

 

La grande partecipazione delle donne e il movimento «MeToo» hanno contribuito a spostare i rapporti di forza. Con un limite evidente, tuttavia, su cui la leadership democratica dovrà riflettere. Le senatrici moderate Claire McCaskill in Missouri e Heidi Heitkamp, in North Dakota, sono state travolte. È possibile che abbiano davvero pagato il «no» alla nomina alla Corte Suprema del giudice Brett Kavanaugh, accusato di abusi sessuali. Il movimento «MeToo» si è dissolto nelle grandi praterie oltre il Mississippi.

DONALD TRUMP NANCY PELOSI

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