roberto fico

FUOCO NEMICO SU FICO - SGARBI: ''NULLA È PIÙ PERICOLOSO DELL'ETICA IN POLITICA. MA CHI L'HA SCELTA COME CONDOTTA DI VITA DEVE DIMETTERSI PERCHÉ NULLA È PIÙ POLITICO DEL PRIVATO. ORA DI MAIO POTRÀ FARE DA COLF, CON CONTRATTO, A FICO'' - SPECCHIA (''LIBERO''): ''IL M5S PRESENTO' UNA MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO LA MINISTRA JOSEFA IDEM PERCHÉ NON PAGÒ L'IMU. TANTO CHE POI SI DIMISE. E SE INVECE DI FICO...''

1. DI MAI E FICOCOLF

Vittorio Sgarbi per ''il Giornale''

 

roberto fico padre pio

Vite parallele. I due dioscuri, Fico e Di Maio. Il primo, l' anima pura del movimento, da qui in avanti chiamato Ficocolf, si è fatto trovare nella impurità dei pagamenti in nero, denari non presi ma dati a una povera colf senza contributi.

 

Nulla è più pericoloso dell' etica in politica. Ma chi l' ha scelta come condotta di vita non ha alternativa: deve dimettersi perché nulla è più politico del privato. Fico presidente della Camera è uno scandalo per gli italiani, per le persone oneste e per lo stesso partito che rappresenta. Il socialista Martelli raggiunto da un avviso di garanzia si dimise da ministro. Fico è forse più innocente di Martelli?

LUIGI DI MAIO ROBERTO FICO

 

Il secondo dioscuro, Di Maio, così sconfinatamente ambizioso da essere pronto a vendere l' anima pur di diventare premier, si è condannato all' irrilevanza. Di qui in avanti lo chiameremo Di Mai. Così oggi possiamo nell' uno e nell' altro già vedere la inevitabile decadenza del M5s, dopo la sua vana ed effimera fiamma.

 

La sconfitta in Molise e la disfatta in Friuli vanificano ogni isterica ambizione di Di Mai e di Ficocolf di poter governare l' Italia. Gli italiani hanno capito il loro opportunismo, e li hanno sonoramente ridimensionati e bocciati. La loro prepotenza li ha, fino al prossimo inevitabile scioglimento del Parlamento, portati alla presidenza di una delle due Camere; e Di Mai potrà chiedere a Ficocolf un regolare contratto di lavoro domestico, per garantirsi il futuro. Dalle stelle alle stalle.

VITTORIO SGARBI E LUIGI DI MAIO

 

 

2. PER DIFENDERE FICO I GRILLINI DIVENTANO GARANTISTI

Francesco Specchia per ''Libero Quotidiano''

 

In dubbio pro reo. Nel dubbio sempre a favore dell' imputato, recita l' antico brocardo di Giustiniano. Pure se Giustiniano, il garantista, del Digesto (ma vuoi mettere con Davigo...), non votava 5 Stelle.

 

Epperò sulle basi sacrosante del diritto, noi, alla luce della recente inchiesta delle Iene sui due domestici -tali Imma e Roman- presunti lavoratori in nero a casa di Roberto Fico, non chiederemo la testa della terza carica dello Stato. Ma và.

 

antonino monteleone roberto fico

E nemmeno ci soffermeremo, con tigna grillesca, sull' art.22 comma 12 del Testo Unico sull' immigrazione inerente lo sfruttamento degli immigrati con permesso di soggiorno scaduto (anche perché l' ucraino Roman è latitante...); o sui «lavoretti gratis»; o sulle «duecento euro al mese di Roman sottratte dallo stipendio di settecento di Imma»; o sugli imbarazzi di Fico davanti alla stampa in merito a un possibile caso di acrobatica elusione fiscale nella casa di Napoli.

 

E non faremo il gioco politico di Matteo Renzi («La colf in nero di Fico? Grave, prima di rimettere l' art.18 pagate i contributi») contro i 5 Stelle, evocando magari l' ira di Assindatcolf, il sindacato delle domestiche che denuncia «1 milione di domestici in nero». Nè alzeremo il sopracciglio dinnanzi alla piena solidarietà a Fico dei vertici del Movimento, espressa nelle parole dei capigruppo M5S di Senato e Camera, Danilo Toninelli e Giulia Grillo: «Esprimiamo la nostra solidarietà al presidente Roberto Fico, in queste ore oggetto di strumentali attacchi politici privi di fondamento. Non abbiamo nessun dubbio sulla sua condotta e sulla sua correttezza».

josefa big

 

Nessun dubbio, neanche noi. La colf esentasse è prassi piccina, da italiano medio: scivolarci sopra sarebbe da pirla. E Fico non è un pirla.

 

L' UOMO DEL TRAM

JOSEFA IDEM

Fico è il biglietto sempre timbrato del tram, è la cancellazione del vitalizio: è il virus dell'«onestà» incistato nel corpaccione setticemico della politica italiana. Di certo la sua fedina, da questa storia, uscirà immacolata come la coscienza di un seminarista. Però. Però, diamine, pensate a parti invertite.

 

Cosa sarebbe successo se la colf e il lavorante in nero fossero spuntati per Renzi, per il Berlusca, per Salvini? Sarebbe montata l' indignazione della base; dalla piattaforma Rousseau sarebbero partiti grappoli di Pershing contro l' immoralità della casta; e sarebbero fioccate le interpellanza, le mozioni, le interrogazioni. Per esempio, il 19 giugno 2013, Libero denunciò in prima pagina il caso del ministro dello Sport Josefa Idem la quale aveva eluso il pagamento dell' Imu per la sua palestra di Ravenna; e subito il consigliere comunale M5S Pietro Vandini produsse una feroce mozione contro l' ex olimpionica «campionessa di trasparenza».

JOSEFA IDEM DIMISSION IMPOSSIBLE

 

E, in Senato, il bravo capogruppo pentastellato Nicola Morra presentò una dura interrogazione alla Idem per «spiegare in Aula le motivazioni di quello che, ci auguriamo, sia solo uno spiacevole equivoco». Ma equivoco non era. E allora il Movimento armò 53 dei suoi -con Lega e Sel- per procedere ad una mozione di sfiducia individuale per il ministro. L' avrebbero - giustamente - triturata, la Idem, se l' allora premier Enrico Letta con tempestività non l' avesse tosto spinta alle dimissioni. Fu una grande vittoria dell' onestà grillina.

 

MACCHINA DA GUERRA

Francesco Specchia

E non fu, naturalmente, l' unico caso in cui l' oliatissima macchina da guerra del Movimento si mosse al solo zefiro d' un sospetto di cattiva condotta dei politici (di solito quasi sempre avversari). Ancora proposito di fisco: il 22 luglio 2013 il deputato M5S Carla Ruocco si rivolse al Ministro dell' Economia per chiedere quali azioni stesse compiendo «per individuare i nuovi canali di riciclaggio di denaro in materia di money transfer».

 

Il 21 marzo 2014 la «cittadina portavoce al Senato» Serenella Fucksia presentò un' interrogazione al Presidente del Consiglio e ai Ministri per gli affari regionali, per le autonomie e per lo sport, «ponendo l' attenzione sull' allarmante fenomeno delle associazioni sportive dilettantistiche che, operando in concreto attività lucrative, godono, non avendone diritto, delle agevolazioni tributarie previste per legge».

 

 

Il 21 dicembre 2017, altra interrogazione per il parlamentare Paolo Nicolò Romano: per chiedere «se il governo intende assumere iniziative volte a verificare la piena conformità alla normativa fiscale della cospicua operazione finanziaria concernente la cessione della proprietà del Milan».

 

BEPPE GRILLO ROBERTO FICO

E così via, in un turbine inarrestabile di moralità. Roba condivisibilissma, peraltro. Il M5S, il 22 aprile 2014, arrivò a chiedere di introdurre «la sfiducia per il presidente e i vice della Camera», contro la presidenta Boldrini in occasione della «ghigliottina» usata per il voto sul decreto Imu-Bankitalia. Ma nonostante l' hashtag #sfiduciamolaboldrini, la legge arginò la rabbia montata sul giusto assioma -grillino e non- che gli eletti debbano essere moralmente superiori agli elettori. Fico compreso, naturalmente...

 

Ultimi Dagoreport

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…