renzi marino

MA SÌ, DIAMOGLI PURE UNA POLTRONA – “IGNARO” MARINO VUOLE UN RICONOSCIMENTO DAL PREMIER PER “IL BUON LAVORO FATTO” – ALTRIMENTI? ALTRIMENTI PRESENTA UNA LISTA ANTI-PD. ANZI, PEGGIO, SI CANDIDA DIRETTAMENTE ALLE PRIMARIE

Fabio Martini per “la Stampa

 

IGNAZIO MARINO ALLA PRIMA DI SUBURRAIGNAZIO MARINO ALLA PRIMA DI SUBURRA

L'uomo più discusso d' Italia è tornato di buon umore. Nel suo studio del Campidoglio da due giorni Ignazio Marino si aggira di nuovo sorridente, racconta aneddoti, è come se si fosse liberato da un peso.

 

Dopo essere stato "sfiduciato" da Matteo Renzi in persona e dopo essere stato oggetto di una «caccia» dei mass-media, che un intellettuale come Claudio Magris ha definito «una canea coatta e gregaria», da 48 ore Ignazio Marino si è rimesso in piedi: ricevuto dalla Procura di Roma ha potuto chiarire, a suo dire, che non c' è un solo pranzo consumato "a sbafo", come si dice a Roma.

 

E dunque, alleggerito da un peso che rischiava di offuscarne l' immagine, il sindaco dimissionario ha potuto riordinare le idee. E organizzare una "exit strategy", che prevede uno scenario principale e una subordinata, più dirompente di quelle sinora immaginate.

claudio magris claudio magris


«Credo sia giusto - ripete in queste ore Marino - che il Pd, tutto il Pd si decida a riconoscere il duro lavoro fatto in questi anni e i risultati in alcuni casi straordinari raggiunti da questa amministrazione».

 

E se questo riconoscimento tardasse ad arrivare? Il sindaco dimissionario in prima istanza esclude una rappresaglia come la Lista anti-Pd: «Io sono una persona responsabile, so cosa significa governare una città come Roma, che non ha bisogno di ulteriori rotture» nel campo democratico.

ignazio marino su chi  14ignazio marino su chi 14

 

Ma certo, se Renzi e il Pd continuassero a considerarlo un incidente della storia, a quel punto Marino, che ha un debito di riconoscenza per i tanti che lo appoggiano, non esclude l'ipotesi politicamente più "corretta", ma anche la più insidiosa per il partito democratico: quella di candidarsi alle Primarie per sindaco.


Uno scenario da brivido per un partito, il Pd romano, ferito dalla sequenza Mafia Capitale-Marino.


Anche perchè il peggio forse non è ancora venuto. Il dibattimento del processo di Mafia Capitale, si parte il 5 novembre, è destinato ad offrire colpi di scena: i magistrati si riservano di integrare quel che le parti già conoscono con nuove testimonianze. Si vocifera a piazzale Clodio della testimonianza-fiume di uno degli imputati "eccellenti", un ex funzionario del Campidoglio, destinata ad appesantire il quadro per il Pd.


Col rischio di trasformare il processo in una sorta di una lunga campagna elettorale nella quale il Partito democratico sembra avere tutto da perdere. Togliendo in anticipo ogni velleità ai candidati-sindaco, compreso l'ultimo: in queste ore si sussurra di un interessamento, chissà se vero, da parte di Dario Franceschini.

IGNAZIO MARINO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO     IGNAZIO MARINO PAPA FRANCESCO BERGOGLIO


In questo scenario - ben sapendo che lo scioglimento del Consiglio comunale si presenta problematico per i suoi nemici - Marino è pronto a discutere direttamente con Renzi, confidando in un "ravvedimento operoso" da parte del Pd.

 

La sua idea è questa: il governo, assieme ad un giudizio più nitido sui meriti della sua amministrazione, prenda atto e dichiari chiaramente che una capitale ingolfata come Roma ha bisogno di cure straordinarie, inaccessibili ad una ordinaria amministrazione comunale e dunque si impegni in un intervento «diretto» dello Stato in alcuni settori nevralgici, come trasporti urbani e pulizia urbana.

IGNAZIO MARINO PRIMA DELLA TINTAIGNAZIO MARINO PRIMA DELLA TINTA

 

Soltanto così - pensa Marino - si restituisce l' onore perduto al sindaco "marziano" e si ridà un futuro a Roma.

 

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