giuseppe conte roberto speranza

SI METTA A VERBALE CHE CONTE HA FATTO UN CASINO – LE OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO DEL GOVERNO PER PER AVER IGNORATO L'ALLARME SU ALZANO E NEMBRO E POI PER AVER DECISO DI CHIUDERE TUTTO – TAJANI: “STOP AI PIENI POTERI DEL PREMIER, TROPPI DANNI”. SALVINI: “ATTEGGIAMENTO CRIMINALE. SE È VERA LA STORIA DEI VERBALI DEL CTS AL GOVERNO DOVREBBERO ESSERE ARRESTATI” – DALLE EOLIE PARTE IL COMITATO CHE VUOLE CHIEDERE UN RISARCIMENTO PER LE CHIUSURE

1. «BASTA BUGIE IL PREMIER CHIARISCA» PALAZZO CHIGI: UNA SCELTA POLITICA

 

Marco Conti per ''Il Messaggero''

giuseppe conte roberto speranza

«I verbali svelano la confusione e i danni che ha fatto il governo Conte non solo in Val Seriana, ma anche nelle regioni del Mezzogiorno con le fughe dal Nord di quei giorni. Basta quindi con i pieni poteri che il presidente del Consiglio si attribuisce scavalcando il Parlamento». Antonio Tajani, numero due di Forza Italia, ci va giù duro e attacca il governo per aver imposto il lockdown «in ritardo» in alcune zone e del Paese e poi per aver deciso di chiudere tutto.

antonio tajani foto di bacco (2)

 

IL FUTURO All' affondo dell' ex commissario europeo si unisce a modo suo Matteo Salvini: «Un atteggiamento criminale. Se è vera la storia dei verbali del Cts al governo dovrebbero essere arrestati». Il leader della Lega ci va giù duro e attacca la decisione del premier di imporre il lockdown in tutta Italia per l' emergenza coronavirus accusandolo di aver detto «bugie».

 

Ma non è solo la mancata chiusura differenziata del Paese, come suggerita del Comitato tecnico scientifico (Cts) a far insorgere l' opposizione. L' attacco punta diritto ai pieni poteri che lo stato d' emergenza attribuisce al premier sino ad ottobre.

giuseppe conte in aula

 

«Nessuna delega in bianco può essere concessa per il futuro prossimo venturo», sostiene l' azzurro Giorgio Mulè, perché «il governo ha il dovere della verità per spiegare che cosa è avvenuto nel recente passato».

 

matteo salvini alla festa della lega di cervia 2020 4

«Serve che il presidente del Consiglio ci dica il come e perché ha chiuso l' Italia intera, attribuendosi poteri da satrapo, nonostante le diverse indicazioni degli esperti», incalza il deputato e responsabile Giustizia e Affari costituzionali di Forza Italia Francesco Paolo Sisto. In linea l' affondo di Maurizio Gasparri secondo il quale il governo Conte «ha agito in maniera irresponsabile e illegale creando gravi danni al Paese. Mi attendo - sostiene Gasparri - che la magistratura intervenga chiedendo di giudicare Conte e l' intero governo».

 

La maggioranza fa però quadrato intorno al premier e alle scelte fatte dal governo nei giorni di massima emergenza «che hanno permesso al Paese di fare meglio di tanti altre democrazie».

 

GIUSSEPPE CONTE COME ANDREOTTI BY EDOARDO BARALDI

«Non c' è nessun segreto, nessuna cosa riservata, il presidente del Consiglio ha fatto tutto alla luce del sole, per alcuni fin troppo, ha sempre spiegato tutto e ha fatto bene», sostiene il ministro Francesco Boccia. «Salvini a marzo diceva che occorreva chiudere tutto» ricorda il sottosegretario grillino Manlio Di Stefano che sottolinea le numerose giravolte del leader leghista.

 

«Parlare dopo è molto più facile che fare durante», sostiene il presidente dell' Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che non ricorda le richieste dei suoi colleghi - anche di centrodestra - che in quelle settimane chiedevano misure ancora più drastiche. «Chiudere» l' Italia, ha invece rivendicato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, fu una «scelta coraggiosa che ha fatto risparmiare 600 mila vite».

ospedale pesenti fenaroli alzano lombardo

 

Ma sul rapporto tra le decisioni prese e i consigli del Cts Conte si mostra convinto delle scelte fatte anche perché ha più volte sottolineato che «spetta alla politica e al governo assumere decisioni». Lo ribadisce a tarda sera, al termine di un lungo consiglio dei ministri: «Il governo si è assunto sempre la responsabilità politica delle proprie decisioni nel segno della discrezionalità politica e non delegando mai ad altri la responsabilità di queste decisioni».

conte speranza

 

Poi aggiunge: «Man mano che vengono pubblicati i verbali del Cts ci sarà il giochino per dire su quale misura il governo è stato più o meno restrittivo.

Le nostre sono state sempre valutazioni complesse».

 

E così, mentre la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa plaude alla decisione di Capri di far adottare l' app Immuni ai turisti, a palazzo Chigi si ricostruiscono le decisione di quei giorni cominciando dal 3 marzo quando il Cts consigliò la chiusura della Val Seriana.

verbale del comitato tecnico scientifico sulla zona rossa ad alzano e nembro

 

I RAPPORTI «Ho chiarito tutti i passaggi nei minimi dettagli» spiegò il premier il 12 giugno subito dopo l' audizione con i magistrati nella quale sostenne che non dichiarare i due comuni zona rossa e decidere di chiudere l' intera Lombardia due giorni dopo fu una scelta politica.

 

Anche se Conte sostenne di non aver mai visto il verbale del Cts del 3 marzo, non ha mai negato di essere a conoscenza del problema, tanto da chiedere un approfondimento il 4 marzo. Nelle tre ore con la pm Maria Cristina Rota, Conte spiegò anche i rapporti tra Roma e l' amministrazione regionale lombarda che in quei giorni resisteva ad ipotesi di chiusure parziali.

giuseppe conte 1

 

«Quello dei pieni poteri ora vuole arrestare il governo», sostiene Simona Malpezzi, senatrice del Pd. Una difesa dell' azione dell' esecutivo che non affronta però il rapporto tra gli organismi tecnici e le decisioni politiche soprattutto quando a palazzo Chigi risiedono i pieni poteri derivanti dallo stato d' emergenza.

 

2. IRA DI ALBERGATORI E COMMERCIANTI: «ORA DEVONO RIPAGARCI DEL DANNO»

 

Roberta Amoruso e Valentina Errante per "Il Messaggero"

isole eolie

Il primo comitato è nato in pieno lockdown, si chiama Eolie 20-30, e ha già valutato l' ipotesi di chiedere un risarcimento dei danni allo Stato. Sono albergatori e ristoratori delle isole Eolie, meta turistica gettonatissima che ha accusato il colpo sin dalla primavera quando, per alberghi e ristoranti del Sud, di solito, ma non quest' anno, inizia la stagione calda. E non sono gli unici.

 

L' attenzione delle associazioni di categoria, è in queste ore tutta concentrata sui provvedimenti in rampa di lancio, tra il decreto agosto e la conversione del decreto semplificazioni, ma i nodi restano, perché gli imprenditori del meridione, costretti alla serrata forzata di oltre tre mesi, sanno già che i provvedimenti varati dal governo «Rischiano di essere un' altra occasione persa», come spiegano gli artigiani e i titolari di piccole imprese.

giuseppe conte luigi di maio

 

Dai ristoranti ai bar, dagli alberghi fino ai commercianti al dettaglio si contano già troppe chiusure definitive. Un bilancio che pesa ancora di più dopo la desecretazione dei verbali del Comitato tecnico scientifico, che conferma quello che già era evidente a tutti, ossia che il basso numero di contagi al Sud rendeva tutt' altro che necessario un lockdown totale.

 

IL PUNTO DI PARTENZA Il Comitato è nato quasi spontaneamente, quando la dichiarazione dello stato di emergenza per decreto ha fatto presagire ad albergatori e ristoratori delle isole più visitate d' Italia che le cose sarebbero cambiate per sempre.

alzano lombardo

Il nome Eolie 20-30 non è casuale. Punta, spiega Fabrizio Famularo, uno dei portavoce, a una programmazione decennale.

 

«Non si può vivere di promesse», commenta. Quando sembrava che non si potesse partire avevano chiesto al governo un fondo emergenziale per le imprese e il passaporto sanitario per gli accessi alle isole minori. Adesso la stagione, in qualche modo, è stata avviata, ma le presenze sono ridotte e la valutazione di una class action contro lo Stato rimane sul tavolo, perché i fondi non ci sono.

 

Le porte sono aperte a tutti gli imprenditori che vogliano aderire all' iniziativa: «Abbiamo perso troppi soldi, ci devono risarcire». La pausa estiva è obbligata, «A settembre ne riparleremo - spiega Famularo - Adesso, qui alle Eolie, ristoratori e albergatori come me, sono tutti impegnati nel recuperare il tempo perduto e far fronte a una crisi assassina. Ma - aggiunge - ho letto ieri che, secondo gli esperti, in alcune regioni come la Sicilia, il lockdown si poteva evitare.

giuseppe conte e angela merkel a meseberg by osho

 

Quello che è successo è inspiegabile. Soprattutto a fronte delle conseguenze disastrose. Appena avremo il tempo di discuterne affronteremo la questione da questa nuova prospettiva». In particolare le associazioni degli albergatori aspettano di sedersi al tavolo con il governo per accedere ai fondi promessi al turismo.

 

L' allarme arriva soprattutto dalle piccole imprese. «Una larga parte dei fondi europei andrà ai grandi gruppi e alle multinazionali, mentre alle piccole attività rimarranno solo le briciole» spiega la Comitas, il coordinamento micro-piccole-medie imprese per la tutela e l' assistenza, «è indispensabile introdurre criteri equi e trasparenti nella ripartizione degli aiuti europei». In caso contrario un terzo delle piccole imprese italiane andrà verso il fallimento o alla chiusura entro il 2021, avverte la Comitas. «Ecco perché non c' è più tempo da perdere».

protesta dei commercianti in piazza san pietro 7

 

IL QUADRO Come già calcolato dal Messaggero, si potevano risparmiare 100 miliardi di Pil, bruciato nel centro-Sud, con un lockdown differenziato. Mentre i posti di lavoro perduti li conteremo solo quando si chiuderà il rubinetto della cig, tra autunno e fine anno, a quanto pare.

 

GIUSEPPE CONTE OLIVIA PALADINO

Dunque, la principale preoccupazione è per lo tsunami che deve ancora venire, per quei provvedimenti che possono salvare almeno le imprese che soffrono, ma che non hanno ancora chiuso la saracinesca per sempre. Così, anche nelle ore in cui si guarda ai decreti che possono salvare il futuro, la rabbia spinge a pensare al risarcimento danni da chiedere allo Stato. Un indennizzo è stato chiesto sin dall' inizio da chi ha chiuso per decreto.

 

Ma di fronte alle risorse ridotte distribuite a fondo perduto, ora le imprese sono pronte a chiedere un indennizzo doppio. In molte regioni il virus ha fatto soltanto una comparsa. E sono proprio questi i territori che pagheranno il prezzo più alto. Il blocco improvviso, inatteso, ha colto impreparate le molte imprese meridionali che non avevano ancora recuperato dall' ultima crisi.

protesta dei commercianti in piazza san pietro 10

 

I NUMERI Il Mezzogiorno aveva ancora 15 punti percentuali di Pil da recuperare rispetto al 2007 (il Centro-Nord circa 7). E farà ancora più fatica a ripartire rispetto al resto del Paese.

 

D' altra parte, anche le risorse del Recovery Fund rischiano di arrivare fuori tempo massimo per alcune aziende. Quattro micro imprese su 10, che in termini assoluti equivalgono a poco meno di 1,7 milioni di attività, rischiano la chiusura a causa della crisi economica provocata da un' emergenza sanitaria che al Sud non c' era.

ospedale pesenti fenaroli alzano lombardo 1conte di maioprotesta dei commercianti in piazza san pietro 3

 

roma dall'alto durante il lockdown foto mezzelani gmt 14protesta dei commercianti in piazza san pietro. flash mob dei commercianti di roma 4flash mob dei commercianti di roma 5ospedale pesenti fenaroli di alzano lombardoalzano lombardoprotesta dei commercianti in piazza san pietro 11

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