LA LEGA SI “SLEGA”? – CON I SONDAGGI CHE DANNO VANNACCI APPAIATO AL CARROCCIO, SI STRINGE L’ASSEDIO INTORNO A SALVINI: A MILANO SCOPPIA LA PROTESTA CONTRO IL LEADER LEGHISTA DA PARTE DEL FRONTE DEL NORD CON LA RICHIESTA DI “ZAIA SEGRETARIO” – IL GOVERNATORE LOMBARDO ATTILIO FONTANA, CHE CRITICA SALVINI PER AVER CONSENTITO L’ASCESA DI VANNACCI, RINCARA LA DOSE: “SERVE UNA STERZATA, NON SI DEVE TIRARE A CAMPARE, LA LEGA TORNI A FARE LA LEGA”. MA POI FUGA L'IPOTESI DI UNA SCISSIONE: “NESSUNO HA INTENZIONE DI FARE UN NUOVO PARTITO O DI STACCARSI” - L’IPOTESI DI UNA MACROREGIONE DEL NORD AFFIDATA A ZAIA - SLITTA IL CONSIGLIO FEDERALE – LA BATTAGLIA, APPESA A UN FILO, PER IL RITORNO DI SALVINI AL VIMINALE...
1 - SALVINI ASSEDIO LOMBARDO
Francesca Del Vecchio per “la Stampa” - Estratti
Chissà cos'ha pensato Matteo Salvini quando ha visto rimbalzare sui social la foto dello striscione comparso davanti all'Arena Civica della sua Milano con la scritta «Grazie Matteo, ma ora Zaia segretario». Fosse accaduto in una fase diversa per la Lega non avrebbe avuto lo stesso peso.
Oggi, è l'ultimo anello di una catena di malumori e fratture che dal Nord, specie dalla Lombardia, partono all'indirizzo del vicepremier. Lo si intuisce dalle parole del presidente Attilio Fontana che invoca una Lega «che torni a fare la Lega».
Lui fuga l'ipotesi di una scissione assicurando che «nessuno ha intenzione di fare un nuovo partito o di staccarsi» ma non vuole sentir parlare di "tirare a campare": «Abbiamo intenzione di dare una sferzata alle politiche per i territori più produttivi del nostro Paese messe da parte dalla Lega». Da quella Lega diventata ormai centralista e - come lamentano i militanti - sempre meno «sindacato del territorio».
attilio fontana sergio mattarella beppe sala 1 foto lapresse
Come questo cambiamento invocato da Fontana, Luca Zaia e gli altri governatori del Nord sarà concretamente messo in atto è difficile a dirsi. Ogni giorno nasce e muore una nuova ipotesi di accordo: Zaia vicesegretario, Zaia che prende la delega al Nord.
Un nuovo statuto. La verità è che se non verrà convocato il nuovo Consiglio federale, lo stallo resterà. «Salvini ha detto che ci dovrà presentare un documento con il quale intende riorganizzare il nostro movimento», dice ancora il governatore lombardo.
MATTEO SALVINI - LUCA ZAIA - FOTO LAPRESSE
Probabilmente una risposta alla proposta di una lega federale. L'ipotesi più accreditata è quella di una macroregione del Nord affidata a Zaia. Ma Fontana non chiude nessuna porta: «Le formalità possono essere tante». Anche perché, la data del federale è ancora da definire: era previsto per domani ma, in mancanza di un'intesa, si è preferito far slittare. Impegni inderogabili dei governatori e del ministro, recitano le formule di rito. I bene informati giurano che nulla avverrà prima della prossima settimana. Quanto al contenuto della riunione, non si tratterebbe di un vero e proprio documento da presentare, piuttosto un piano «ben chiaro» del leader per riorganizzare i territori.
Comunque, l'impressione tra i dirigenti è che sia iniziato un assedio al segretario. Nessuno parla di successione ma più d'uno, intorno a lui e nel partito - prepara gli scatoloni. Non solo metaforicamente.
(…) C'è anche qualcun altro che, a Milano, sta ragionando su una nuova architettura del partito. Guido Guidesi, assessore lombardo allo Sviluppo Economico e tra i dirigenti più ascoltati nella nuova generazione leghista, chiede che siano valorizzati «i tanti amministratori capaci» a partire da «Massimiliano Fedriga e Alberto Stefani. La loro immagine e la loro età anagrafica ci consentono di guardare al futuro». È evidente che il messaggio implicito sia: largo a una nuova giovane classe dirigente.
Quanto a Salvini, vuole dimostrare di essere ancora lui l'interlocutore del mondo produttivo. Motivo per cui, nonostante i tempi difficili, ieri sera ha partecipato alla cena organizzata dalla Lega alle Officine del Volo di via Mecenate a Milano con imprenditori, amministratori delegati e manager (come l'ad di Autostrade Arrigo Giana e il presidente del gruppo Fnm Andrea Gibelli, ma anche Simone Crolla, consigliere delegato della American Chamber of Commerce in Italy) «per illustrare i programmi».
Al tavolo con lui il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il collega all'Istruzione Giuseppe Valditara oltre a una lunga lista di dirigenti leghisti tra cui l'economista Claudio Borghi, il vice al Mit Edoardo Rixi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, il governatore Fontana, il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari. Una cena esclusiva, anche per le quote richieste per la partecipazione, dai 2500 euro in su, programmata da tempo. Qualcuno maligna: «Devono tirar su soldi».
Ma la presenza di Giorgetti, storico riferimento dell'ala lombarda, viene interpretata come il tentativo di arginare il malessere prima che contagi irrimediabilmente "i pezzi grossi".
2 - LE TENSIONI DENTRO LA LEGA FONTANA: UN NUOVO PARTITO? NO, MA SERVE UNA STERZATA
Cesare Zapperi per il “Corriere della Sera” - Estratti
Lega e Futuro nazionale pari sono. Il sondaggio sull’orientamento di voto degli italiani rilevato dalla Swg per il Tg La7 ieri sera ha decretato un pareggio sul 5,3% che non può non definirsi sorprendente, quanto meno nei tempi in cui è maturato.
(...)
Il pareggio con i vannacciani arriva in un momento di particolare difficoltà per il Carroccio, alla ricerca di un rilancio tra spinte al rinnovamento e difesa di una linea politica approvata e sostenuta a lungo anche da chi ora la contesta.
Ancor prima che venga reso noto il risultato di FnV nel sondaggio, il presidente della Lombardia Attilio Fontana mette il dito nella piaga ricordando come è nata l’avventura politica di Vannacci: «È stato un errore non rendersi conto del pericolo che rappresentava anche per il nostro movimento. Io non credo che la presenza del generale Vannacci e dei suoi valori siano compatibili con i nostri valori».
LUCA ZAIA - ALBERTO STEFANI - MATTEO SALVINI
Fatta la critica, resta lo stallo in cui è immersa la Lega da alcune settimane. Come era ormai chiaro, domani non ci sarà il Consiglio federale in cui Salvini avrebbe dovuto annunciare le sue determinazioni alla luce delle richieste che erano state avanzate dall’ala nordista del partito.
La motivazione ufficiale parla di impegni di alcuni dei protagonisti (Luca Zaia e Massimiliano Fedriga), ma in realtà non c’è ancora nulla di deciso perché il leader è sì disponibile a nominare l’ex governatore veneto suo vicesegretario unico ma non con i poteri e con la agibilità economica richiesta.
E quindi, tutto rimane fermo alla casella di partenza.
O meglio, qualcosa eppur si muove nel senso che Salvini ha intenzione di creare a breve un organismo composto da poche figure con il compito di riannodare i rapporti un po’ sfilacciati con i territori. Un segnale di attenzione ritenuto insufficiente dai critici del leader, anche se è ancora Fontana a smentire le voci più maliziose: «Nessuno di noi ha intenzione né di fare un nuovo partito né di staccarsi dalla Lega — ha spiegato il governatore a Star su SkyTg24 —. Abbiamo intenzione di dare una sterzata alle politiche che noi riteniamo essere state messe da parte dalla Lega».
(…)
Senza trascurare la battaglia, appesa ad un filo, per il ritorno al Viminale. Con lo slogan «Salvini agli Interni senza paura», infatti, la Lega scenderà in piazza in tutte le province emiliane il prossimo weekend. Con Vannacci alle calcagna, nulla va lasciato intentato.
MATTEO SALVINI LUCA ZAIA
attilio fontana umberto bossi foto lapresse
Matteo Salvini e Luca Zaia




