pedro sanchez

DI MALE IN PEDRO – OGGI SI VOTA IN SPAGNA E SECONDO TUTTI I SONDAGGI VINCERANNO I SOCIALISTI DI SANCHEZ. IL PREMIER USCENTE VORREBBE COSTRUIRE UNA’ALLEANZA DI CENTROSINISTRA CON I POPULISTI (EX?) DI PODEMOS – MA È MOLTO DIFFICILE CHE CI RIUSCIRÀ. LA QUESTIONE CATALANA È IL VERO ELEFANTE NELLA STANZA, INSIEME ALL’ESTREMA DESTRA DI VOX, DATA (DI MOLTO) IN CRESCITA

Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”

 

pedro sanchez al mare

Nessuno crede nei sondaggi che passano in tv. Dal cameriere alla tassista, dal runner al papà che rincorre i pargoli, ciascuno ha il suo osservatorio personale. Merito (o colpa) dei social e dei gruppi Whatsapp. Li apri e ti spalancano un mondo su misura, cucito per te da amici e algoritmi che rimbalzano barzellette e video sul tuo schermo, ma non su quello del vicino di metropolitana. Quello in cui credi è tutto lì e solo lì.

pedro sanchez

 

Il voto di oggi in Spagna secondo gli istituti di ricerca vedrà primi i socialisti, poi, in ordine, Popolari, Ciudadanos, Podemos e Vox. Abbastanza per permettere al leader socialista Pedro Sánchez di costruire un' alleanza di centrosinistra e garantire così una continuità di governo che è negli auspici di Economist e Financial Times . Per i circoli imprenditoriali è meglio qualche tassa in più, un po' di spesa sociale in più che un salto indietro nel tempo.

 

IL RE FELIPE E PEDRO SANCHEZ

Perché se Sánchez non avrà abbastanza seggi per una maggioranza tutto sommato moderata, nel governo spagnolo irromperebbe l' estrema destra di Vox.  Basta leggere il primo punto del programma targato Vox per capire il perché di tanta paura: «Difendere la Nazione Spagnola fino alle sue ultime conseguenze». Tradotto: mano di ferro con gli indipendentisti catalani, arresti e quindi rivolte di piazza e quindi leggi liberticide e Stato di polizia. Uno scenario da Anni Venti del secolo scorso.

santiago abascal vox

 

L' incubo illiberale che arriva al governo della quarta economia dell' area euro, la paura di ripercorrere le strade verso il nazi-fascismo. L' antidoto si chiama Pedro Sánchez . È un quasi cinquantenne che in tv sembra un attore tanto è bello e, ieri, dopo una sfrenata campagna elettorale, ha mescolato insalata e passeggiato nei parchi a beneficio dell' account Twitter del partito. Fa tutto quanto mediaticamente deve fare, insomma.

 

pedro sanchez pablo iglesias

Solo che la rivolta catalana ha spaventato l' intera Spagna, e il balsamo offerto da Sánchez non convince tutti, anzi divide. Il regno è spaccato: dialoganti contro unionisti. Il governo potrebbe dipendere da pochi deputati. A voler ragionare assieme a Sánchez c' è l' ex movimento antisistema di Podemos guidato da Pablo Iglesias. Sánchez pensa di poter reinserire nella vita politica i leader catalani che verranno condannati. Vuole farlo con un indulto. Iglesias va oltre e ipotizza referendum regionali e/o nazionali sull' indipendenza di Barcellona. Entrambi vogliono comunque cercare compromessi. Gli «unionisti» no.

santiago abascal vox

 

Sono tre e nessuno contempla la possibilità di dar voce alle istanze di 2 milioni di catalani su 5. Il Partido Popular si è pentito della gestione morbida della rivolta da parte dell' ex leader Mariano Rajoy. Dopo gli arresti degli indipendentisti, Rajoy ha permesso nuove elezioni: e ora a Barcellona c' è un altro governo regionale ugualmente ribelle. È stata colpa di Rajoy, pensano nel Pp, se da che avevamo la maggioranza assoluta ci troviamo a lottare attorno al 15%. Così il Pp ha pensionato Rajoy per sostituirlo con un trentenne un po' rigido, Pablo Casado, ma non è bastato. I sondaggi lo penalizzano.

 

ANGELA MERKEL E MARITO IN SPAGNA CON PEDRO SANCHEZ E MOGLIE

Gli altri due «unionisti» sono Ciudadanos di Albert Rivera e Vox di Santiago Abascal. Il primo è da sempre anti-secessionista, ma è un liberale: vuole un piano decennale per riconquistare i cuori e le menti degli indipendentisti. Convincerli o comprarli, poco importa, quel che conta è che restino spagnoli. Abascal (Vox) non ci pensa nemmeno: la Spagna è una, indivisibile, monarchica e cattolica. Come nei secoli d' oro dell' impero. Chi non ci sta è un nemico.

albert rivera leader ciudadanos

 

«Dialoganti» e «unionisti» appaiono come una storpiatura del vecchio schema sinistra-destra che ha insanguinato la Spagna con la Guerra Civile. La linea di faglia passa grosso modo dov' era nel 1936: le città principali coi rossi, l' interno coi neri.

 

pedro sanchez al mare

All' affaire Barcellona si sommano le altre questioni che saranno protagoniste anche nel voto europeo di maggio in tutto il continente: la crisi della classe media, la rabbia verso le élite, la precarietà, la migrazione. Vista da lontano l' affermazione in Spagna di Vox (il 12% è un successo, il 16% un trionfo) sembrerà il primo atto dell' avanzata nazional-populista nel resto del continente, ma non è necessariamente così. Per fortuna, di Barcellona ce n' è una sola e di Spagna terrorizzata di perderla, pure.

PUIDGEMONTALBERT RIVERA 1

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