ada colau

TRA UN PO' TORNEREMO ALLA CLAVA - LA SINDACA DI BARCELLONA, ADA COLAU, CHIEDE LO STOP AI VOLI VERSO MADRID: CI SI DOVRA’ SPOSTARE SOLO IN TRENO - LA PROPOSTA DOVREBBE SERVIRE A RIDURRE LE EMISSIONI CONTAMINANTI - IN SPAGNA IL COLLEGAMENTO FERROVIARIO AD ALTA VELOCITÀ HA RIDOTTO A ZERO LA PRODUZIONE DI CO2 - IMMEDIATA LEVATA DI SCUDI NEL MONDO IMPRENDITORIALE: “RISCHIAMO DANNI AL TURISMO”

Alessandro Oppes per “la Repubblica”

 

ada colau

Basta con l' aereo, molto meglio il treno che non inquina. La decisione finale non spetta a lei, ma la sindaca di Barcellona, Ada Colau, ci prova comunque. Con una proposta provocatoria che ha subito scatenato un polverone di polemiche, ha chiesto ai responsabili dell' aeroporto internazionale El Prat di sopprimere il volo tra la capitale catalana e Madrid.

Quello che in Spagna tutti conoscono come "puente aereo", il ponte che collega le due principali metropoli del Paese. Non solo, l' idea è quella di eliminare anche le altre tratte aeree interne per le quali esiste l' alternativa del collegamento ferroviario.

 

ADA COLAU

Dati alla mano, il ragionamento della sindaca è più che convincente. L' aereo inquina: nello specifico, la contaminazione prodotta dal volo Barcellona-Madrid è in media di 60-80 chili di CO 2 per passeggero, mentre quella del collegamento ferroviario si limita a una media che oscilla tra i 4,9 e 7,25 kg per passeggero. Anzi, da gennaio dello scorso anno, da quando la Adif (la società pubblica che amministra la rete ferroviaria) ha contrattato elettricità esclusivamente rinnovabile, si può anche arrivare alla totale eliminazione delle emissioni contaminanti per i trasferimenti con l' Ave, il treno ad alta velocità con il quale la Spagna ha raggiunto una posizione di avanguardia nel mondo.

 

Dove esiste l' alternativa del treno, ragiona Colau, perché continuare a viaggiare in aereo? Quella della sindaca di Barcellona non è un' iniziativa estemporanea, ma rientra nella battaglia per una città ecologicamente sostenibile culminata con l' avvio, dal 1° gennaio, della Zbe (zona a basse emissioni): il Comune proibisce l' ingresso in città ai veicoli inquinanti. Le auto a benzina immatricolate prima del 2000 e quelle con motore diesel anteriori al 2005. In tutto, almeno cinquantamila vetture che non potranno entrare a Barcellona nei giorni feriali dalle 7 alle 20. In questo modo si calcola che l' inquinamento verrà ridotto del 15 per cento.

 

TRASPORTI MADRID BARCELLONA

Il problema è che dal progetto Zbe restano esclusi il porto di Barcellona (la gestione dei porti in Spagna è di competenza del governo centrale) e appunto l' aeroporto, che oltretutto si trova in un altro municipio, El Prat de Llobregat, confinante con la capitale catalana.

 

In realtà, da anni la tendenza dei viaggiatori va nella direzione auspicata da Ada Colau. Se nel 2008, data di inaugurazione della linea Ave tra Madrid e Barcellona, i viaggiatori del "puente aereo" erano 4,9 milioni l' anno, nel 2019 questa cifra era scesa a 2,3 milioni. Il numero di passeggeri dell' alta velocità ha avuto invece una crescita esponenziale: dai 2 milioni del 2008 ai 4,3 attuali. E c' è da giurare che l' incremento subirà presto un' accelerazione, sia perché la compagnia spagnola Renfe (finora monopolista) ha appena deciso di introdurre una versione low cost dell' alta velocità, sia per l' apertura imminente alla concorrenza che provocherà un calo dei prezzi: dal prossimo anno, in Spagna ci saranno anche Trenitalia e i francesi di Sncf.

 

ADA COLAU BARCELLONA

La guerra di Colau agli aerei ha però provocato un' immediata levata di scudi soprattutto nel mondo imprenditoriale. D' accordo gli industriali di Madrid e Barcellona (fatto insolito, hanno redatto un comunicato congiunto) nel sostenere che queste «due città cosmopolite devono disporre di tutti i collegamenti possibili: aerei, marittimi, ferroviari e stradali ». C' è poi chi teme un impatto negativo sul turismo. Ma, se fosse davvero così, questa non sembra essere la principale preoccupazione di Colau, che da anni cerca di affrontare il problema del sovraffollamento della capitale catalana, soffocata da un turismo di massa difficile da gestire.

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