zingaretti 33

SOGNO O SON DESTO? I SONDAGGI CHE FANNO TREMARE I POLSI A ZINGARETTI: I DEM DOVREBBERO REGGERE IN TOSCANA E CAMPANIA, MA I DUE CANDIDATI DI FRATELLI D'ITALIA IN PUGLIA E MARCHE POTREBBERO RIBALTARE LA PARTITA – ECCO PERCHE' IL SEGRETARIO DEL PD VUOLE BLINDARE IL GOVERNO CON UN RIMPASTO IN STILE PAPEETE PRIMA CHE SI ABBATTA LO TSUNAMI DI SETTEMBRE…

Adalberto Signore per ''il Giornale''

ZINGARETTI - CONTE - DI MAIO

I sondaggi, ci mancherebbe, non sono niente più che un indicatore di tendenza e prenderli come oro colato sarebbe un errore imperdonabile. Eppure, sono proprio le rilevazioni che stanno girando in questi giorni che hanno mandato in tilt i vertici del Pd, al punto che Nicola Zingaretti è arrivato persino ad ipotizzare un rimpasto in stile Papeete per blindare il governo prima che gli si abbatta contro il possibile tsunami del 20 e 21 settembre.

 

In quel week end, infatti, si voterà non solo il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari ma anche i nuovi governatori di Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto.

giorgia meloni

 

E per il Pd il rischio concreto è di finire praticamente sotto assedio: sconfitti in almeno due delle regioni che oggi ancora governa (Puglia e Marche) e con il M5s che cavalca il probabile «sì» alla riforma costituzionale. Di qui la tentazione - pare ragionevolmente accantonata - del rimpasto lampo, visto che se lo scenario dovesse davvero essere questo è evidente che il peso dei dem negli equilibri di governo è destinato a ridursi non di poco.

 

nicola zingaretti giuseppe conte

In effetti, dando una scorsa ai sondaggi di questi giorni, i timori del Pd sembrano più che fondati. Se il Veneto non è mai stato in discussione (una rilevazione Tecné del 6 agosto dà il leghista Luca Zaia tra il 68 e il 72%) e la Liguria vede il centrodestra decisamente avanti (l' uscente Giovanni Toti sempre per Tecné è tra il 51 e il 55%), sono le quattro regioni dove oggi governa il Pd quelle sotto i riflettori. I dem dovrebbero reggere in Campania (Vincenzo De Luca 42,5-46,5% contro Stefano Caldoro 37-41%, sempre fonte Tecné) e in Toscana, dove però la forbice si va riducendo (Eugenio Giani 44-48% contro la leghista Susanna Ceccardi 38,5-42,5%, sempre Tecné).

 

Molto diversa, invece, la situazione in Puglia e nelle Marche, dove secondo i sondaggi il centrodestra - e nello specifico i due candidati di Fratelli d' Italia - dovrebbero ribaltare la partita.

raffaele fitto sudatissimo

In Puglia, stando a Noto Sondaggi, Raffaele Fitto (nella foto a destra) è avanti di ben 6 punti sul governatore uscente Michele Emiliano (tra le coalizioni la forbice sale a 7,5 punti). La rilevazione sulla regione è interessante anche nel dettaglio, perché per certi versi riassume le tendenze su scala nazionale degli ultimi mesi.

conte di maio zinga

 

Se la Lega è dato primo partito con il 13%, infatti, subito dietro c' è FdI con il 12 (e questo nonostante sia presente anche la Lista Fitto presidente quotata al 6%). Buona tenuta anche di Forza Italia, che arriva al 10%. Colpisce, invece, il 2,5% di Italia viva, che anche in tutte le altre regioni al voto non supera mai la soglia del 3% (solo in Toscana, terra di Matteo Renzi, scavalla di poco il 4%), numeri che confermano quanto il progetto renziano fatichi a decollare.

 

Anche nelle Marche, regione storicamente rossa, i dem sono costretti a rincorrere. E non di poco. Secondo Tecné, Francesco Acquaroli (43,5-47,5%) è infatti avanti di 7,5 punti su Maurizio Magialardi (36-40%).

 

giuseppe conte nicola zingaretti 1

Dovesse essere questo il quadro della tornata elettorale del 20 e 21 settembre, per il Pd e per la segreteria di Zingaretti sarebbe un vero e proprio terremoto. Con solo quattro regioni che resterebbero a guida centrosinistra - Campania, Emilia Romagna, Lazio e Toscana - contro le 15 che governava nel 2014.

meloniNicola Zingaretti Luigi Di Maio Giuseppe Conte

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...