SORCI VERDINI PER TUTTI - IL “MACELLAIO” DEI SEGRETI DEL CAV E DI RENZI- D’ANNA: “E’AMICO DEL PREMIER E DEL PADRE. NESSUNO PUO’ ATTACCARLO NEMMENO SILVIO” - QUANDO VERDINI DISSE A NITTO PALMA: “SARO’ UNA PUTTANA MA TU PENSA A COME SEI DIVENTATO MINISTRO”

verdini    verdini

Fabrizio d’Esposito per il “Fatto Quotidiano”

 

L’ essenza del verdinismo, un po’ toscaneggiante alla Amici Miei, è in questo episodio raccontato da un ex ministro del governo Berlusconi. Era la scorsa legislatura e Denis Verdini, oggi nuovo alleato del renzismo, presiedeva una riunione azzurra.

 

C’era anche Carlo Giovanardi, che fin quando è rimasto tra i berlusconiani aveva come rivale interna, a Modena, Isabella Bertolini, altra forzista. Dunque, Verdini parla e Giovanardi, implacabile, interrompe a cadenza ritmata e regolare: “Bisogna risolvere il caso Bertolini a Modena”. Una, due, tre, quattro volte.

 

Alla quarta e ultima, Verdini si alza in piedi ed esplode: “O Giovanardi, hai rotto il cazzo, cosa vuoi, che mi trombi la Bertolini (nel frattempo Verdini mima l’atto sessuale, ndr) davanti al presidente e a voi e le dica: ‘Lascia stare Giovanardi’?”.

renzi verdinirenzi verdini

 

Ha detto ieri Vincenzo D’Anna, senatore neoverdiniano: “Se parlasse Verdini potremmo scoprire che qualcuno ha fatto il ministro perché era una bella ragazza o era funzionale al raggiungimento di determinati scopi da parte di Berlusconi. Verdini conosce vita morte e miracoli di tutta l’attuale classe dirigente del centrodestra.

 

VERDINI BERLUSCONIVERDINI BERLUSCONI

Quindi, non c’è nessuno, a cominciare da Berlusconi, che si possa permettere il lusso o di insolentirlo o di attaccarlo. Renzi? C’è una vecchia conoscenza tra Denis Verdini e il premier, perché da giovanotti si frequentavano, visto che il papà di Renzi è amico di Verdini”.

 

La leggenda di D.V. massone

Potere, donne, soldi, guai giudiziari. E massoneria? Sovente, nel suo studio romano, Denis Verdini mostra ai suoi ospiti un ritaglio del Fat to Quotidiano di un anno fa. Fu quando Ferruccio de Bortoli, allora direttore del Corriere della Sera, scrisse di “u no stantio odore di massoneria” a proposito del fu patto del Nazareno.

 

Il nostro quotidiano intervistò il senese Stefano Bisi, gran maestro del Grande Oriente d’Italia, la maggiore obbedienza massonica nel Paese, e Bisi sentenziò: “Verdini massone? È una leggenda”.

ALFANO - FITTO - VERDINIALFANO - FITTO - VERDINI

 

Così, quando i suoi interlocutori gli chiedono di grembiuli e compassi, lui tira fuori il ritaglio. Fu Giuliano Ferrara, lo ha scritto Mattia Feltri sulla Stampa, a mettere in giro la voce, per celia, e la cosa arrivò alle orecchie di Francesco Cossiga buonanima, che spacciò per vera nei suoi pettegolezzi. Verdini scrisse a Cossiga che non era vero nulla e questi gli rispose che “a essere massone non c’è nulla di male”.

 

Il papà alpino e le ore in biblioteca

Denis Verdini ha 64 anni ed è nato a Fivizzano, in provincia di Massa Carrara, lo stesso paesino di Sandro Bondi, ex teologo del berlusconismo inteso come fede. Si chiama così, Denis, perché il padre era un prigioniero di guerra e quando ritornò in Italia il primo soldato cui rivolse la parola aveva questo nome.

 

Verdini DenisVerdini Denis

“Mi chiamo Denis perché per mio padre questo nome era il ritorno alla libertà”. Il papà era un ufficiale degli alpini, rigidissimo. Rinchiudeva il figlio ribelle in biblioteca e questi leggeva per far trascorrere il tempo. Dante a memoria e le poesie di Montale

 

Nelle riunioni preparatorie del gruppetto di Responsabili filorenziani al Senato, Verdini ha declamato interi passi dell’Inferno dantesco, quelli su Corradino di Svevia e Maometto, nonché una poesia, I limoni, da Ossi di Seppia, la più nota raccolta di Eugenio Montale: “Ascoltami, i poeti laureati/ si muovono soltanto fra le piante/ dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti”. La passione per la politica, per Verdini, ha due maestri, anzi docenti, nobili. Due Giovanni. Il primo, Spadolini, ex premier del Pri, il Partito repubblicano italiano. Il secondo, Sartori, politologo.

maria rosaria rossi e la testa di verdinimaria rosaria rossi e la testa di verdini

 

 

Sartori e Spadolini come maestri

Lo sherparenzusconiano del Nazareno li conobbe all’Università di Firenze, dove si laureò in Scienze Politiche. Ma il vero pallino di Verdini è quello di fare soldi, al punto da aver fatto fallire la sua banca, secondo i pm di Firenze. Iniziò a farli con la carne da macello, in tutta Europa.

 

Di qui gli investimenti in palazzi e case. A Roma, abita vicino a piazza Venezia e ha una stanza da letto che ricorda, per grandezza, un “hangar aeroportuale” (Il Giornale), occupata al centro da un enorme letto a baldacchino.

 

DENIS VERDINI NEL  E OGGI DENIS VERDINI NEL E OGGI

A Firenze, risiede a Pian dei Giullari. Lo sfarzo e lo sfrontatezza sono la cifra della sua parabola. Il nuovo alleato di Renzi è inseguito da cinque processi, in cui è imputato per vari reati: associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, corruzione, appropriazione indebita, truffa allo Stato.

 

Il Mugello di Ferrara e la scalata a Forza Italia

Non sarà massone ma è stato frequentatore della P3 (il faccendiere Carboni e Dell’Utri) e della P4 (il pregiudicato Bisignani, già piduista). La fortuna di Verdini fu la campagna elettorale di Giuliano Ferrara nel Mugello, in Toscana, alle suppletive per il Senato del 1997, contro Antonio Di Pietro.

 

MATTEO RENZI E DENIS VERDINI MATTEO RENZI E DENIS VERDINI

Nelle recenti trattative per i nuovi Responsabili ha tentato invano di convincere l’ex guardasigilli Nitto Palma, che gli ha detto chiaro e tondo che essere “verdiniano è un marchio infame”. “Denis” ha risposto: “Io sarò pure una puttana ma tu ricordati come sei diventato ministro ”. Verdini sa e ricorda tutto.

 

verdini verdini verdini e sposetti al ristoranteverdini e sposetti al ristoranteDenis Verdini Denis Verdini

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…