spataro intercettazioni

GIUSTIZIATE IL CAZZONE! - IL PROCURATORE DI TORINO, SPATARO: “RENZI VUOLE FERMARE IL GOSSIP DELLE INTERCETTAZIONI? SOLO IL GIUDICE, NON IL GOVERNO NÉ IL PARLAMENTO, PUÒ DECIDERE COSA È RILEVANTE. E LA TUTELA DELLA PRIVACY VIENE INVOCATA SOLTANTO NEI PROCESSI AI ‘COLLETTI BIANCHI’"

Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”

 

spatarospataro

I politici hanno detto più volte di voler «prendere a modello» la circolare del procuratore di Torino, Armando Spataro, storicamente uno dei più fieri oppositori delle norme bavaglio.

 

Procuratore è riuscito a salvaguardare privacy e diritto all’informazione?

«Mi sembra un po’ esagerato, nella circolare mi sono limitato a prendere come riferimento norme esistenti. E, mi permetta la battuta, tanto immeritato consenso mi fa temere di avere sbagliato qualcosa».

 

intercettazioniintercettazioni

Con la sua circolare le intercettazioni di Potenza sarebbero sui giornali?

«Non conosco l’inchiesta e ho letto poco i giornali. Ma se si indaga per traffico di influenze non si può pensare che la telefonata rilevante sia solo quella in cui un interlocutore promette o ottiene un vantaggio illecito. In tal senso, in ciò che ho letto sui giornali, è difficile individuare quelle parti irrilevanti».

 

E gli sfoghi privati della Guidi con il suo compagno?

Matteo Renzi e Federica Guidi Matteo Renzi e Federica Guidi

«Parlo in astratto. Il reato di traffico di influenze richiede lo “sfruttamento di relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio” e quindi per valutare la “condotta del farsi dare o promettere utilità” non è irrilevante la rete di rapporti personali».

 

Ma allora la sua circolare cosa limita?

«Quando un pm chiede un provvedimento restrittivo basato anche su intercettazioni, il giudice che accoglie la richiesta ha l’obbligo di depositare tutto, a tutela del diritto di difesa. E ciò far venire meno il segreto processuale di quegli atti. Ho chiesto ai colleghi della Procura, quindi, di prestare attenzione per quelle richieste a conversazioni inutilizzabili (come i colloqui con avvocati non indagati) e a quelle irrilevanti ma che in più contengano dati sensibili secondo il Codice della privacy.

 

aula processoaula processo

È già previsto, poi, che durante le indagini e dopo il deposito delle intercettazioni, le parti possono rivolgersi al giudice perché decida quali intercettazioni acquisire e far trascrivere e quali stralciare in quanto manifestamente irrilevanti in vista della distruzione successiva».

 

Poi?

«Ho raccomandato ai pm di fare notificare ai difensori anche la lista di quelle intercettazioni inutilizzabili o irrilevanti e con dati sensibili di cui intendono chiedere subito al giudice la distruzione, indicandone solo gli estremi identificativi. Gli avvocati possono ascoltarle, ma non averne copia. Non sarà così il pm, ma il giudice, in camera di consiglio ed in contradditorio tra le parti, a decidere poi cosa è rilevante o meno».

FEDERICA GUIDI MARIA ELENA BOSCHI MATTEO RENZIFEDERICA GUIDI MARIA ELENA BOSCHI MATTEO RENZI

 

Il presidente Renzi chiede di fermare il gossip.

«Deve essere chiaro che non può essere in alcun modo il governo o il Parlamento a decidere a priori cosa è rilevante e cosa non lo è, ma solo il giudice in relazione al caso concreto. E la tutela della privacy che — guarda caso — viene invocata sempre e soltanto nei processi ai cosiddetti “colletti bianchi”, e mai in quelli per altre forme di criminalità, è già assicurata dalla legge. Si può prevedere un prolungamento della fase di segretezza degli atti anche dopo il deposito per le parti e fino alla decisione del giudice. Le violazioni potrebbero, in quel caso, essere più efficacemente punite».

armando spataroarmando spataro

 

Non è un bavaglietto?

«Il pm si deve preoccupare di cercare le prove di responsabilità. La tutela del diritto-dovere di informazione è tutelata da altri principi come quelli affermati nella Costituzione e dalla Corte europea per i diritti dell’uomo. E questa ha pure affermato che tale diritto si estende quando abbia ad oggetto notizie su persone che rivestono cariche pubbliche».

 

Le piace la legge delega del governo?

aulaaula

«Non mi pronuncio in termini categorici. Ma trovo il lessico usato nel disegno di legge delega a volte un po’ troppo ovvio e generico, e non sempre chiarissimo. Se ad esempio si intendesse prevedere che, a tutela della riservatezza, nei provvedimenti cautelari possano citarsi solo sintesi delle registrazioni non sono per nulla d’accordo. Il testo integrale serve infatti alla difesa per contestare l’interpretazione del pm».

 

matteo renzi federica guidi matteo renzi federica guidi

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…