sposetti orlando patrimonio pci

PD, ZONA DE-RENZIZZATA - SPOSETTI SCEGLIE ORLANDO PER CUSTODIRE IL PATRIMONIO DEL PCI-PDS. E BONIFAZI ROSICA – IL MINISTRO EREDITERA’ DA “NONNO UGO” 2500 IMMOBILI, MEZZO MILIARDO DI VALORE, E OPERE D’ARTE: DA GUTTUSO A MAZZACURATI – IL PASSAGGIO DI CONSEGNE SANCITO IN UNA CENA CON NAPOLITANO, FASSINO, D’ALEMA; PRESENTI IL VECCHIO E IL NUOVO CURATORE

 

Goffredo De Marchis per la Repubblica

 

andrea orlandoandrea orlando

Come l’Oracolo del film Matrix, Ugo Sposetti ha scelto l’eletto, colui al quale affidare il patrimonio culturale, storico, morale del Partito comunista. E anche quello, molto appetito, economico che si compone di 2500 immobili, blindati in 57 fondazioni e 5 associazioni (valore stimato mezzo miliardo di euro), opere d’arte (Guttuso, Mazzacurati e altri minori) e una folgorante collezione di memorabilia, spaccato di 70 anni di comunismo italiano, perlopiù conservata nel deposito di Via Sebino a Roma. L’eletto è Andrea Orlando.

 

GUTTUSOGUTTUSO

Il ministro della Giustizia corrisponde all’identikit che il tesoriere dei Ds, gestore del “tesoro” del Pci, va cercando da tempo. Ha 22 anni meno di lui, ha la fiducia di tutti i grandi vecchi comunisti a partire da Giorgio Napolitano, ha entrambi i piedi radicati nel Partito democratico, senza alcuna tentazione scissionistica. Una decisione che ha non solo, quindi, un valore fiduciario e affettivo, ma rappresenta un legato politico: si sta nel Pd e non ci si muove. L’asse ereditario non va nè in direzione della Ditta (Bersani) nè verso la via di fuga di Massimo D’Alema, del quale Sposetti è certamente amico ma con il quale non vuole essere confuso politicamente.

 

ugo sposetti emanuele macaluso massimo d alemaugo sposetti emanuele macaluso massimo d alema

La conferma dell’investitura si è avuta il 21 gennaio, alla festa per i 70 anni del tesoriere. Al tavolo d’onore sedevano, oltre al festeggiato, Napolitano, Emanuele Macaluso, Piero Fassino, Aldo Tortorella, D’Alema e, unico under 50, Orlando. In quanto ministro? «In quanto prescelto», risponde uno degli invitati a Palazzo Pallavicini-Rospigliosi, un tempo sede di cupe riunioni dell’aristocrazia nera, per un giorno luogo di festa dei leader dei lavoratori.

 

foa20 aldo tortorellafoa20 aldo tortorella

Niente è ancora stato scritto. Sposetti continua a gestire quella che chiama «l’azienda» in prima persona. E a respingere con le sue forze gli attacchi di pezzi del Pd che insistono per avere il controllo della “roba”. L’ultimo è di Francesco Bonifazi, tesoriere di Largo del Nazareno. Il quale racconta in giro strane storie per spaventare il gruppo dirigente e mettere le mani sul tesoro. «Nelle fondazioni il posto in Cda passa di padre in figlio. A Firenze uno di loro è morto e il figlio grillino vuole prendersi il bene per darlo ai 5stelle», ha spiegato ai colleghi.

NAPOLITANO AL TELEFONO AI TEMPI DEL PCI jpegNAPOLITANO AL TELEFONO AI TEMPI DEL PCI jpeg

 

Bonifazi pensa addirittura a una class action degli iscritti per strappare gli immobili alle Fondazioni ex Ds. Sposetti non si fa intimorire. Con l’età è diventato più sentimentale. Al Senato per esempio ha “adottato” il maschietto di Barbara Lezzi (che si chiama Attila Cristiano) e la bimba di Manuela Serra, due senatrici grilline. Li cura nell’area di Palazzo Madama destinata alle mamme. Li riempie di regalini e di coccole. Quando ne parla gli occhi gli brillano. “Nonno Ugo” però, se si tocca il patrimonio, tira fuori gli artigli.

francesco bonifazifrancesco bonifazi

 

Al momento della nascita del Pd, i patti furono chiari: separazione dei beni, come nei matrimoni. Sposetti aveva già preparato la mostruosa opera di messa in sicurezza del tesoro ex comunista, della quale va molto orgoglioso. Anche perché dall’altra parte la Margherita, di cui il renzismo è una costola, si rivelava piuttosto distratta nella gestione dei suoi soldi affidandoli a Luigi Lusi, il tesoriere poi finito nei guai. Dunque Sposetti non vede spazi per ricorsi in tribunale.

 

ORFINIORFINI

Il patrimonio, dice, è già a disposizione del Partito democratico: quasi tutti i circoli si trovano lì, gli affitti sono simbolici, a volte si chiede solo di pagare le tasse. «Il problema infatti non è giuridico, ma politico — dice il presidente del Pd Matteo Orfini —. Non si capisce perché quel patrimonio debba essere in pratica privatizzato e non nella piena disponibilità del partito».

 

L’offensiva è appena cominciata. Anche per questo Sposetti ha pensato a un “successore”. Orlando ha le caratteristiche adatte all’impresa. La gavetta che piace agli ex Pci: funzionario, consigliere comunale, segretario locale, parlamentare, commissario di partito in zone difficili. Il legame con quella storia. Un tratto di riservatezza che ben si concilia con i milioni in ballo. Ed è una scelta nel solco del Pd. Il ministro ha un profilo unitario, è in ascesa (non è esclusa una sua candidatura a segretario) e alla fine potrebbe essere proprio lui a traghettare il tesoro nel Pd.

 

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?