pro pal palestina la stampa manifestazione assalto

“L’ATTACCO ALLA NOSTRA REDAZIONE NON ERA NÉ IMPREVISTO NÉ IMPREVEDIBILE” – “LA STAMPA” EVIDENZIA LE “FALLE NELLA SICUREZZA” CHE HANNO PERMESSO L’ASSALTO DEI PRO-PAL: “NON CI SONO PROTEZIONI, IL PRESIDIO DEGLI AGENTI DEL REPARTO MOBILE OGGI NON C'È. CI SONO GLI INVESTIGATORI DELLA DIGOS, CHE FILMANO, MA MANCA CHI IMPEDISCE L'ASSALTO” (TRADOTTO: È COLPA DELLA POLIZIA CHE NON È INTERVENUTA) – GIORGIA MELONI E LA FRECCIATA A FRANCESCA ALBANESE: “È GRAVE CHE QUALCUNO ARRIVI A SUGGERIRE CHE LA RESPONSABILITÀ SIA DELLA STAMPA STESSA. LA VIOLENZA NON SI GIUSTIFICA”. LA SORELLA ARIANNA: “È INCREDIBILE CHE LA SINISTRA SIA TIMIDA O ADDIRITTURA ASSENTE NEL CONDANNARE IL CRIMINALE ASSALTO…”

 

LA STAMPA, RAID NON ERA IMPREVEDIBILE MA FALLE NELLA SICUREZZA

assalto dei manifestanti pro palestina alla redazione della stampa, a torino 10

(ANSA) - TORINO, 29 NOV - "L'attacco di ieri a La Stampa non era né imprevisto né imprevedibile" ma i cancelli della redazione non erano presidiati dalle forze dell'ordine. E' quanto scrive oggi l'edizione on line del quotidiano torinese riferendosi al raid degli antagonisti. Il titolo dell'articolo contiene un accenno alle "falle nella sicurezza".

 

 "L'assalto è facile - si legge - in una strada completamente deserta. Non ci sono protezioni davanti al giornale, il presidio degli agenti del Reparto mobile, che in passato era quasi una costante, oggi non c'è. Ci sono gli investigatori della Digos, che filmano, ma manca chi impedisce l'assalto. I video dei videomaker indipendenti svelano che quello di ieri era un attacco pensato e voluto. Inizia con i fumogeni di copertura e passa alle videocamere di sorveglianza strappate".

 

"Quando finalmente avanzano i furgoni del reparto mobile in via Rosmini - l'ultimo paragrafo dell'articolo - l'assalto a La Stampa è quasi finito. Dai mezzi scendono gli uomini in divisa con caschi e manganelli, e chi ha invaso il giornale scavalca i cancelli per fuggire. Non avanza il Reparto mobile, si schiera in mezzo alla strada.

 

assalto dei manifestanti pro palestina alla redazione della stampa, a torino 8

Non raggiunge il giornale, e intanto il gruppo si riorganizza. E quando è di nuovo massa sfida gli agenti. Mostra il dito medio agli uomini in divisa e poi riprende la marcia come se nulla fosse accaduto. L'ultima immagine è quella di una decina di furgoni di polizia, guardia di finanza, carabinieri che li seguono. L'assalto è finito. Sarebbero bastati due di quei furgoni, con venti uomini in tutto, a impedirlo".

 

MELONI, GRAVE SUGGERIRE RESPONSABILITÀ STAMPA PER VIOLENZE

(ANSA) - "È molto grave che, di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia - anche solo in parte - della stampa stessa.

 

La violenza non si giustifica. Non si minimizza. Non si capovolge. Chiunque cerchi di riscrivere la realtà per attenuare la gravità di quanto accaduto compie un errore pericoloso. La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità". Così su X la premier Giorgia Meloni.

 

A.MELONI, SOLIDARIETÀ A LA STAMPA, INCREDIBILE SILENZIO SINISTRA

assalto dei manifestanti pro palestina alla redazione della stampa, a torino 3

 

(ANSA) -  "Oggi una delegazione di Fratelli d'Italia porterà la solidarietà di tutto il partito alla redazione de La Stampa, colpita in modo ignobile da un gruppo di estremisti Pro-Pal legati ai centri sociali, al grido di slogan che non si sentivano dai tempi più oscuri di questa repubblica.

 

È incredibile che la sinistra, che spesso si erge a paladina della libertà di stampa, sia molto timida o addirittura assente nel condannare il criminale assalto alla redazione di un giornale, solo perché fatto dalla teppaglia violenta e antidemocratica dei centri sociali.

 

ASSALTO DEI PRO-PAL ALLA REDAZIONE DELLA STAMPA A TORINO

Continueremo a difendere la libertà di stampa e il diritto all'informazione plurale così come ci batteremo sempre per garantire la libertà di espressione a chi la pensa diversamente da noi. È alla base della democrazia". Lo scrive sui social Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d'Italia.

 

ASSALTO A LA STAMPA, FNSI CON SUBALPINA E ODG: INACCETTABILE

(ANSA) - ''Inaccettabile. Ogni forma di dissenso espressa con atti intimidatori e di violenza non ci appartiene e la rifiutiamo con forza. L'aggressione verbale e le irruzioni nelle redazioni dei giornali riportano indietro le lancette del tempo a quando ogni pensiero non allineato al governante di turno veniva punito con l'olio di ricino e le bastonate.

 

LA REDAZIONE DELLA STAMPA DOPO IL PASSAGGIO DEI PRO-PAL

E quei comportamenti venivano etichettati come "azioni fasciste". Anche oggi a distanza di quasi 90 anni ci ritroviamo ad affrontare queste manifestazioni d'odio e a constatare come la storia non abbia insegnato nulla.

 

L'Associazione Stampa Subalpina, la Fnsi con la segretaria generale Alessandra Costante, l'Ordine nazionale dei giornalisti e del Piemonte stigmatizzano - in una nota congiunta - l'intrusione forzosa nella sede del quotidiano La Stampa, le scritte ingiuriose e discriminatorie vergate sui muri. Un episodio che si aggiunge ad altre aggressioni delle quali sono state vittime giornaliste/i in tutta Italia e che richiedono un aumento della vigilanza intorno alle redazioni dei giornali per evitare che l'esercizio della libertà di stampa possa subire limitazioni attraverso minacce e intimidazioni''.

 

assalto dei manifestanti pro palestina alla redazione della stampa, a torino 2

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)