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MISTO BECHIS – PITTIBIMBO SPENDE 10 MILA EURO PER CORREGGERE IL SUO FAMOSO “INGLISC” – IL MODERATO PORTAS VA A TROVARE STASI IN CARCERE E QUELLO GLI PARLA SOLO DI TASSE E NORME FISCALI – GLI "ALFA-NANI" SVENTANO UN BLITZ DELL’AUTHORITY SUI TRASPORTI

Franco Bechis per “Libero Quotidiano

ANDREA CAMANZI
ANDREA CAMANZI

 

Ncd sventa un blitz dell' Authority

L' emendamento è arrivato in extremis alla commissione Bilancio della Camera a firma dei due relatori il Pd Fabio Melilli e il deputato Ap Paolo Tancredi. Una manina deve averglielo allungato dall' Authority sui trasporti, e come poi avrebbero confessato loro, manco l' avevano letto. Quello sguardo però è arrivato da un attento deputato Ncd che li ha guardati in faccia chiedendo uno stop.

 

Nel testo si proponeva un nuovo sistema di finanziamento dell' Autorità di regolazione dei trasporti che oggi è presieduta da Andrea Camanzi e da due commissari, l' ex deputato di Forza Italia, Mario Valducci (c' è sempre un ex politico in quelli che chiamano organismi di garanzia...) e Barbara Marinali.

fabio melillifabio melilli


Nuova regola: che sia finanziata da un contributo non superiore all' uno per mille di tutti i soggetti vigilati. Attualmente l' organismo di garanzia è finanziato da «un contributo versato dai gestori delle infrastrutture e dei servizi regolati in misura non superiore all' uno per mille del fatturato dell' ultimo esercizio». La differenza sarebbe stata notevole, perché dai soli concessionari, si sarebbe passati a tutti i soggetti che operavano nei trasporti, padroncini compresi.

 

 «Se mettiamo una norma così», ha spiegato ai due relatori il parlamentare che ha sventato il blitz, «ci troveremo nei giorni di Natale con strade e autostrade paralizzate dagli scioperi. Vi rendete conto?». E l' emendamento è stato ritirato. Ma che cosa ci volevano fare con tutti quei soldi Camanzi & c? Questo resta davvero un mistero, a meno che non volessero ristrutturare da cima a fondo uffici di cui spesso lamentano la vetustità...
 

Mezzogiorno di fuoco fra renziani

ernesto carbone invitati alla cena di galaernesto carbone invitati alla cena di gala

Ormai nel Pd salvo pochi casi ormai patologici sono tutti renziani, e si è affievolisce sempre più quella che un tempo veniva chiamata «minoranza» e che o se ne è andata, o è restata in spazi davvero mini. Ma si fa presto a dire renziani. Perché se pure tutti guardano verso lo stesso sole (quello di Matteo), fra loro non è che proprio si amino da impazzire. Una situazione plasticamente evidente mercoledì 16 dicembre alle 17.30, quando sul tappeto rosso che segna in mezzo il pavimento del Transatlantico si sono incrociati due galletti della batteria renziana della prima ora.

 

Arrivava dalla buvette il segretario regionale veneto Ruggero De Menech. Andava in buvette il napoletano Ernesto Carbone, che ebbe un quarto d' orta di celebrità quando portò sulla sua Smart per la prima volta Renzi a palazzo Chigi. Come in una scena dei Promessi sposi, come in un duello secentesco: cammina uno e non lascia il passo. Cammina l' altro e non vuole cedere. Ma sul tappeto rosso non ci stanno entrambi.

ROGER DE MENECHROGER DE MENECH

 

Nessuno cede, sembra abbiano cinturone e pistola come in Mezzogiorno di fuoco, e un brivido coglie chi guarda dai divani davanti l' aula: chi sparerà per primo? Sono duri entrambi. Non cedono. Ancora un passo e...contatto? No, sono abilissimi, torsione a sinistra di uno, torsione a destra dell' altro, e passano tutti e due senza cedere il passo e senza spargimento di sangue.
Ma si voltano sdegnosamente dall' altra parte per non incrociare nemmeno gli sguardi...
 

L' azzurro «suda» per il vitalizio

Mario Pepe, ex parlamentare Forza Italia e Pdl vorrebbe infilzare come uno spiedino Libero per l' inchiesta sul clamoroso squilibrio contributivo che regola i vitalizi dei parlamentari (hanno versato uno e alla fine si prendono dieci o venti volte di più a seconda dei casi).


Intendiamoci i vitalizi non sono stati toccati né da Laura Boldrini né da Piero Grasso che non hanno proprio due cuori da leone. Però se ne discute dentro il palazzo e qualche proposta di legge che cerca di correggere lo squilibrio denunciato da Libero come quella del Pd Matteo Richetti inizia a fare passettini avanti in commissione.

ALESSANDRA MUSSOLINI MARIO PEPE - copyright Pizzi
ALESSANDRA MUSSOLINI MARIO PEPE - copyright Pizzi

 

Ma agli ex dall' ufficio di presidenza della Camera, soprattutto su spinta del Movimento 5 stelle, è arrivato un brutto regalo di Natale, interpretato come un avviso di garanzia anche sui vitalizi. «Ci hanno mandato una letterina», spiega Pepe, «per dire che da gennaio 2016 sono sospesi i rimborsi già tagliati più volte delle spese di trasporto degli ex parlamentari». Pepe a dire il vero si muove solo a piedi e in auto, perché ha paura sia dei treni che degli aerei «ma - dice lui - anche se non li usavo mi dispiace perdere quella possibilità.
 

Era pure sempre un riconoscimento della tua utilità per il Paese». Così ora prova a mettere le mani avanti prima che cali la scure sui vitalizi, e lancia una proposta di compromesso: «Perché invece di tagliarceli, non ci fate lavorare ancora? Siamo gente di grande esperienza, potremmo essere utili come consulenti nel lavoro delle commissioni e dell' aula. Potremmo consigliare, dare pareri tecnici importanti, fare da ufficio studi. E se proprio disturbiamo anche così, saremmo ottimi portaborse, no?». Contento lui...
 

Risolta la crisi per il bar di Palazzo Chigi

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Era davvero brutto a vedersi: proprio in fronte a palazzo Chigi c' è sempre stato un bar, che non a caso si chiamava «Bar Chigi».


Quando è arrivato Renzi ha chiuso i battenti, e così è rimasto per quasi due anni.
Non era un bel vedere un segno plastico della crisi proprio di fronte al palazzo del governo che stava raccontando la sua ricetta magica con cui fare ripartire l' economia. Ora arriva Cariparma, una banca, a ridare vita a quello spazio. I grillini hanno un argomento in più per dire che ogni volta che si muove il governo, lo fa per favorire le banche...
 

Un traduttore da 10mila euro per Renzi

renzi parla inglese renzi parla inglese

Finché va a braccio e può raccontare la qualunque, Matteo Renzi continuerà con il suo simpaticissimo inglisc, quella sorta di idioma anglo-fiorentino con cui il presidente del Consiglio cerca di farsi capire alla meglio nei viaggi all' estero. Ma se si tratta di riferirsi a documenti ufficiali del governo, l' inglisc rischia di creare qualche problema di troppo. Così Matteo si è arreso e palazzo Chigi ha finalmente indetto una «procedura di acquisizione in economia» con base d' asta su due lotti e prezzo iniziale di aggiudicazione di 10 mila euro per trovare un traduttore professionista dall' italiano all' inglese che penserà alle cose più delicate. Vincerà chi offrirà il migliore sconto.
 

Problemi di imposte dietro le sbarre

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Alberto Stasi dopo la condanna a 16 anni per l' assassinio della sua fidanzata Chiara Poggi a Garlasco si è consegnato subito al carcere modello di Bollate per l' espiazione della pena. Il giorno dopo è andato a trovarlo un parlamentare del Pd, Giacomo Portas, che è anche a capo del movimento de I Moderati. Lo ha trovato incredibilmente sereno e tranquillo, vista la situazione. Poi però Stasi gli ha chiesto: «Cosa fa in Parlamento? Di che si occupa?».

matteo renzi parla inglese shishmatteo renzi parla inglese shish


E Portas: «Sono presidente della commissione bicamerale sull' anagrafe tributaria, mi occupo soprattutto di fatturazione elettronica e di tasse...». Non l' avesse mai detto. Stasi, che durante i vari processi ha iniziato a fare il commercialista, si è messo subito a discutere di tasse. E più ne parlava, più diventava una belva: «Prenda l' Imu, cosa dobbiamo fare noi commercialisti? Avete cambiato le regole otto volte in sette anni. Un casino.


Non parliamo poi delle proprietà indivise dei separati o divorziati. Le regole sono confusissime, non si riesce a venire a capo di nulla. In Parlamento sembrate godere a complicare la vita a noi professionisti...». Un diluvio di domande, chiarimenti e vibrate proteste. «Non riuscivo più a venire via, saremo stati un' ora e mezzo a discutere - racconta Portas - quel ragazzo ha una vera passione per il fisco...».
 

GIACOMO PORTASGIACOMO PORTAS

 

STASISTASI

 

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