gian luca vignale avanguardia torino

CON I FASCIO-PISCHELLI, FINISCE SEMPRE CON: "SO' RAGAZZI" (E NO, SO PURE COJONI) - GIAN LUCA VIGNALE, ASSESSORE AL PATRIMONIO DELLE REGIONE PIEMONTE, MINIMIZZA L'INCHIESTA CHE HA COINVOLTO UNO DEI SUOI FIGLI (CARLO, IL PIÙ GRANDE) CHE, INSIEME AL FRATELLO (NON INDAGATO), FREQUENTAVA IL COVO DI ESTREMA DESTRA DI "AVANGUARDIA TORINO": "STIAMO PARLANDO DI DUE RAGAZZI DI 18 E 20 ANNI" - LA SEDE E' STATA CHIUSA DOPO LA PUBBLICAZIONE DELLE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI IN CUI SI SENTONO I MILITANTI INNEGGIARE A HITLER, MUSSOLINI E NEGARE L'OLOCAUSTO - I GIOVANI ORGANIZZANO ANCHE RONDE ANTI-MARANZA...

«HANNO 18 E 20 ANNI, SONO RAGAZZI» VIGNALE SCUSA I FIGLI «AVANGUARDISTI»

Gabriele Guccione per il “Corriere della Sera – edizione Torino”

 

GIAN LUCA VIGNALE

Dapprincipio cerca di sfuggire dalle domande: «Non voglio dire niente». Poi, però, Gian Luca Vignale, classe 1969, una militanza politica iniziata quando aveva 16 anni nel Fronte della gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano, e approdata in ultimo nel centro «moderato e liberale» della Lista Cirio, dopo una lunga parentesi in Alleanza nazionale e poi la scissione anti-Meloni al fianco di Gianni Alemanno e Francesco Storace, si ferma. E prende fiato.

 

Assessore, ma lei sapeva che i suoi figli, Carlo, di 20 anni, sotto inchiesta per apologia di fascismo, e Matteo, di 18, che non è indagato, frequentavano quel posto, il circolo di «Avanguardia Torino», tra inni al Duce e a Hitler e cori antisemiti?

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«Lei ha figli?», ribatte l’assessore, diventato negli ultimi sei anni uno dei principali uomini di fiducia del presidente Alberto Cirio, per cui nella scorsa legislatura ha ricoperto anche il ruolo di capo di gabinetto.

 

In questo caso, però, il problema non sono i figli degli altri, ma quelli di uno degli esponenti più autorevoli dell’esecutivo regionale, titolare delle deleghe al Personale e al Patrimonio. C’è una vicenda familiare, certo. Ma c’è anche un aspetto pubblico della faccenda. E a Vignale, politico di lungo corso che iniziò la sua carriera nelle istituzioni come presidente della Circoscrizione 4 dal 1997 al 2001, e poi in Provincia e in Regione, non sfugge. [...]

 

GIAN LUCA VIGNALE

«Ognuno fa il suo lavoro, capisco le polemiche politiche, ma ho letto cose spiacevoli in questi giorni», rimprovera l’esponente della giunta regionale, dopo aver presentato la nuova stagione di spettacoli al forte di Exilles. E però, al di là di quello che decideranno i giudici, la politica è fatta anche di condotte (anche penalmente irrilevanti) che hanno un peso specifico.

 

Specie se si inneggia a Hitler. Per gli avvocati dei 17 militanti indagati, che «respingono con fermezza ogni accusa priva di fondamento che, allo stato, appare sorretta più da suggestioni che da elementi giuridicamente rilevanti», si è trattato della libera espressione «del diritto di manifestazione del pensiero, costituzionalmente garantito». Per Vignale la questione va anche oltre: «Qui — dice — stiamo parlando di due ragazzi di 18 e 20 anni. E sono i miei figli».

 

«DIO, PATRIA E FAMIGLIA: QUESTO SAREBBE FASCISMO? NON ALZIAMO IL BRACCIO»

Mattia Almola per il “Corriere della Sera – edizione Torino”

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«Prima si entra in Azione Studentesca, poi, una volta maggiorenni, si passa ad Avanguardia». Giovanni Palo, 22 anni, fa politica universitaria da tempo e dal 2021 milita anche nell’associazione finita al centro dell’inchiesta sul neofascismo in città. La sua interpretazione dei fatti si discosta da quella emersa in questi giorni, pur riconoscendo la presenza di alcuni eccessi:

 

«Io non ho mai assistito a riti particolari, l’unico, forse, è il “presente”, ma pronunciato senza alzare il braccio. D’altronde ci sono anche ragazzi molto giovani, senza alcun passato nel Movimento sociale o in altre realtà simili. Proprio per questo abbiamo scelto di evitare gesti forti: non volevamo traumatizzare nessuno e volevamo rispettare la legge. Mi è capitato invece di sentire “Faccetta nera”, ma si trattava di singoli casi, persone poi allontanate. Il nostro è un ambiente in cui ci sono sempre telecamere puntate, quindi si cerca di fare molta attenzione».

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Che l’estrema destra cerchi «reclute» anche tra i corridoi degli atenei torinesi però è ormai cosa nota. Alle ultime elezioni di marzo, all’Università, tra le liste in corsa c’erano Fuan, Azione universitaria e Merito. All’uscita dei risultati era arrivata anche la presa di posizione di Avanguardia: «Sottolineiamo come sia ridicolo che, invece di costruire una rappresentanza seria e schierata a difesa degli studenti, questa farsa elettorale serva solo a far piazzare ai partiti i loro uomini all’interno dell’università».

 

[...] «Abbiamo sempre criticato — spiega Palo — l’ideologia woke e la cultura gender, questo è vero. Ho letto però di richiami a Hitler che io non ho mai visto. Io porto la mia esperienza personale: ho partecipato al Treno della Memoria, ho collaborato con associazioni che ricordano la Resistenza e i partigiani. Da qui a dire che siamo fascisti ce ne passa: si tratta di un’associazione di destra radicale, ma non certo nostalgica.

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Portiamo avanti alcuni valori come dio, patria e famiglia. Questo vuol dire essere fascisti? Io non ho mai sentito riferimenti al regime da nessuna parte». Sul nazismo Palo ricorda solo un documentario proiettato nella sede: «Era sui naziskin ma non ci fu nessun apprezzamento». [...]

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