giuseppe conte roberto speranza alzano nembro

LA STRAGE COVID IN LOMBARDIA POTEVA ESSERE EVITATA? - IL “VERBALE” DELLA RIUNIONE SEGRETA DEL 2 MARZO 2020 CONFERMA CHE QUALCOSA NON TORNA NEL RACCONTO FATTO ALLA PROCURA DI BERGAMO DA GIUSEPPE CONTE - IL MINISTRO DELLA SALUTE SPERANZA, PRESENTE ANCHE LUI ALL’INCONTRO IN CUI IL CTS SUGGERÌ L’ISTITUZIONE DELLA ZONA ROSSA PER ALZANO E NEMBRO, NON HA NIENTE DA DIRE?

giuseppe conte roberto speranza

1 – GIUSEPPE CONTE HA SEMPRE DICHIARATO DI ESSERE STATO INFORMATO DELLA SITUAZIONE AD ALZANO E NEMBRO IL 5 MARZO DEL 2020, MA C'È UN VERBALE CHE LO SBUGIARDA!

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/verbale-volant-ndash-giuseppe-conte-ha-sempre-dichiarato-essere-stato-265203.htm

 

2 – MANCATO LOCKDOWN DI ALZANO: ANCHE SPERANZA SAPEVA TUTTO

Stefano Zurlo per “il Giornale”

ANTONIO CHIAPPANI

 

Adesso c' è una conferma. «Non sono in ufficio e dovrei controllare le carte - spiega al Giornale il procuratore di Bergamo Antonio Chiappani - ma credo che della riunione del 2 marzo parli Agostino Miozzo». Il 2 marzo 2020, come rivelato dal quotidiano Domani, ci sarebbe stato un incontro del Cts in versione ristretta, ma con la partecipazione straordinaria del premier Giuseppe Conte e in quell' occasione i tecnici presenti avrebbero suggerito con toni accorati al premier e al ministro della Salute Roberto Speranza di chiudere i paesi della Val Seriana flagellati dal virus.

 

giuseppe conte agostino miozzo

Dunque, sul calendario deve essere forse riscritta la storia, complicata e contorta, della mancata istituzione della zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, oggetto di furiose polemiche e di una lunga indagine della Procura di Bergamo, ancora in pieno svolgimento.

Qualcosa non quadra nel racconto di Giuseppe Conte e in qualche modo anche in quello di Roberto Speranza, tuttora seduto sulla poltrona di ministro.

 

Alzano Lombardo e Nembro

Conte ha sempre sostenuto - anche nell' interrogatorio del 12 giugno - che la richiesta del lockdown fu formulata solo il 3 marzo e fu portata alla sua conoscenza, per l' incredibile catena burocratica italiana, solo il 5 marzo. Lo stesso Speranza pone la data spartiacque non prima del 3 marzo.

 

Ma, a quanto pare, già il 2 la coppia aveva fra le mani elementi decisivi per prendere quella decisione cruciale e difficilissima, per le pressioni fortissime a non chiudere un' area così vitale per l' economia italiana.

 

Ora di quell' incontro non esiste un verbale ufficiale, ma ci sono gli appunti presi da uno dei presenti e acquisiti dai pm di Bergamo. Dunque, in quel meeting è il direttore dell' Istituto Superiore di sanità Silvio Brusaferro ad esporre i «numeri preoccupanti» del disastro ormai in corso.

 

SILVIO BRUSAFERRO

Ma Conte, secondo questa ricostruzione, tergiversa e fa pesare «il costo sociale e politico, non solo economico» del blocco. In chiusura, il premier «decide di rifletterci» e prende tempo. Altro tempo, in una situazione in cui anche le ore sono decisive.

 

Conte si è dimenticato di questa drammatica riunione? E Speranza? Per ora, nessuna replica. Il Giornale ha chiamato ripetutamente l' ex premier e il portavoce del ministro ma nessuno dei ha ritenuto di rispondere.

verbale del comitato tecnico scientifico sulla zona rossa ad alzano e nembro

 

Né aiuta a fare chiarezza Agostino Miozzo, pure interpellato dal Giornale e all' epoca coordinatore del Cts: «In quel periodo era tutto un susseguirsi di incontri. Eravamo in riunione permanente e col senno del poi si azzardano ricostruzioni lontane dalla realtà.

 

In ogni caso il Cts spiegava i dati sulla diffusione dell' epidemia, e come ho spiegato un miliardo di volte, noi non abbiamo mai chiesto la zona rossa. Toccava ad altri trarre le conseguenze e valutare le nostre dichiarazioni. In ogni caso riguarderò i miei appunti».

 

Conte Speranza

Conte ha rimosso quel meeting? E come mai Speranza non ne ha mai fatto cenno? C' è un metro di valutazione politico e un altro penale, che però sta stretto, strettissimo a questa vicenda. Perché è difficilissimo, al di là delle lacrime, dei morti e della tragedia collettiva, rileggere quel che è accaduto con gli occhi del codice.

 

agostino miozzo

«Mi pare che Miozzo parli del 2 marzo - riprende Chiappani - ma la nostra inchiesta per epidemia colposa si concentra più su quel che accadde il 23 febbraio: dopo la scoperta del primo positivo, l' ospedale di Alzano Lombardo fu chiuso e poi inspiegabilmente riaperto. Perché non si seguì l' esempio di Codogno dove invece era appena stato imposto un lockdown durissimo?».

ANTONIO CHIAPPANI

 

Dal 2 al 5 marzo fra Milano e Roma è tutto un vortice di incontri, allarmi, scambi di mail.

La Lombardia non chiede formalmente la zona rossa, ma il 2 l' assessore Giulio Gallera implora con urgenza l' invio di squadre di medici in una regione travolta dalla pandemia. E il 4 marzo Speranza è a Palazzo Lombardia per l' ennesimo summit.

 

conte speranza

Si temporeggia fino all' 8 - quando tutta la Lombardia si colora di arancione - ma ormai la situazione è scappata di mano. «Noi non trascuriamo nulla - conclude Chiappani - ma stiamo studiando soprattutto l' assenza di strumenti di prevenzione e la mancanza dei piani pandemici.Un quadro avvilente». Insomma, gli errori iniziano prima. Molto prima.

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