giorgia meloni e donald trump nello studio ovale 6- foto lapresse

LA STRATEGIA MELONIANA MENTRE IL MONDO VA IN PEZZI? FARE LO STRUZZO – DIETRO L’IMPROBABILE EQUILIBRISMO DELLA DUCETTA IN CAMPO INTERNAZIONALE C’È UNA MAGGIORANZA DIVISA SU TUTTO, DALL’UCRAINA ALLA GROENLANDIA – “LA REPUBBLICA”: “MANDIAMO ARMI A KIEV, MA NON DICIAMO CHE SONO AIUTI MILITARI. DIFENDIAMO A PAROLE L'INTEGRITÀ DELLA DANIMARCA, MA NON MANDIAMO NEPPURE UNA FORZA SIMBOLICA. ABBRACCIAMO TRUMP, MA CI BECCHIAMO LE SUE SANZIONI. MELONI CONTRABBANDA PER SUCCESSI POLITICI I SORRISI CHE I LEADER DEGLI ALTRI PAESI LE DISPENSANO VOLENTIERI. MA CHI NEGHEREBBE UN SORRISO AD UN INTERLOCUTORE CHE NON CONTA NULLA?”

Estratto dell’articolo di Andrea Bonanni per “la Repubblica”

 

giorgia meloni donald trump

Soldati italiani in Groenlandia? No, è una barzelletta. Anzi, sì. Però, forse. Trump sbaglia con le nuove sanzioni agli europei? Magari un po', ma è solo un malinteso. I balbettii della diplomazia italiana nascono dallo strabismo della sua classe politica: ci vede doppio.

 

Quella al governo è anche peggio: ci vede triplo. In un momento in cui il mondo sta cambiando velocissimo, stabilendo nuovi equilibri e nuovi assetti, i nostri partiti continuano a fare gli struzzi, come se le vicende internazionali fossero una delle tante variabili della politica e non, invece, l'unica variante che determinerà il nostro futuro. Siamo di fronte all'ennesima "eccezione italiana" che, ancora una volta, ci costerà cara.

 

GIORGIA MELONI - CONFERENZA STAMPA A TOKYO

Ucraina, Afghanistan, Gaza, Iran, Venezuela, Groenlandia, embarghi energetici, guerra dei dazi, contesa sulla regolazione del web: sono quattro anni ormai, da quando i carri armati di Putin hanno cercato di entrare a Kiev, che la politica internazionale prevale, ovunque, sulle beghe di politica interna.

 

L'arrivo di Trump ha fatto precipitare questa situazione rompendo la coesione dell'Occidente, ribaltando il tavolo multilaterale, adeguandosi alla politica di potenza del suo amico Putin, mettendo sotto attacco le democrazie liberali e l'Europa. […]

 

Nascondere la testa sotto la sabbia non è inutile. È dannoso, perché l'Italia e l'Europa sono l'epicentro del terremoto. In questo quadro a dir poco angosciante, il nostro Paese è il solo in Occidente ad avere al potere forze politiche che divergono tra loro praticamente su tutte le principali questioni internazionali. Nel mondo ci sono governi alleati dei russi o alleati dell'Ucraina, che stanno con Trump o che stanno con l'Europa. Quello italiano è l'unico al mondo che vede sedere insieme amici di Mosca e amici di Kiev, ammiratori di Trump e convinti europeisti.

IL PASSO DELL OCA GIULIVA - VIGNETTA BY MANNELLI

 

E, purtroppo, dobbiamo riconoscere che le forze di opposizione non sarebbero molto più omogenee, se mai dovessero vincere le elezioni.

 

Nonostante gli equilibrismi di Giorgia Meloni, il risultato è imbarazzante. Mandiamo armi a Kiev, ma non diciamo che sono aiuti militari. Aderiamo al gruppo dei volonterosi, ma non siamo pronti a spedire soldati per tutelare un eventuale cessate il fuoco. Condanniamo il genocidio di Gaza, ma non prendiamo una sola misura per fermare Israele. Definiamo "legittimo" il sequestro di Maduro, ma intensifichiamo le relazioni con i suoi eredi al potere.

 

Difendiamo a parole l'integrità territoriale della Danimarca, ma non mandiamo neppure una forza simbolica, come hanno fatto i nostri alleati europei. Abbracciamo Trump, ma ci becchiamo le sue sanzioni, inasprite su prodotti tipici come la pasta. Ci professiamo europeisti, ma Washington ci considera una pedina per scardinare l'Ue.

 

giorgia meloni ursula von der leyen

Facciamo la guerra all'accordo commerciale col Sudamerica, e poi lo sottoscriviamo all'ultimo momento. Neppure sull'Iran il Parlamento è riuscito a varare una mozione unitaria, né i partiti ad organizzare una manifestazione congiunta.

 

Lo spettacolo che il governo italiano offre al mondo è abbastanza desolante. Giorgia Meloni contrabbanda per successi politici i sorrisi che i leader degli altri Paesi le dispensano volentieri. Ma chi negherebbe un sorriso ad un interlocutore che non conta nulla? Sorridere è una cosa, fidarsi è un'altra.

 

Costruire con gli alleati una alternativa politica al disfacimento dell'Occidente, un'altra ancora. In questo momento Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, perfino il Canada, stanno cercando di costruire una nuova solidarietà politica. Un pezzo significativo di Europa è consapevole di rappresentare il nucleo duro delle democrazie liberali sotto attacco e si coordina per difenderne i valori, ben al di là dei limiti impliciti nelle istituzioni Ue.

 

GIORGIA MELONI GROENLANDIA - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Qual è la posizione del governo italiano in tutto questo? Le altre cancellerie hanno smesso di chiederselo. Il nostro Parlamento non ha mai neppure cominciato a farlo. Ancora una volta la nostra classe politica, con una parte della nostra opinione pubblica, sembra vivere fuori dal mondo.

 

È già successo. Ai tempi della grande crisi finanziaria, quando la questione dei conti pubblici era diventata cruciale in tutta Europa, l'Italia discuteva d'altro. I governi avevano al loro interno fautori dell'austerità (pochi), e spensierati amici della spesa pubblica.

 

La vacanza della nostra classe politica dalla realtà ci costò cara, costringendoci a ricorrere a "tecnici" esterni, come Monti e Draghi per salvare il Paese. Adesso la situazione è, se possibile, ancora più critica. Ma, in politica estera, non ci possono essere "tecnici" per dirci che fare.

GIORGIA MELONI IN VERSIONE MANGA GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...