COSA SUCCEDERA’ L’11 SETTEMBRE? - “STATO D’ALLERTA ELEVATO” IN EUROPA E IN ITALIA - IL TIMORE É CHE GLI 11 AEREI SPARITI IN LIBIA POSSANO ESSERE USATI DAI TERRORISTI ISLAMICI PER COLPIRE UN OBIETTIVO OCCIDENTALE

Roberta Catania per “Libero Quotidiano

 

angelino alfanoangelino alfano

«Lo stato di allerta è alto, in Italia e in Europa»: così il ministro Angelino Alfano, ieri, al termine dell’incontro con il presidente egiziano Sisi. «Abbiamo a che fare con un’organizzazione che ha ambizioni terribili che nessuno ha mai avuto», ha spiegato il titolare del Viminale, riferendosi in particolare ai jihadisti di Bengasi e quelli dell’Isis.

 

Martedì il ministro dell’Interno riferirà in Parlamento, per adesso la palla è nelle mani dei servizi di Intelligence e delle forze dell’ordine che si stanno occupando della sicurezza nazionale, per la quale è scattato il livello dal nome in codice “Bravo”, in cima alla scala di allerta.

Al SisiAl Sisi

 

L’attività investigativa prosegue a ritmo serrato, tanto che ieri la procura di Milano, grazie al lavoro dei carabinieri del Ros, ha indagato undici persone legate a una presunta “cellula jihadista”, che avrebbe reclutato combattenti da inviare nelle zone di guerra, in particolare in Siria, in un’ottica di «guerra santa». L’indagine andava avanti da due anni, tanto che nel frattempo alcuni degli attivisti sono partiti per la Siria e sono tuttora in battaglia. Altri di questi indagati per terrorismo internazionale sono invece ancora residenti a Milano e Cologno Monzese.

 

L’attenzione rimane altissima anche per il pericolo che gli undici aerei «spariti» in Libia possano essere usati per compiere un nuovo 11 settembre. I velivoli sono infatti funzionanti e il timore,da parte degli Stati Uniti,ma soprattutto dell’Italia (che è a solo un’ora di volo da Tripoli), è che il gruppo terrorista “Alba libica” usi quelle macchine per colpire un obiettivo Occidentale. Ormai non si può più fare finta che l’Italia non sia in guerra, perciò Alfano non sarà l’unico a riferire al Paese.

matteo renzimatteo renzi

 

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sarà tra due settimane negli uffici del Copasir. A Palazzo San Macuto, il premier parlerà della minaccia del terrorismo jihadista e dei rischi sicurezza per l’Italia derivanti dalle crisi mediorientali. Ma farà anche il punto della situazione sulla risposta del nostro Comparto Intelligence nella strategia di prevenzione e decodificazione delle minacce asimmetriche sullo scacchiere geopolitico: queste ed altre questioni di stretta attualità, come la situazione degli italiani sequestrati in Siria e Libano.

massolo giampieromassolo giampiero

 

Lunedì prossimo il Copasir ascolterà su questi temi il direttore del Dis, ambasciatore Giampiero Massolo, che in qualità di numero uno del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza farà il punto sul terrorismo e la minaccia jihadista, ma spiegherà anche gli scenari caldi di Siria e Iraq, Libia e Ucraina. Con un particolare focus su Isis e sugli italiani sequestrati, dal tecnico Marco Vallisa in Libano, a padre Paolo Dall’Oglio, fino a Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due cooperanti rapite in Siria.

 

Marco Vallisa
Marco Vallisa

Anche casa nostra, come dicevamo, è in pericolo. In base alle indicazioni date dalle circolari degli 007, Libero ha stilato un elenco di possibili obiettivi dei terroristi islamici nelle quattro principali città. In tutte il livello di allerta massimo è riservato ai monumenti, agli aeroporti, alle stazioni, alle metropolitane e ai principali luoghi di aggregazione.Ma ci sono poi i simboli americani, o dell’economia Occidentale, che variano di luogo in luogo. Roma, oltre che per ambasciate, Vaticano, Sinagoga, è in pericolo per i centri culturali statunitensi. Firenze è in cima alla classifica per la presenza di un notevole numero di università americane, mentre Milano ha l’Expo e la Camera di Commercio Usa.

Greta Ramelli (S) e Vanessa Marzullo Greta Ramelli (S) e Vanessa Marzullo PAOLO DALL'OGLIOPAOLO DALL'OGLIO

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