giuliano ferrara marco tarquinio

"IL MIOPE MARCO TARQUINIO CANDIDATO ALL’EUROPARLAMENTO? DELLE SUE BLANDE IDEE DI RESA DELL’UCRAINA NON SI SENTIVA GRANCHÉ IL BISOGNO" – GIULIANO FERRARA STRONCA “L’OPERAZIONE POLITICAMENTE AMBIGUA" DEL PD, CHE “HA UNA ATTITUDINE INFALLIBILE PER I PERSONAGGI UN PO’ GRIGI” – “TARQUINIO È UN PESCE PICCOLO DELLA OPINIONOLOGIA, NON HA IL GLAMOUR ASSURDISTA DI UN CACCIARI, CHE UNA NE FA E CENTO NE PENSA, O LO SPIRITO PARRUCCONE E UN PO’ CINICO DELL’INTELLIGENZA RUSSO-SNOB…”

Giuliano Ferrara per il Foglio - Estratti

 

giuliano ferrara

Marco Tarquinio è un cronista in carriera, già direttore di Avvenire, il quotidiano della Cei da lui riposizionato prontamente dopo la caduta di Dino Boffo in seguito a una campagna di diffamazione e, sopra tutto, dopo l’eclissi di Camillo Ruini come influente cardinale dell’era giovanpaolina e ratzingeriana.

 

Una ottima persona, intendiamoci, con il suo professionismo e bergoglismo d’ordinanza, ma la sterminata corposità e lunghezza della lista dei premi da lui ricevuti e, peggio, meritati, indicano una certa modestia di orizzonti, la carriera di un commendatore (è anche Commendatore) delle patrie lettere giornalistiche.

 

Marco Tarquinio in abito medievale ad assisi

Nel 2023, a un anno dall’invasione dell’Ucraina, ha mollato il giornale che dirigeva con discreti risultati editoriali, e ha ripreso con molta insistenza ad affacciarsi ai talk-show per rappresentare il partito della pace, da commendatore a commentatore, insomma bandiera bianca. Ora il Pd, che ha un penchant infallibile per i personaggi un po’ grigi, appena ne vede uno lo blocca e lo imbarca, vorrebbe candidare Tarquinio a Strasburgo, operazione non smagliante e politicamente ambigua ma legittima.

 

Marco Tarquinio in abito medievale ad assisi

Tarquinio è quel che si dice un piccolo caso, un pesce piccolo della opinionologia, e anche un pesce in barile, se vogliamo, non ha il glamour assurdista di un Cacciari, che una ne fa e cento ne pensa, o lo spirito parruccone e un po’ cinico dell’intelligenza russo-snob, che è una delle infinite e più recenti incarnazioni del radical-chic, roba d’altri, delle Barbara Alberti, delle Ginevra Bompiani, delle Barbara Spinelli. Venendo da un mondo di cattolicesimo solidale e dottrinario, alla Raniero La Valle, ha posizioni blandamente kirilliste, anche rispettabili in certi casi, sulle questioni oggetto delle guerre culturali e di valore più importanti, dall’aborto all’eutanasia al gender, ma senza mai esagerare e, se vogliamo, senza mai incidere, così, per dovere conforme.

Marco Tarquinio in abito medievale ad assisi

 

Al confronto con certi gran buffoni del pensiero cirillico, filologi divulgatori e mezzi prof, il cui nome risparmiamo per decenza al lettore, è perfino un moderato, un compassato. Ciò non toglie che un capello di Vittorio Emanuele Parsi basterebbe a legargli intellettualmente le mani e a metterlo al suo posto di banale follower dell’andazzo pacifista più convenzionale.

 

Il nostro problema non è il tarquinismo, che non esiste se non come flatus vocis, è la mancanza di uno storico come Heinrich August Winkler, un intellettuale proprio robusto che ha scritto con altri suoi pari una lettera per indurre Olaf Scholz a riflettere sulla deriva o i rischi di una linea esitante e incerta della Germania sull’Ucraina.

 

(...) Ecco, di Tarquinio il miope e delle sue blande idee di resa a discrezione si sentiva il bisogno solo fino a un certo punto, della tempra lineare di un Winkler si prova un’invidiosa nostalgia.

MARCO TARQUINIO marco tarquinio foto di baccogiuliano ferrara qui radio londra

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…