NO TAV, SÌ DIGOS - PER LA POLIZIA, I 25 ARRESTATI PER LE VIOLENZE IN VAL SUSA SONO DEI “PARA-TERRORISTI” CHE USANO “STRATEGIE MILITARI” - MA L’ALA DURA NON MOLLA: DOMANI MANIFESTAZIONE A TORINO, TENSIONE ALTISSIMA - GRILLO EQUIPARA LA RETATA ALLA STRAGE DI VIA FANI IN CUI FU RAPITO MORO E UCCISA LA SUA SCORTA: “OPERAZIONE DI GEOMETRICA POTENZA”. E GIÙ CRITICHE…

1- ARRESTI NO TAV, IL RAPPORTO DELLA DIGOS
Pierluigi Giordano Cardone per www.ilfattoquotidiano.it

Gli investigatori ricostruiscono anche l'aggressione a un carabiniere, al quale i manifestati hanno strappato la pistola, poi abbandonata nel bosco. La "Libera Repubblica della Maddalena" è definita un "ricettacolo permanente di esponenti della violenza organizzata nazionale ed europea". Azioni "paraterroristiche" contro gli avversari del movimento. Il racconto degli scontri del 27 giugno e del 3 luglio: la ‘resistenza' della cosiddetta ‘Libera Repubblica della Maddalena' e l'assedio al cantiere ‘riconquistato' dalle forze dell'ordine.

Ma non solo. Anche i fatti del 23 maggio, quando i manifestanti riuscirono con la forza a far rinviare l'inizio dei lavori della Ltf (la linea ferroviaria ad alta velocità che unirà Torino a Lione), dando vita a quello spazio autogestito che per almeno un mese ha rappresentato il quartier generale e il simbolo del movimento No Tav. E poi un episodio meno noto, che fornisce una lettura comune a tutte le giornate di violenza in Val di Susa: il sequestro - datato 12 agosto - di un manoscritto che descrive con dovizia di particolari i mezzi e le tattiche della sommossa. In una parola, la "strategia dell'attacco".

Quattro date per descrivere una tesi: gli attacchi alle forze dell'ordine da parte dei "gruppi paramilitari" all'interno della galassia No Tav sono l'esempio di una "attività preordinata con piena consapevolezza da parte dei protagonisti", messa in campo "secondo un preciso quanto essenziale piano di azione".

"STRATEGIE MILITARI". Sono le parole utilizzate dalla Digos di Torino in un dettagliato rapporto che ilfattoquotidiano.it ha potuto consultare e che descrive ogni momento della guerriglia nei pressi del cantiere dell'alta velocità in Val di Susa. Duecento feriti tra le forze dell'ordine, un po' meno tra i manifestanti violenti, danni al cantiere e ai mezzi dei militari. Del bilancio degli scontri molto è stato detto: diverso il discorso sulla ‘preparazione' del piano, che la polizia torinese nel suo documento ha ripercorso sin da quando - è la notte tra il 23 e il 24 maggio - il popolo No Tav riuscì a far rimandare l'inizio dei lavori nella Val Clarea, dando vita alla ‘Libera Repubblica della Maddalena".

Uno spazio in cui, secondo la Digos, "vennero concertate strategie militari volte a stabilire un perfetto e sicronico piano di difesa, con precise tempistiche di reazione e distribuzione delle mansioni". Tutte attività che "iniziavano al suono di una sirena o al lancio di un fumogeno e venivano coordinate attraverso l'uso di radioline tipo walkie talkie".

"UNA LOTTA ANTISISTEMA". Quali sono queste attività? "Assedi al cantiere, tagli delle reti, aggressioni alle forze dell'ordine, danneggiamenti, intimidazioni e minacce a giornalisti o persone non allineate alle posizioni No Tav, azioni para-terroristiche (tentativo di incendio del portone di ingresso di un ufficio del Sindaco di Chiomonte, su posizioni possibiliste all'opera), blocchi autostradali e ferroviari".

Per gli inquirenti, quindi, il movimentro No Tav nel corso del tempo è mutato, anzi degenerato, con il presidio della Libera Repubblica della Maddalena diventato un "ricettacolo permanente di esponenti della violenza organizzata nazionale ed europea che, nell'antistatuale esperienza ‘republichina' hanno intravisto il concretizzarsi di spazi di lotte antisistema, che hanno trovato e trovano effettivo radicamento del declinarsi violento del movimento".


2- L'ALA DURA NON MOLLA E SCENDE IN PIAZZA DOMANI MANIFESTAZIONE A TORINO
Andrea Rossi per "la Stampa"

Spaventati? Per niente. Isolati? Neanche un po'. I «cattivi» non arretrano. L'ala dura del movimento - la galassia che ingloba autonomi e squatter, colpita da arresti e perquisizioni nei centri sociali di mezza Italia, - serra i ranghi. E prepara la manifestazione di domani a Torino. Doveva essere una goliardata. Sarà un corteo vero.

Operazione politica, tranello, imboscata. Radio antagonista rimbalza la voce della galassia delle case occupate. Torino, Milano, Genova, Bologna, Roma, Cagliari: autonomi e anarchici scendono in piazza per protestare. Sventolano striscioni di solidarietà con gli arrestati. «Liberi tutti, liberi subito». L'avanguardia, che da tempo si è stabilita in Val di Susa, detta la linea: «Ci vogliono dividere».

Lele Rizzo, uno dei leader del centro sociale Askatasuna di Torino, allarga le braccia: «Continuano a non capire la natura di questo movimento. E rispolverano le solite tesi: i No Tav ormai sono quattro gatti, la valle non li segue più, la linfa scorre solo grazie ai violenti che arrivano da fuori. Balle». Dana Lauriola si spinge un passo oltre: «Un teorema, niente di più, con il brigatista di turno che salta fuori per far riaffiorare i fantasmi del passato. E perché? Per provare a separare i buoni dai cattivi, inquinare il movimento».

La risposta arriva poco dopo le due del pomeriggio, quando tutti i leader No Tav, insieme, blindano il fortino: gli arrestati sono dei nostri, non ci sono infiltrati. L'idea di aver spinto la protesta oltre i confini non li sfiora. Ancora una volta torna «il movimento» che tutti racchiude, moloch dentro cui si mescola ogni sigla e nessuno resta isolato. «Il movimento ha sempre scelto quali forme di protesta adottare», spiega Dana Lauriola. «A volte ha sfilato, a volte ha sfidato i divieti». Ha lanciato sassi, bulloni. «E si è preso i lacrimogeni al Cs, un gas nocivo. Chi è stato a passare il segno?».

La linea è netta: non lasciare incuneare crepe. I No Tav difendono i centri sociali. E l'ala dura si amalgama nella valle. Non è un caso se tra quelli che si espongono c'è Francesco Richetto, uno degli anelli di congiunzione tra autonomi e valsusini: «L'accusa è una sola: essere No Tav. Ma non sarà un'operazione costruita a tavolino a fermarci. Non saranno le manette a mettere fine a un movimento che esiste da vent'anni».

Lo sapevano: prima o poi questo giorno sarebbe arrivato. «Sappiano però che hanno fatto un autogol». Dicono che il movimento ora è più unito di prima e non si sfalderà. «Non cambierà nulla. Noi non abbiamo paura. Pensare che questa valle si arresti è una pazzia», assicura Rizzo. Dicono che «lo Stato» stavolta ha giocato la sua ultima carta. «Le hanno provate tutte», racconta Richetto. «Sgomberi, recinzioni, muri. Ora hanno deciso di portare le persone in carcere. Vedremo chi l'avrà vinta». La Tav, per loro, è diventata la madre di tutte le battaglie.


3- GRILLO EVOCA VIA FANI: "OPERAZIONE DI GEOMETRICA POTENZA". È POLEMICA
Da "la Repubblica"

«Un'operazione di geometrica potenza è avvenuta in Italia», lo scrive Beppe Grillo nel suo blog commentando gli arresti per le manifestazioni No Tav. «La polizia - aggiunge Grillo con ironia- ha eseguito 26 arresti su tutto il territorio nazionale. L'ora segnata dal destino (gli arresti sono avvenuti verso le 5 nelle dimore dei criminali) è scoccata nel cielo della nostra Patria. Notificati 15 obblighi di dimora. Perquisiti tre centri sociali. Il ripristino della legalità è avvenuto in Val Susa». La citazione di Grillo ha però suscitato qualche polemica. «Geometrica potenza» fu l'espressione usata da Franco Piperno per la strage compiuta dalle Brigate Rosse in via Fani, in occasione del sequestro Moro.

 

NO TAVsusa polizia big susa big susa big susa big GRILLO PARLA IN VAL SUSA SCONTRI NO TAV IN VAL SUSA PROTESTE NO TAV IN VAL SUSA susa big susa big BEPPE GRILLO CON I LIMONI IN VAL DI SUSA PER CALMARE GLI EFFETTI DEI LACRIMOGENIGiancarlo Caselli

Ultimi Dagoreport

tomaso montanari carlo deodato carmen bambach giuli

DAGOREPORT – “MI DIMETTO”, “MI DIMETTO” MI “RIDIMETTO” E RIMETTO: QUANTE VOLTE HA RIMESSO TOMASO MONTANARI? LO STORICO DELL’ARTE, TANTO CARO AI SINISTRATI DA "SAL-OTTO E MEZZO" DI LILLI GRUBER, LASCIA IL COMITATO SCIENTIFICO DEGLI UFFIZI CON UNA LUNGA ARTICOLESSA SUL "FATTO QUOTIDIANO" - IL MINISTRO GIULI HA SCATENATO LA SUA IRA NOMINANDO ALL'INTERNO DEL CDA CARLO DEODATO, SEGRETARIO GENERALE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO – MA COSA C’ENTRA DIMETTERSI ANCHE PER LA “COLLEGA” (SCRIVE MONTANARI) CARMEN BAMBACH, NOMINATA DA GIULI DOPO IL VIAGGIO NEWYORKESE DALL’OUTFIT STILE CAMICIE BRUNE? MENTRE MONTANARI HA TRASCORSO PARTE DEI SUOI ULTIMI ANNI DAVANTI ALLA TV, LA BAMBACH HA PUBBLICATO IL PIÙ IMPONENTE STUDIO IN TRE VOLUMI SU LEONARDO DA VINCI DIVENTANDONE LA MAGGIORE STUDIOSA MA NON LO FAI MICA FESSO COSÌ IL MONTANARI! VUOI VEDERE CHE, IN FUTURO, IL COMITATO SCIENTIFICO-FASCISTA DEGLI UFFIZI INTENDA PRESTARE A QUESTA MALANDRINA DEL CDA UNO O PIÙ DEI SUOI CIRCA 50.000 DISEGNI CONSERVATI NEI DEPOSITI? MEGLIO DIMETTERSI PREVENTIVAMENTE...

carlo cimbri andrea orcel messina luigi lovaglio giuseppe castagna

FLASH – MILANO HA PIAZZA AFFARI MA GLI AFFARI SI GESTISCONO AL CENTRO-SUD! NESSUNO DEI PRINCIPALI ATTORI IN CAMPO NEL RISIKO PIÙ CLAMOROSO DELLA STORIA È NATO ALL’OMBRA DELLA MADUNINA – L’AD DI INTESA, CARLO MESSINA, QUELLO DI UNICREDIT ANDREA ORCEL, E CALTAGIRONE SONO ROMANI DE ROMA; CARLO CIMBRI È CAGLIARITANO; IL RISANATORE DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, PASSATO IN POCHE SETTIMANE DA PREDATORE A PREDA, È LUCANO - GIUSEPPE CASTAGNA E' DI NAPOLI - L'UNICO MENEGHINO E' ALBERTO NAGEL: E' ANCHE L'UNICO CHE HA PERSO LA POLTRONA (A PROPOSITO DELL’EGEMONIA MILANESE…)

giorgia meloni merz macron starmer trump salvini vannacci friedrich donald emmanuel keir matteo roberto

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI CONFERMA DI POSSEDERE TUTTE LE VIRTU' DEL CAMALEONTE, ANCHE LE PIU' SFACCIATE: DA QUANTO TEMPO NON PRONUNCIA PIU' IL NOME DI TRUMP? SE VIENE ESCLUSA DAL TAVOLO DELLE DECISIONI DA MACRON E MERZ, PER RIPICCA FA LA ORBAN IN GONNELLA E DICE NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI VETO NELLE DECISIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO – PERO' A FAR VORTICARE GLI OTOLITI GIÀ FRAGILI DELLA DUCETTA E' LA TENUTA DI FORZA ITALIA E LEGA SULLA LEGGE ELETTORALE: COSTRETTA A CEDERE A SALVINI (ACCISE) E A DARGLI PURE UNA MANO PER NON VEDERE LA LEGA SMANTELLATA DA VANNACCI – DIFFICILE CHE SI AVVERI IL “GIORGIA'S DREAM"” DI ELEZIONI ANTICIPATE A PRIMAVERA, MA SENZA ELECTION DAY INSIEME ALLE AMMINISTRATIVE NELLE CINQUE GRANDI CITTÀ GOVERNATE DAL CENTROSINISTRA (ROMA, MILANO, NAPOLI, TORINO, BOLOGNA): MATTARELLA HA FATTO SAPERE ALLA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" CHE NON CI PENSA PROPRIO DI SPEZZARE IN DUE IL VOTO: SAREBBE UN DOPPIO, INUTILE, COSTO PER UN PAESE CHE ARRANCA TRA BOLLETTE ALLE STELLE E INFLAZIONE - E IL PALLINO DELLO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLE CAMERE E', PER ORA, IN MANO AL CAPO DELLO STATO...

schlein bonafoni taruffi furfaro boccia

DAGOREPORT – IL PD-ELLY E’ MESSO MALISSIMO: DOPO IL NAUFRAGIO VENEZIANO, I SONDAGGI SONO IN CALO DI DUE PUNTI, CIO' CHE RESTA DELL'ANIMA RIFORMISTA DEL PARTITO O LA DETESTA O TAGLIA LA CORDA E I 5STELLE NON LA VOTERANNO MAI COME CANDIDATO PREMIER DEL “CAMPO LARGO” – LE PRIMARIE SONO UN GUAZZABUGLIO: CHI POTRA’ VOTARE? SARANNO APERTE A TUTTI O SOLO AGLI ISCRITTI? E CHI CONTROLLERA’ CHI, E QUANTI, SONO GLI ISCRITTI DI 5STELLE, AVS, CASA RIFORMISTA? - E POI: SI VOTERÀ IN UN TURNO UNICO O CI SARÀ UN BALLOTTAGGIO? - SE NEL PD, IL SOVIET DI ELLY, I VARI CARNEADI BONAFONI, TARUFFI, FURFARO, SI PERMETTONO ORMAI DI BULLIZZARE SULLA CHAT DEL PARTITO PINA PICIERNO ("UNA ‘ROMPICOJONI IN MENO’’), LA VERA ANIMA NERA DEL SOVIET PD, DOVE SPADRONEGGIANO "PIPPE E MART-ELLY", E' L'UNO-E-TRINO FRANCESCO BOCCIA: IL "RASPUTIN DI BISCEGLIE" FA E DISFA PER LA DUCETTA DEL NAZARENO...

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)