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“LA VERITÀ BRUTALE È CHE TRUMP STA PER INTRODURRE UN ENORME AUMENTO DELLE TASSE” – IL DURISSIMO EDITORIALE DEL QUOTIDIANO CONSERVATORE “DAILY TELEGRAPH”, CHE SMONTA LA RETORICA DEL TYCOON COME TAGLIATORE DI IMPOSTE: “IL COSTO DELLE TARIFFE RICADRÀ IN GRAN PARTE SUI CONSUMATORI, ATTRAVERSO UN AUMENTO DEI PREZZI” – “IL PRESIDENTE E IL SUO TEAM STANNO AFFRONTANDO LA QUESTIONE NEL MODO SBAGLIATO. SE SI VOGLIONO IMPORRE DAZI, DOVREBBERO ESSERE COMPENSATI IMMEDIATAMENTE DA TAGLI FISCALI ALTROVE…”

Traduzione di un estratto dell’articolo di Matthew Lynn per https://www.telegraph.co.uk/

 

I DAZI DI DONALD TRUMP - MEME

Lo immaginiamo spesso come un tagliatore di tasse, un nemico dello Stato ipertrofico, un alleato istintivo di imprese e consumatori — e durante il suo primo mandato, Donald Trump è stato tutto questo. Eppure, mentre prende forma il suo secondo mandato, il presidente sta assumendo una fisionomia molto diversa.

 

I dettagli finali del cosiddetto “Giorno della Liberazione”, previsto per mercoledì, devono ancora essere definiti. Ma la Casa Bianca sembra intenzionata a introdurre nuovi dazi molto pesanti, applicati a tutti i partner commerciali degli Stati Uniti.

 

In un’intervista a Fox News, Peter Navarro, uno dei principali sostenitori della nuova politica tariffaria, ha affermato che le tariffe sull’importazione di automobili potrebbero generare 100 miliardi di dollari l’anno per il bilancio federale. Ancora più significativo, secondo lui, una struttura tariffaria generalizzata frutterebbe 600 miliardi di dollari l’anno.

 

MAGA SHOPPING - LA TELEVENDITA DI TRUMP E MUSK ALLA CASA BIANCA

Economisti ed esperti di commercio discuteranno a lungo sulle cifre precise. Ma è certo che nessun governo americano ha introdotto dazi su questa scala da oltre un secolo.

 

Una parte dell’onere potrebbe ricadere sulle aziende estere. Alcune imprese cinesi, sostenute dallo Stato, potrebbero accettare i dazi pur di guadagnare quote di mercato, più che profitti. In altri casi, la produzione potrebbe spostarsi da Stoccarda a San Francisco, o da Lione a Louisville, trasformando le importazioni in prodotti nazionali.

 

SONDAGGIO CBS SU TRUMP, DAZI E INFLAZIONE

Ma l’ipotesi più probabile è che il costo ricada in gran parte sui consumatori, attraverso un aumento dei prezzi. O saranno costretti a pagare di più per i beni importati, oppure assisteranno a un’inflazione diffusa […] E se davvero i dazi generassero 600 miliardi di dollari l’anno, sarebbe una somma enorme, persino per un’economia vastissima come quella americana.

 

Per fare un confronto: il governo federale raccoglie circa 4.900 miliardi di dollari l’anno in entrate fiscali. Se Navarro ha ragione, i dazi aggiungerebbero quasi il 15% a quel totale. Si tratterebbe di una cifra superiore ai 424 miliardi di dollari provenienti dalle imposte sulle società, rendendo i dazi la terza fonte di entrate federali, dopo l’imposta sul reddito (poco più del 50% del totale) e i contributi per la sicurezza sociale (circa il 30%).

 

LE TASSE DI TRUMP

In pratica, sarebbe il più grande aumento fiscale mai imposto da un presidente americano, e comporterebbe un profondo cambiamento nel modo in cui il governo raccoglie fondi.

 

Trump e il suo team parlano a volte della possibilità di sostituire l’imposta sul reddito o altre tasse con i dazi. In effetti, non è un’idea del tutto assurda: 150 anni fa, erano proprio i dazi a finanziare gran parte del bilancio degli Stati Uniti (nel 1850 rappresentavano il 90% delle entrate statali), come accadeva anche in altri paesi.

donald trump dazi vino

 

Ma c’è un problema fondamentale: all’epoca lo Stato era infinitamente più piccolo e aveva bisogno di molte meno risorse. Anche ipotizzando che Elon Musk riesca a tagliare mille miliardi di dollari dal bilancio federale, per coprire le spese attuali i dazi dovrebbero essere almeno cinque o sei volte più alti di quanto oggi ipotizzato.

Per sostituire completamente l’imposta sul reddito, servirebbero dazi del 100% o più.

 

Dazi di questa entità sarebbero devastanti per il sistema commerciale globale. È banale dirlo, ma se il commercio si azzera, anche il gettito dei dazi si azzera.

 

I DAZI DI DONALD TRUMP - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Peggio ancora, il presidente e il suo team stanno affrontando la questione nel modo sbagliato. Se si vogliono imporre dazi, questi dovrebbero essere compensati immediatamente da tagli fiscali altrove: si potrebbero, ad esempio, abolire le imposte sulle imprese, ridurre l’imposta sul reddito di almeno il 20%, o tagliare radicalmente i contributi previdenziali, o ancora una combinazione delle tre misure.

 

Questo sarebbe uno spostamento della base imponibile, che potrebbe essere discusso razionalmente. Ma non è questo il caso: l’amministrazione sta introducendo i dazi, mentre parla in modo vago di possibili riduzioni fiscali future — senza impegni concreti. Non è certo un modo accettabile di governare.

 

trump e musk in versione studio ghibli

La verità brutale è che Trump sta per introdurre un enorme aumento delle tasse — e, come ogni aumento delle tasse, questo rischia di schiacciare l’economia americana.

PROTESTA CONTRO LA DESTRA A BERLINO (MASCHERE DI WEIDEL - MUSK - TRUMP - PUTIN E VANCE)

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