mattarella cottarelli zaia

QUIRINALE, ABBIAMO UN PROBLEMA: LO STALLO – TEMPI LUNGHI PER IL NUOVO GOVERNO, MATTARELLA NON PREME E SPERA ANCORA CHE I PARTITI TROVINO LA QUADRA NEL PROSSIMO MESE E MEZZO. MA HA DUE NOMI PER USCIRE DALL’IMPASSE: ZAIA O COTTARELLI - L’ EX COMMISSARIO ALLA SPENDING REVIEW SI È DETTO PREOCCUPATO: RISCHIAMO UNA NUOVA RECESSIONE

MATTARELLA

Massimiliano Scafi per il Giornale

 

Mi chiamo Sergio, risolvo problemi. Non c'è fretta, Mattarella è ancora nella modalità zen e aspetta «il chiarimento», ma l'attesa non può certo durare in eterno.

 

 

I partiti hanno quindi un mese, un mese e mezzo al massimo, poi la musica cambierà. In queste cinque, sei settimane gli aspiranti al Soglio dovranno smussare angoli, cercare intese, coagulare consensi e infine presentarsi davanti a lui con «proposte, programmi e numeri sicuri». Altrimenti il capo dello Stato, forzando la sua indole, sarà costretto a «prendere l'iniziativa».

 

Tempi lunghi, d'accordo. Al Quirinale ricordano che cinque anni fa l'accordo per il governo Letta arrivò solo dopo quasi tre mesi di tribolazioni. «E il quadro di oggi è molto, molto più complesso». Tempi lunghi, ma non sconfinati. I mercati per un po' staranno a guardare, l'Europa non ci pressa però Mario Draghi ha spiegato che una «protratta instabilità politica» potrebbe avere ripercussioni «su Pil e inflazione». Non c'è proprio da dormirci sopra.

ZAIA BERLUSCONI

 

E infatti, con il suo stile discreto, il presidente si è messo in moto e, mentre attende «da spettatore» la riunione della direzione Pd di lunedì, attraverso Gianni Letta ha riaperto il canale di comunicazione con il Cavaliere. Intanto i taccuini sul suo tavolo non hanno più soltanto pagine bianche, c'è già qualche appunto interessante. Qualcosa si sta forse muovendo. Piccoli passi, microscopici, però insomma, data la situazione di partenza, ci si può lavorare, anche se la soluzione è definita «lontanissima e difficilissima».

 

Di Maio Mattarella

Tra le cose positive Mattarella ha segnato le reazioni al suo appello alla responsabilità «per l'interesse del Paese e dei cittadini», apprezzato almeno a parole da tutti, in particolare da Silvio Berlusconi. Ma siccome a contare sono i fatti, ecco la seconda notizia buona annotata sul quaderno: sia Di Maio che Salvini hanno cominciato a parlare di proposte e programmi sui quali cercare di coinvolgere altre forze. Il candidato dei Cinque Stelle ha ipotizzato che il prossimo Def, «che deve essere approvato a maggioranza», possa essere l'occasione giusta per agganciare il Pd. «Cerchiamo intese sull'economia». Magari è soltanto propaganda, tuttavia è meglio di niente. Qualcuno ha buttato lì, se Di Maio accetterà il consiglio del Colle e si farà da parte, il nome di Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review. Giggino però tiene duro e non vuole uscire di scena. E così l'incarico ai grillini è sempre più lontano.

 

Sull'altro fronte Matteo Salvini invece ha aperto sulla questione lavoro: «Spero che il Pd sia a disposizione per trovare una via d'uscita al Paese». Ancora più interessante, dall'ottica del Quirinale, è forse il dibattito che si sta sviluppando all'interno della Lega. Viste le difficoltà a formare un governo politico di centrodestra - mancano una cinquantina e passa di voti - Salvini starebbe valutando di fare quel passo indietro chiesto dal Quirinale: Mattarella ritiene più facile raggiungere un'intesa se sul campo c'è un candidato premier meno divisivo. Il nome che si fa è Luca Zaia, spinto dall'ala veneta leghista, ma il governatore nicchia.

MATTARELLA GENTILONI

 

Poi sui taccuini presidenziali c'è anche un'altra data cerchiata, il 23 marzo, quando inizierà la procedura per elezione dei presidenti delle Camere, da molti considerati una prova generale. Però può essere anche un'arma a doppio taglio. A Montecitorio serve una maggioranza qualificata, quindi un'intesa trasversale. Al Senato invece basta una maggioranza relativa e, se qualcuno tenterà il blitz in solitaria, salterà tutto. Per questo Mattarella si sta attrezzando alla fase due, quando dopo le consultazioni, in caso di probabile esito negativo, dovrà prendere in mano il timone e cercare di pilotare la navicella verso un governo di scopo o simile.

 

2. COTTARELLI

 

Antonio Signorini per il Giornale

 

Carlo Cottarelli

Un governo di scopo, anche se non si sa bene quale. E forse è meglio così. Perché se Partito democratico e Movimento cinque stelle si metteranno veramente d'impegno a immaginare scenari economi futuri saranno guai seri per i contribuenti.

 

L'unico minimo comun denominatore tra i pentastellati e un Pd definitivamente derenzizzato (cioè con il segretario fuori o messo ai margini) non può che essere un sistema fiscale che conserva il male che c'è e ne aggiunge altro; una politica economica tassa e spendi venduta al pubblico come giustizia sociale. Uno scenario venezuelano.

 

 

(…)Il tassa e spendi è una spirale difficile da tenere sotto controllo e nel lungo termine la nuova alleanza potrebbe scatenare gli istinti tassatori. Fantascienza? 

 

 

Da giorni il solitamente compassato Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review si è detto preoccupato. L'idea di fare sviluppo con il deficit è sbagliata. E ci porterà ad una nuova recessione.

 

mattarellaletta mattarella MARONI MATTARELLA2CALENDA MATTARELLAmattarella napolitanomattarella di maio boschi

Ultimi Dagoreport

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO