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“SUI VITALIZI IL PARLAMENTO PRENDE IN GIRO GLI ITALIANI” - IL PRESIDENTE DELL’INPS BOERI RANDELLA LE CAMERE CHE NASCONDONO I DATI SUI CONTRIBUTI VERSATI DAGLI EX ONOREVOLI NECESSARI A RICALCOLARE I VITALIZI IN SENSO CONTRIBUTIVO: “E’ UN REGALO ALL’ANTI PARLAMENTARISMO”

Roberto Giovannini per “la Stampa”

 

TITO BOERITITO BOERI

Il personaggio è noto: determinato, polemico, abrasivo. Ieri nel corso di un' audizione parlamentare il presidente dell' Inps Tito Boeri è stato protagonista di un aspro duello con il Parlamento. Materia del contendere, i vitalizi.

 

O meglio, i dati sulle posizioni contributive dei parlamentari ed ex-parlamentari.

Chiariamoci: ha ragione Boeri. Qualche tempo fa, infatti, il ministero del Lavoro ha chiesto all' Inps di stendere una relazione tecnica sul ricalcolo in senso contributivo dei vitalizi parlamentari, che è il cuore della proposta di legge Richetti sui vitalizi. Come è ovvio, per fare questo calcolo bisogna conoscere uno per uno quanto i beneficiari attuali e potenziali dei vitalizi hanno effettivamente versato.

 

VIGNETTA SUL VITALIZIOVIGNETTA SUL VITALIZIO

Come da galateo istituzionale, l'Inps ha chiesto al ministero di Giuliano Poletti di farsi dare questi numeri dal Parlamento. La settimana scorsa la Camera ha consegnato i dati sui contributi versati: sì, ma solo il dato complessivo, ovvero la somma di tutti i contributi di tutti i parlamentari ed ex. Dati con cui è materialmente impossibile calcolare a quanto ammonteranno i futuri vitalizi riveduti e corretti.

 

«È un regalo all' anti-parlamentarismo», ha tuonato ieri Boeri nell' audizione al Senato, spiegando che senza l' estratto conto contributivo individuale «non è possibile valutare l' impatto delle misure» sui vitalizi. Il presidente dell' Inps poi ha definito la risposta della Camera «una presa in giro nei confronti degli italiani».

PROTESTE CONTRO IL VITALIZIO  PROTESTE CONTRO IL VITALIZIO

 

L'Inps dispone dei dati individuali «su tutti gli italiani», ma non quelli dei parlamentari, cosa che impedisce «valutazioni serie e approfondite» necessarie «all'Inps, alla Ragioneria» per mettere a punto «le relazioni tecniche» sui provvedimenti in discussione. A Boeri hanno replicato stizziti i Questori della Camera Stefano Dambruoso, Gregorio Fontana e Paolo Fontanelli.

 

«I dati riguardanti i contributi versati dai deputati sono da sempre pubblici nel loro complesso essendo registrati in una specifica voce nel Bilancio interno della Camera disponibile sul sito istituzionale». Del resto, hanno detto, neanche l' Inps pubblica «le posizioni dei singoli soggetti iscritti», e il ddl Richetti «non attribuisce alcuna competenza all' Inps». Infine, i Questori confidano che «possa chiudersi una polemica su questo tema che non fa altro che alimentare una ingiustificata campagna di delegittimazione dell' istituzione parlamentare».

PROTESTE CONTRO IL VITALIZIO   PROTESTE CONTRO IL VITALIZIO

 

Non è certo questa la prima polemica istituzionale scatenata dall'economista della Bocconi. E c' è da giurare che non sarà l' ultima. Il presidente dell' Inps è un personaggio dal carattere forte, e dicono, molto difficile. Ha litigato praticamente con tutti da quando presiede l' istituto previdenziale. Una carica che ha interpretato come una specie di superministero economico e sociale, e da cui ha invaso a piè sospinto terreni altrui, polemizzando con tutti: ministri, politici, sindacalisti.

PROTESTE CONTRO IL VITALIZIOPROTESTE CONTRO IL VITALIZIO

 

Senza troppi peli sulla lingua ha diramato le sue ricette su pressoché tutto lo scibile, dal Jobs Act alle pensioni ai migranti. Gli amici di Boeri ritengono che il suo sia uno stile «naturale», tipico di un economista abituato al dibattito pubblico. Chi non lo apprezza, invece, sospetta che Boeri sia in realtà un uomo ambizioso che spera un giorno di essere chiamato da «riserva della Repubblica» a guidare (almeno) un ministero importante.

 

Non ha molti amici nel mondo politico, ma attraverso il Festival dell' Economia di Trento di cui è direttore scientifico (ruolo che ha a lungo ricoperto anche alla Fondazione Rodolfo De Benedetti, a fianco dell' Ingegner Carlo De Benedetti) si è costruito nel tempo una salda rete di relazioni importanti. E poi, non molla. La prova? Neanche un furioso Matteo Renzi, da premier, è riuscito ad ottenere la sua testa.

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