ielo bonini amadori

TOGHE E GIORNALISTI – AMADORI (“LA VERITA’”) RIBATTE A BONINI (“REPUBBLICA”): “GLI SAREBBE BASTATO CONSULTARE IELO PER SCOPRIRE CHE CHI SCRIVE NON AVEVA NESSUNA INTENZIONE DI “BRUCIARE L'INCHIESTA DI IELO E MARIO PALAZZI” – “IELO CI HA AUTORIZZATI A SVELARE CHE ERA LUI LA FONTE CITATA NEL NOSTRO ARTICOLO: “L'INTERCETTAZIONE L'HO SMENTITA IO. FACCIO LE COSE CHE POSSO FARE E NON MI NASCONDO, PERCHÉ SONO UNA PERSONA SERIA”

GIACOMO AMADORI

Giacomo Amadori per “la Verità”

 

«Guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi è tanto difficile morire» cantava Lucio Battisti. Ecco la prima cosa che ci è balzata alla mente leggendo ieri mattina un articolo vergato da Carlo Bonini su Repubblica sulla vicenda dei presunti incontri carbonari dei consiglieri del Csm con Luca Lotti. L' impavido, penna in resta, ci ha accusato di sparare fango sulla Procura di Roma. Tanto da arrivare a sostenere questa bizzarra tesi: a suo dire, il vostro cronista avrebbe avuto «buone ragioni per tirare una legnata» (sic) al procuratore aggiunto Paolo Ielo.

carlo bonini foto di bacco

 

Quali? «Il giornalista della Verità [] nel caso Siri, qualche settimana prima, ha provato a bruciare l' inchiesta di Ielo e Mario Palazzi montando un inesistente giallo sull' intercettazione chiave». Peccato che a smentire la versione di quella conversazione pubblicata da Repubblica, Corriere della Sera e Messaggero (la Premiata cooperativa cronisti riuniti), «per la non corrispondenza» testuale a quella ufficiale, fosse stata la stessa Procura, citata dal nostro giornale.

PAOLO IELO

 

Ieri Ielo di fronte all' aggressione di Bonini, ci ha autorizzati, con un certo coraggio e onestà intellettuale, a svelare che era lui la fonte citata nel nostro articolo: «L' intercettazione l' ho smentita io. Faccio le cose che posso fare e non mi nascondo, perché sono una persona seria. Sul resto, ogni giorno che apro i giornali trovo novità non sempre gradite».

 

Ma perché Bonini, come un Patrick de Gayardon delle gazzette, o peggio un Willy il Coyote alla vaccinara, si è lanciato senza paracadute contro La Verità, incurante del possibile precipizio giudiziario? In fondo gli sarebbe bastato consultare Ielo per scoprire che chi scrive non aveva nessuna intenzione di «bruciare l' inchiesta di Ielo e Mario Palazzi», ma, più modestamente, di denunciare un modo sciatto e conformista di fare giornalismo.

Palamara Lotti Ferri

 

Non basta. Nel suo articolo, se così si può chiamare, Bonini ha anche riportato il presunto contenuto di un' intercettazione registrata il 16 maggio 2019. Una microspia avrebbe fissato il momento in cui il pm Luca Palamara «eccita» il collega Stefano Fava, nell' ufficio di quest' ultimo, prefigurandogli la possibilità di diffondere a mezzo stampa un esposto dello stesso Fava contro Ielo e l' ex procuratore Giuseppe Pignatone. Ecco la parafrasi di Bonini: «Concordano che quella storia debba uscire e che il canale debbano essere due quotidiani: Il Fatto e La Verità».

palamara ferri

 

Visto che all' epoca non avevamo avuto l' onore di conoscere né Palamara, né Fava, siamo ansiosi di leggere la trascrizione di questa conversazione, per capire se siamo stati davvero citati oppure se si tratti dell' ennesimo sfondone di Willy il Coyote. Fava con noi ha escluso la veridicità di quanto riportato da Repubblica: «Palamara non è mai venuto nel mio ufficio e il 16 maggio non posso aver citato La Verità, visto che l' ho letta per la prima volta circa dieci giorni dopo, quando sulle nostre mail è girata l' intervista che avete fatto al procuratore aggiunto Antonello Racanelli. Attendo la pubblicazione da parte di Bonini dell' intercettazione».

LUCA PALAMARA PUBBLICA SU TWITTER LA FOTO CON MARCO TRAVAGLIO AL CONVEGNO DI UNICOST IN PUGLIA

 

Ieri si sono lamentati delle sciocchezze scritte dai giornaloni pure tre dei cinque consiglieri del Csm che si sono autosospesi dopo essere stati travolti nell' inchiesta sulla presunta corruzione di Palamara. Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli e Antonio Lepre hanno diramato un comunicato che smentiva qualsiasi incontro programmato con l' ex sottosegretario Lotti, presunto regista occulto delle nomine del Csm.

 

La richiesta di dimissioni avanzata nei loro confronti dall' Associazione nazionale magistrati sarebbe «priva di fondamento e basata solo su articoli di stampa».

palamara lotito

I tre si sono ribellati alla ricostruzione fatta da Corriere della Sera e Repubblica («Leggiamo sconcertati quanto scritto da due importanti quotidiani») su un incontro organizzato in un albergo capitolino e che «avrebbe avuto come oggetto programmato la nomina della Procura di Roma».

 

Alla riunione avrebbero partecipato Palamara, i consiglieri del Csm Luigi Spina e Gianluigi Morlini, il parlamentare Pd e magistrato Cosimo Ferri e il «deputato imputato» Lotti. Secondo Repubblica al rendez vous avrebbe preso parte anche il presidente della Lazio Claudio Lotito. Ebbene tale ricostruzione sarebbe ricca di imprecisioni. A partire da questa: «Nessuno dei consiglieri sapeva che sarebbe venuto il deputato Lotti, il quale all' improvviso si è palesato a tutti noi» assicurano gli scriventi, i quali si sarebbero trattenuti a tavola non per attendere l' ex ministro, «ma perché gli fu detto che sarebbero arrivati alcuni colleghi di Unicost (corrente della magistratura, ndr), come effettivamente avvenne».

palamara ferri

 

Ma la topica più grossa l' avrebbe presa, ça va sans dire, Bonini: «Contrariamente a quanto titola e scrive La Repubblica, ad esempio di certo non vi era Claudio Lotito e altrettanto certamente non ci siamo mai recati di notte presso la casa della sorella di Cosimo Ferri, casa di cui peraltro fino a stamane ignoravamo l' esistenza, né abbiamo mai chiesto biglietti a chicchessia».

 

Consiglio Superiore della Magistratura

Le tre toghe concludono dando i numeri: «Nessuna nostra attività consiliare, come singoli e gruppo, è stata mai influenzata dall' esterno e nessuno sviamento della funzione vi è stato, come inequivocabilmente dimostrano i numeri da cui si evince quasi l' unanimità» nelle votazioni della quinta commissione, quella che si occupa delle nomine dei magistrati e di cui facevano parte Lepre e il presidente Morlini (altro autosospeso): «Su un totale di 30 direttivi vi sono state ben 27 proposte uniche, due proposte doppie e una proposta tripla; su un totale di 40 semidirettivi vi sono state ben 30 proposte uniche, nove doppie proposte e una proposta tripla (appunto Procura Roma)».

 

In conclusione, al Csm, negli ultimi mesi, presunte mele marce e mele sane hanno votato quasi come un sol uomo. Con buona pace di chi è convinto di aver già trovato buoni e cattivi.

Ultimi Dagoreport

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

giorgia meloni peter thiel

FLASH – COME MAI FRATELLI D’ITALIA, DI FRONTE ALLA CALATA DI PETER THIEL SU ROMA, HA SCELTO IL SILENZIO ASSOLUTO? NESSUN ESPONENTE DI PESO DEL PARTITO È ANDATO A PALAZZO TAVERNA A VIOLENTARE LE SUE ORECCHIE CON GLI SPROLOQUI SULL’ANTICRISTO DEL FONDATORE DI PALANTIR: C’ENTRA IL VATICANO, CERTO, MA ANCHE IL REFERENDUM. A CINQUE GIORNI DAL VOTO, MEGLIO EVITARE UN NUOVO ELEMENTO DI POLEMICA ESOGENA. E POI C’È LA QUESTIONE LEGA, LA VERA OSSESSIONE DELLA MELONI: NON ESSENDO PRESENTE NESSUNO DEL CARROCCIO ALLE CONFERENZE DI THIEL, LA SORA GIORGIA ERA TRANQUILLA (LA MELONI NON VUOLE  SCOPRIRSI A DESTRA, LASCIANDO IL MONDO ULTRA-CATTOLICO A SALVINI)

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...