‘TORY’ DA MONTA - GLI INGLESI HANNO HANNO DETTO SÌ ALLE NOZZE GAY - E L’ARCIVESCOVO DI CANTERBURY, COME IL PAPA, PEGGIO DEL PAPA, MINACCIA UN NUOVO SCISMA: “POTREMMO NON CELEBRARE PIÙ NEL NOME DELLO STATO” - “SI ALTEREREBBE LA NATURA INTRINSECA DEL MATRIMONIO COME UNIONE TRA UOMO E DONNA” - GLI ATTIVISTI ATTACCANO LA CHIESA ANGLICANA: “SONO MAESTRI NEL MELODRAMMA E NELL’INTIMIDAZIONE”…

Andrea Malaguti per "la Stampa"

C' è aria di scisma. Sono passati cinque secoli ma la storia si ripete. Adattandosi in parte alle esigenze della modernità. E stavolta è la Chiesa Anglicana che minaccia la divisione. Non più da Roma ma dalla sua Londra, non più dal Papa ma da David Cameron, conservatore che all'improvviso ha deciso di non conservare. Al centro dello scontro il tema non è cambiato: il matrimonio.

Per garantire il proprio (il secondo) con Anna Bolena, Enrico VIII firmò nel 1534 l'Atto di Supremazia - «Il Re è l'Unico Capo della Chiesa d'Inghilterra» -, chiuse e saccheggiò i monasteri e calpestò il titolo di «Defensor Fidei» riconosciutogli da Clemente VII per il suo scontro con Lutero (ma un conto, si sa, sono le battaglie di principio, un altro quelle personali).

Per consentire quello tra persone dello stesso sesso il governo Tory si è affidato a una consultazione popolare che chiuderà giovedì e sarà discussa alla House of Commons venerdì. Siete favorevoli ai «gay marriages»? Un plebiscito: 550 mila sudditi di Elisabetta hanno dato il proprio assenso a questa nuova rivoluzione. Piccola, inevitabile e già nei fatti per la collettività, spaventosa e inaccettabile per le alte gerarchie ecclesiastiche. «Potremmo vederci costretti a non celebrare più matrimoni nel nome dello Stato» ha fatto sapere l'Arcivescovo di Canterbury. Boom.

Theresa May, severo ministro dell'Interno, ha sottolineato che la scelta del governo non obbligherebbe nessuna chiesa a celebrare matrimoni contro la propria volontà. «Semplicemente ristabilirebbe un piano di uguaglianza». Le spiegazioni non sono servite.

Il comprensivo Reverendo Tim Stevens, Vescovo di Leicester, si è incaricato di esporre le posizioni della Chiesa Anglicana. «In un momento in cui i matrimoni sono in crisi e stiamo cercando di mantenere la tradizione, una scelta di questo genere sarebbe deleteria - ha detto -. Si altererebbe la natura intrinseca del matrimonio come unione tra uomo e donna. così come sancita dalle organizzazioni umane nel corso della storia e dai nostri canoni».

Può sembrare la visione bizzarra di chi considera i matrimoni gay non un autentico atto d'amore ma solo il tentativo sgangherato di due uomini o di due donne di movimentare il presunto grigiore delle loro frequentazioni. In verità sotto c'è un mondo fatto di fede, potere e fragili equilibri.

Oggi le differenze tra un'unione civile e un matrimonio si riducono a poco. Su pensioni, eredità e beni condivisi gli obblighi e i diritti sono identici. Ma i matrimoni si sanciscono con un sì, le unioni civili con una firma. Soprattutto i matrimoni si celebrano in un luogo di culto, con tutto ciò che la sacralità comporta. Se non è più il sacerdote a essere titolare delle regole che consentono l'unione eterna, allora il suo ruolo è inutile.

«È una lettura sbagliata. Non ci preoccupiamo di questo ma solo del fatto che maschio e femmina sono diversi. Il governo confonde uguaglianza con omologazione. Per di più una Corte europea potrebbe costringerci a celebrare contro volontà», chiosa Stevens. Il governo smentisce: «Il rischio non esiste».

Ma il punto resta controverso. Gli attivisti per i diritti umani attaccano: «La Chiesa racconta che questo è il più grave sconvolgimento nei rapporti con lo Stato dal saccheggio dei monasteri. La verità è che sono maestri nel melodramma e nell'intimidazione», dice Ben Summerskill, responsabile degli attivisti di Stonewall, mentre per il Consiglio Musulmano della Gran Bretagna «la proposta non aiuta e non è necessaria». Ma non è chiaro «chi» non aiuti e «a chi» non serva. O forse è chiarissimo.

 

MATRIMONIO TRA DUE DONNE MATRIMONIO GAYDAVID CAMERONTheresa May Chiesa Anglicana della Holy Cross FullLong VATICANO Anglicani La Chiesa Anglicana confcrist

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)