toti salvini

UNO PER TUTTI, TOTI PER UNO – IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA SE NE VA O NO DA “FARSA ITALIA”? I BIG CI SPERAVANO, MA RESTERANNO DELUSI – L’EX DIRETTORE DI TG MEDIASET NON HA INTENZIONE DI FARE LE VALIGIE, ANZI, VUOLE COSTRUIRE UN NUOVO POLO CHE SI AFFIANCHI A SALVINI E UNISCA “NEL CENTRODESTRA TUTTI QUELLI CHE NON SI RICONOSCONO NEL ‘CAPITANO’” – SOLO A QUEL PUNTO SAREBBE PRONTO A SGANCIARE LA BOMBA, L’INCUBO DI BERLUSCONI: CHIEDERE LO SCIOGLIMENTO DI FORZA ITALIA E…

1 – Toti, te ne vai o no?

Marco Antonellis per “Dagospia”

 

giovanni toti in tuta con berlusconi

Se ne va o no? Sembra essere questo il leitmotiv che si ascolta di più tra Camera e Senato riguardo l'ex direttore di TG Mediaset Giovanni Toti. Ebbene, la risposta ve la diamo noi: no, il prode Toti non ha nessuna intenzione di andarsene dal partito, di lasciare Forza Italia (anche perché sa benissimo che non lo seguirebbe nessuno, le sue truppe, i cosiddetti "totiani", saranno al massimo 4 o 5 parlamentari, pochi anche per fare una gita in collina).

 

La sua strategia in realtà è un'altra: per il Governatore della Liguria è "necessario mettere insieme Forza Italia, Fratelli d’Italia e cattolici moderati". Il progetto è quello di costituire un nuovo polo che si affianchi al Carroccio e che unisca "nel centrodestra tutti quelli che non si riconoscono nel Capitano leghista" raccontano fonti vicine al Governatore: "Così possiamo puntare al 10%".

 

toti sopralluogo ponte morandi

Insomma, la strategia dell'ex giornalista Mediaset è quella di raccogliere in un nuovo contenitore tutte quelle esperienze e sensibilità di centrodestra che alle ultime elezioni si sono astenute o hanno "tradito" votando altro. In poche parole si punta a far nascere un Pdl 2.0.

 

Le europee saranno il grande spartiacque: se la Lega dovesse sfondare quota 30% Forza Italia sarebbe destinata automaticamente all'estinzione e quindi Toti darebbe il via al suo progetto. Ma, spiegano fonti vicine al governatore ligure, i tempi potrebbero subire un'accelerazione se il governo gialloverde dovesse trovarsi in difficoltà a causa di spread e manovra economica.

toti mulè

 

A quel punto Toti sarebbe pronto a sganciare la "bomba", il vero incubo di Silvio Berlusconi: chiedere lo scioglimento di Forza Italia per lanciare un'Assemblea Costituente insieme a Fratelli d'Italia e a tutti quelli che nel centrodestra non si riconoscono nella Lega di Matteo Salvini.

 

2 – TOTI FA LE PROVE PER LO STRAPPO ORMAI HA STERZATO VERSO FDI

Sabrina Cottone per “il Giornale”

 

Giovanni Toti è uno di quei politici dei quali si può tranquillamente dire «non è l' abito a fare il monaco». Era così ai tempi dell' accappatoio salutista sul balcone della spa di Gardone Riviera, dove Silvio Berlusconi lo aveva condotto deciso a farlo dimagrire per trasformarlo nel suo delfino.

 

SALVINI MELONI TOTI

Era serenamente pasciuto anche ieri nelle nuove vesti del ribelle, al palazzo delle Stelline di Milano, luogo dove si è fatta la storia politica della città e spesso del Paese, e dove molti politici in attesa di leader speravano che si consumasse il fatidico «strappo», cioè l' addio di Toti a Forza Italia, ormai da tempo oggetto consueto delle sue critiche («costruttive» dice lui).

 

Il cambio di accappatoio invece dovrà attendere. Intanto il governatore della Liguria fa le prove di che cosa significhi proporsi come fondatore di un «partito della normalità» (il copyright gli appartiene) con le sue sole forze, davanti al centinaio di persone che in questo sabato mattina uggioso (ma con buffet) lo attendono a chiudere la convention di «Italia Avanti», marchio registrato dall' eurodeputato Stefano Maullu nella speranza di mettere insieme ciò che nel centrodestra non è Lega e non è Forza Italia.

GIOVANNI TOTI

 

Dopo avere incrociato il fioretto con i vertici azzurri e infine con la scelta di Silvio Berlusconi di sostenere Weber in Europa, adesso alza il tiro anche con la Lega. Salvini leader della Commissione europea, prossima tappa della conquista del mondo leghista? Toti ne approfitta per ricordare al vicepremier quel che non sta facendo: «Salvini è appena diventato ministro dell' Interno, spero e penso che si occupi di farlo, mi pare abbia molto da fare dal caso Desirée in giù.

 

silvio berlusconi borsalino giovanni toti 3

Non mi pare che l' Italia si sia magicamente risvegliata molto più sicura». E ancora: «È bene che i politici, quando prendono un impegno lo perseguano fino in fondo e non pensino a saltare da una poltrona all' altra secondo le convenienze».

 

Si vede subito, facendo un giro tra i presenti, che l' ambiente è prevalentemente Fratelli d' Italia. Guido Crosetto, Daniela Santanchè, Carlo Fidanza, Paola Frassinetti, Marco Osnato i più noti. Tra gli azzurri il più visibile è il deputato Alessandro Sorte («mi ritrovo nelle critiche costruttive di Toti»), poi una serie di sindaci scontenti o preoccupati («sono smarrito, confessa uno, «non tacciamo di tradimento tutti quelli che parlano» dice un altro, «un partito non può essere un autobus privato» azzarda un altro).

GIOVANNI TOTI GIORGIA MELONI

 

Ma insomma il milieu è patriottico e anche se nel filmato introduttivo il primo politico citato è il Craxi di Sigonella, l' immagine conclusiva restano le Frecce tricolore. «Speriamo che lasci Forza Italia, lo seguirebbero in parecchi» dice un corteggiatore sovranista.

 

E anche in casa Lega i movimenti di Toti destano un certo allarme se è vero che alle Stelline si avvistano Stefano Bolognini e Gianmarco Senna, come dire i «bravi» di don Matteo Salvini a Milano. L' obiettivo di Toti, il «partito della normalità», è «un luogo che sappia dare casa agli ex Pdl che non hanno casa.

giorgia meloni giovanni toti atreju

 

Agli azzurri dice: «No a congressi a porte chiuse o poco più, sì su temi veri e sulla classe dirigente a livello nazionale, non solo sui dirigenti locali». Vuol dire che Forza Italia da sola non ha senso? «No, penso che Forza Italia possa fare molto per migliorare se stessa ma penso anche che il centrodestra possa fare molto per migliorare se stesso». Ecco, lo strappo non è consumato. Siamo solo alle prove generali.

giovanni toti matteo salvini giorgia meloni quagliariellogiovanni toti matteo salvini giorgia melonimaria rosaria rossi giovanni toti silvio berlusconi francesca pascaleBERLUSCONI E GIOVANNI TOTI ALLA BEAUTY FARMmanifestazione salvini meloni toti a firenze

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…