conte bergoglio sassoli

COSA SUCCEDE OLTRETEVERE? LA TRANSIZIONE ANCHE ECCLESIALE VERSO LA FASE POST-COVID E POST-CONTE È APPENA COMINCIATA E RISERVERÀ SORPRESE - IL DISEGNO DEL NUOVO PARTITO AREA BIANCA, CHE NON DISPIACE A UNO DEI PRINCIPALI CONSIGLIERI DEL PAPA, PADRE ANTONIO SPADARO, CON I CATTOLICI PRODIANI E IL COINVOLGIMENTO, COME LEADER, DELL'ATTUALE PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO, DAVID SASSOLI - IL PAPA IN LOMBARDIA NON INCONTRERA’ SALVINI…

MARCO ANTONELLIS per Italia Oggi

 

conte papa francesco

Va detto, ce la sta mettendo tutta. Non c'è intervista in cui Matteo Salvini non citi Papa Francesco per riuscire finalmente a bucare il muro di diffidenza che ha provocato il rifiuto da parte di Bergoglio di avere anche solo una foto con il leader leghista: non ne esistono, neanche per quelle occasioni istituzionali che in Vaticano per prassi non si negano a nessun politico più o meno in vista.

 

C'è l'abbraccio con Emma Bonino, innumerevoli incontri con Zingaretti e Raggi per via del ruolo su Roma di cui il Papa è vescovo, ovviamente c'è la consuetudine con Giuseppe Conte che si vanta addirittura (nelle interviste sempre curate nello storytelling dall'ottimo Rocco Casalino) di «telefonare al Papa».

matteo salvini flash mob del 2 giugno 6

 

Quando nel giugno del 2019 lo staff di Salvini provò a far circolare «con emozione» l'incontro per ragioni istituzionali tra l'allora ministro dell'Interno e Francesco, dalla Santa Sede arrivò una murata clamorosa: «Nessun incontro previsto».

 

E per rafforzare il concetto della scelta non casuale ma politica, pochi mesi dopo il Papa ha concesso al successore di Salvini al Viminale, Luciana Lamorgese, un incontro particolarmente cordiale. Incassato quattro mesi fa lo schiaffo dell'incontro Lamorgese-Bergoglio, Salvini ha messo al lavoro diplomatico con gli ambienti della Santa Sede alcuni senatori di fiducia ultracattolici che però sono visti come fumo agli occhi in Vaticano.

 

PAPA FRANCESCO INCONTRA GIUSEPPE CONTE

Nella Conferenza episcopale italiana certamente una frangia non irrilevante di vescovi è silenziosamente antibergogliana e presso costoro Salvini ha presa: alla fine è pur sempre il leader che indossava la maglietta «il mio Papa è Benedetto». Per i nostalgici del rigore ratzingeriano l'interlocuzione con Salvini è preparazione del ribaltone, si dice in Vaticano. In buona sostanza l'episcopato italiano è balcanizzato: ci sono certamente una ventina di vescovi salviniani al Nord, con cui il tempo del Covid ha permesso di rafforzare le solidarietà;

 

PAPA FRANCESCO E GIUSEPPE CONTE BY OSHO

c'è l'area tradizionalmente di destra e «romana» che flirta con Meloni e Tajani; c'è il segmento che supporta la crescita del Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi, molto attento sui temi dei principi non negoziabili e volto televisivo più efficace dell'ostilità Cattolica al ddl Zan sull'omofobia (nei giorni scorsi, molto muscolare lo scontro con Vladimir Luxuria da Paolo Del Debbio sul tema);

 

c'è la linea più aperturista verso i temi dei diritti dei gay interpretata dal quotidiano Avvenire con una lunga intervista di una pagina intera proprio al piddino Alessandro Zan; c'è il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, che sul ddl Zan si è assunto la responsabilità di firmare una nota molto dura, che secondo i maligni era però ispirata più che altro dal fastidio per i soldi negati alle scuole cattoliche; c'è la pattuglia dei vescovi vicini al premier Conte che si assottiglia sempre di più;

antonio spadaro

 

c'è il disegno del nuovo partito Area Bianca, che non dispiacerebbe a uno dei principali consiglieri del Papa, il padre gesuita Antonio Spadaro di Civiltà Cattolica, con i cattolici prodiani di Stefano Zamagni e dei più giovani Nicola Graziani e Leonardo Becchetti, che però sembrano essere eternamente titubanti a lanciarsi nella mischia. Sognano, per farlo, il coinvolgimento, come leader, dell'attuale presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, attualmente però in forza al Pd.

 

Che resta il partito di riferimento del corpaccione dei vescovi italiani e del Papa (tramite il rapporto a filo doppio con Sergio Mattarella) per la cruciale questione dei migranti su cui Salvini non potrà mai essere un interlocutore. In tutto questo dunque un dato sembra certo: il Papa andrà forse anche in Lombardia a rendere omaggio alla terra più martoriata dal Covid in Italia, ma chi oggi scrive di «Chiesa che apre alla Lega», conosce molto poco delle dinamiche di oltretevere. La transizione anche ecclesiale verso la fase post-Covid e post-Conte è appena cominciata e riserverà sorprese.

SERGIO MATTARELLA DAVID SASSOLI

 

sassolisassoli

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